Un arco fatto di nebbia sovrasta un antico ponte su un piccolo corso d’acqua. Di giorno crea un suggestivo portale verso il tempio di Hotokizaki Kanonji, dando vita a un arcobaleno circolare a 360 gradi; mentre di notte, con l’aiuto di alcune luci, si trasforma in una specie di buco nero, un passaggio verso una dimensione sconosciuta.
Si tratta di Arc Zero, l’ultima installazione dell’artista australiano James Tapscott, commissionata dal Japan Alps Art Festival, una manifestazione che si svolge in Giappone, nella città di Omachi. “Il mio lavoro esplora il rapporto tra la realtà soggettiva e quella oggettiva, oltre che l’effetto che la nostra percezione ha sulla comprensione del mondo che ci circonda”, spiega l’artista, “usando materiali semplici e luci, cerco di creare un equilibrio tra un processo artistico di tipo rituale e i fenomeni naturali”.

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Valentina Tanni (Roma, 1976) è critica d’arte, curatrice e docente. Si interessa principalmente di new media art e di editoria multimediale. Ha curato numerose mostre, tra cui: la sezione di Net Art di “Media Connection” (Roma e Milano, 2001), le collettive “Netizens” (Roma, 2002) e “L’oading. Videogiochi Geneticamente Modificati” (Siracusa, 2003), “Maps and Legends. When Photography Met the Web” (Roma, 2010), “Datascapes” (Roma, 2011) e “Hit the Crowd. Photography in the Age of Crowdsourcing” (Roma, 2012), “Nothing to see here” (Milano, 2013), “Eternal September. The Rise of Amateur Culture” (Lubiana, 2014), “Stop and Go. L'arte delle gif animate” (Roma, 2016, Lubiana 2017). Ha collaborato con i festival di arti digitali Interferenze e Peam ed è stata curatore ospite di FotoGrafia. Festival Internazionale di Roma per la sezione “Fotografia e Nuovi Media” (edizioni 2010-2012). Ha scritto per testate nazionali e internazionali e lavorato come docente per istituzioni pubbliche e private. Attualmente insegna Digital Art al Politecnico di Milano. Dal 2011 collabora con Artribune.