Una performance intensa, che unisce arte e impegno politico inseguendo la difficile via del coinvolgimento emotivo. Il collettivo 1000 Gestalten, formato da oltre cento persone riunitesi per la prima volta in questa occasione, ha messo in scena un’azione durata oltre due ore lo scorso 5 luglio per le strade di Amburgo, dove stava per iniziare il summit del G20.
Decine di persone coperte di argilla hanno iniziato ad affollare la città, aggirandosi come zombie: lenti, incoscienti, lo sguardo perso nel vuoto. Improvvisamente, un uomo riesce a liberarsi dalla corazza grigia e ritrova la propria vitalità, contagiando tutti gli altri in un’esplosione finale di gioia ed empatia. Il messaggio, che è stato recepito chiaramente in tutto il mondo, riguarda la possibilità di costruire una società migliore, in grado di liberarsi dalla schiavitù del conformismo e del denaro, alla ricerca di un’esistenza più autentica.

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Valentina Tanni (Roma, 1976) è critica d’arte, curatrice e docente. Si interessa principalmente di new media art e di editoria multimediale. Ha curato numerose mostre, tra cui: la sezione di Net Art di “Media Connection” (Roma e Milano, 2001), le collettive “Netizens” (Roma, 2002) e “L’oading. Videogiochi Geneticamente Modificati” (Siracusa, 2003), “Maps and Legends. When Photography Met the Web” (Roma, 2010), “Datascapes” (Roma, 2011) e “Hit the Crowd. Photography in the Age of Crowdsourcing” (Roma, 2012), “Nothing to see here” (Milano, 2013), “Eternal September. The Rise of Amateur Culture” (Lubiana, 2014), “Stop and Go. L'arte delle gif animate” (Roma, 2016, Lubiana 2017). Ha collaborato con i festival di arti digitali Interferenze e Peam ed è stata curatore ospite di FotoGrafia. Festival Internazionale di Roma per la sezione “Fotografia e Nuovi Media” (edizioni 2010-2012). Ha scritto per testate nazionali e internazionali e lavorato come docente per istituzioni pubbliche e private. Attualmente insegna Digital Art al Politecnico di Milano. Dal 2011 collabora con Artribune.