Una scimmia con una maschera umana si aggira in uno scenario post-apocalittico. È Human Mask, il video girato da Pierre Huyghe (Parigi, 1962) nel 2014 in Giappone, in una delle zone colpite dal disastro nucleare di Fukushima e dal conseguente tsunami. L’idea per l’opera, che viene esposta in questi giorni al Guggenheim Museum di Bilbao, è venuta all’artista francese dopo essere venuto a conoscenza della storia di due scimmie che servivano come camerieri in una sake house della zona. L’animale, con i suoi abiti, il suo volto celato e impassibile e le sue movenze ammaestrate, diventa presto lo spunto per un’indagine sulla condizione umana.
In questo video possiamo vedere alcuni spezzoni dell’opera, accompagnati dal commento di Manuel Cirauqui, curatore della mostra, che resterà aperta nel museo spagnolo fino al prossimo 16 luglio.

– Valentina Tanni

Dati correlati
AutorePierre Huyghe
Iscriviti alla nostra newsletter
CONDIVIDI
Valentina Tanni (Roma, 1976) è critica d’arte, curatrice e docente. Si interessa principalmente di new media art e di editoria multimediale. Ha curato numerose mostre, tra cui: la sezione di Net Art di “Media Connection” (Roma e Milano, 2001), le collettive “Netizens” (Roma, 2002) e “L’oading. Videogiochi Geneticamente Modificati” (Siracusa, 2003), “Maps and Legends. When Photography Met the Web” (Roma, 2010), “Datascapes” (Roma, 2011) e “Hit the Crowd. Photography in the Age of Crowdsourcing” (Roma, 2012), “Nothing to see here” (Milano, 2013), “Eternal September. The Rise of Amateur Culture” (Lubiana, 2014), “Stop and Go. L'arte delle gif animate” (Roma, 2016, Lubiana 2017). Ha collaborato con i festival di arti digitali Interferenze e Peam ed è stata curatore ospite di FotoGrafia. Festival Internazionale di Roma per la sezione “Fotografia e Nuovi Media” (edizioni 2010-2012). Ha scritto per testate nazionali e internazionali e lavorato come docente per istituzioni pubbliche e private. Attualmente insegna Digital Art al Politecnico di Milano. Dal 2011 collabora con Artribune.