Sei grandi installazioni per una mostra da non perdere. È Thick Time, la personale di William Kentridge (Johannesburg, 1955) allestita negli spazi della Whitechapel Gallery di Londra fino al prossimo 15 gennaio. L’artista sudafricano, acclamato in tutto il mondo per i suoi disegni, i suoi video e i suoi progetti teatrali, espone questa volta una selezione di sei opere che datano dal 2003 al 2016. Curata da Iwona Blazwick, direttrice della Whitechapel, la mostra rappresenta un ritorno trionfante nel Regno Unito per Kentridge, che non aveva avuto esposizioni personali di questo spessore da almeno 15 anni. Spicca tra tutti i lavori la grande installazione multisensoriale The Refusal of Time (2012), un ambiente che esplora dinamicamente il concetto di tempo attraverso l’uso di immagini, suoni, luci e oggetti, tra cui una suggestiva scultura “che respira”.
In questa breve intervista l’artista ci fa da guida attraverso l’esposizione, commentando le opere e i temi che le hanno ispirate: il tempo, la memoria, il desiderio e il cinematografo degli esordi.

– Valentina Tanni

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Valentina Tanni è storica dell’arte, curatrice e docente; la sua ricerca è incentrata sul rapporto tra arte e tecnologia, con particolare attenzione alle culture del web. Insegna Digital Art al Politecnico di Milano e Culture Digitali alla Naba – Nuova Accademia di Belle Arti di Roma e Milano. Ha pubblicato “Random. Navigando contro mano, alla scoperta dell’arte in rete” (Link editions, 2011) e “Memestetica. Il settembre eterno dell’arte” (Nero, 2020).