Nella primavera del 1981, durante un programma di residenza organizzato dal Walker Art Center di Minneapolis, due figure mitiche dell’avanguardia novecentesca, il coreografo Merce Cunningham e il compositore John Cage, rilasciarono un’intervista congiunta. In questo prezioso documento i due artisti, che hanno più volte collaborato nel corso della propria carriera (le performance più famose sono quelle svoltesi al Black Mountain College negli Anni Cinquanta), raccontano come nacque il loro percorso congiunto, una sperimentazione audace che finì per modificare il concetto stesso di performance.
Un altro tema fondamentale, che viene ampiamente discusso nell’intervista, è quello del caso: come nasce l’arte quando viene lasciata in balìa dell’indeterminato e non dipende dalle decisioni dell’artista? Cage, in particolare, spiega come, influenzato dal buddismo zen, abbiamo usato il caso come strumento per liberarsi dai propri stessi gusti. Questi metodi, adottati sia da Cunningham che da Cage, finirono per cambiare radicalmente il nostro pensiero sull’arte, che sia musica, pittura o performance.

– Valentina Tanni

Iscriviti alla nostra newsletter
CONDIVIDI
Valentina Tanni è storica dell’arte, curatrice e docente; la sua ricerca è incentrata sul rapporto tra arte e tecnologia, con particolare attenzione alle culture del web. Insegna Digital Art al Politecnico di Milano e Culture Digitali alla Naba – Nuova Accademia di Belle Arti di Roma e Milano. Ha pubblicato “Random. Navigando contro mano, alla scoperta dell’arte in rete” (Link editions, 2011) e “Memestetica. Il settembre eterno dell’arte” (Nero, 2020).