Cosa rende un’immagine davvero memorabile? Nessuno lo sa, non c’è una formula. Infatti la gran parte delle immagini è dimenticabile”. A parlare è David Hockney (Bradford, 1937), uno degli artisti inglesi più famosi e influenti della nostra epoca. In questo video prodotto dalla Tate Modern in vista della grande retrospettiva che aprirà nel museo il prossimo 9 febbraio, Hockney, che compirà 80 anni il prossimo 9 luglio, difende la sua ricerca da chi la accusa di essere un po’ discontinua: “c’è un filo conduttore, una precisa attitudine nei confronti del tempo e dello spazio. Quando dipingi sei nel presente, e a me piace vivere nel presente. Non esiste altro, in fondo”.
La mostra, che si preannuncia la più grande personale dell’artista mai realizzata, includerà le opere realizzate nel corso di sessant’anni di carriera: dai mitici dipinti delle piscine losangeline fino ai più recenti esperimenti con le nuove tecnologie.

– Valentina Tanni

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AutoreDavid Hockney
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Valentina Tanni (Roma, 1976) è critica d’arte, curatrice e docente. Si interessa principalmente di new media art e di editoria multimediale. Ha curato numerose mostre, tra cui: la sezione di Net Art di “Media Connection” (Roma e Milano, 2001), le collettive “Netizens” (Roma, 2002) e “L’oading. Videogiochi Geneticamente Modificati” (Siracusa, 2003), “Maps and Legends. When Photography Met the Web” (Roma, 2010), “Datascapes” (Roma, 2011) e “Hit the Crowd. Photography in the Age of Crowdsourcing” (Roma, 2012), “Nothing to see here” (Milano, 2013), “Eternal September. The Rise of Amateur Culture” (Lubiana, 2014), “Stop and Go. L'arte delle gif animate” (Roma, 2016, Lubiana 2017). Ha collaborato con i festival di arti digitali Interferenze e Peam ed è stata curatore ospite di FotoGrafia. Festival Internazionale di Roma per la sezione “Fotografia e Nuovi Media” (edizioni 2010-2012). Ha scritto per testate nazionali e internazionali e lavorato come docente per istituzioni pubbliche e private. Attualmente insegna Digital Art al Politecnico di Milano. Dal 2011 collabora con Artribune.

1 COMMENT

  1. […] David Hockney (Bradford, 1937) rappresenta indubbiamente uno dei capisaldi dell’arte figurativa del nostro tempo ed è una sorpresa riscoprirlo attraverso la freschezza dei primi disegni, appena diplomato presso il Royal College of Art, dove prevalevano ancora l’astrazione e i riferimenti all’Art Brut di Dubuffet e Francis Bacon, e nelle composizioni figurative, evidenti e audaci cenni biografici omosessuali in un periodo in cui l’omosessualità in Inghilterra era considerata illegale. […]

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