Trent’anni di carriera racchiusi in una grande mostra. Pipilotti Rist (Grabs, 1962) è protagonista di una retrospettiva al New Museum di New York, curata da Massimiliano Gioni ed Edlis Neeson, che racconta il suo intero percorso, dai semplici video su monitor degli Anni Ottanta alle grandi installazioni immersive per le quali è diventata famosa in tutto il mondo. Passando per alcuni lavori meno noti, come Massachussets Chandelier (2010), bizzarro lampadario fatto di biancheria intima.
Uno dei temi ricorrenti della mostra è il rapporto tra natura e tecnologia, una relazione che l’artista svizzera ha sempre rappresentato con armonia e leggerezza, puntando tutto sull’aspetto empatico e coinvolgendo il visitatore anche fisicamente all’interno delle sue installazioni. A completare la retrospettiva c’è un’opera inedita: Pixel Forest (2016) è una selva artificiale composta da 3mila elementi in plastica fatti a mano, dalla forma irregolare, che contengono ognuno un singolo pixel del video.

– Valentina Tanni

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Valentina Tanni è storica dell’arte, curatrice e docente; la sua ricerca è incentrata sul rapporto tra arte e tecnologia, con particolare attenzione alle culture del web. Insegna Digital Art al Politecnico di Milano e Culture Digitali alla Naba – Nuova Accademia di Belle Arti di Roma. Ha pubblicato “Random. Navigando contro mano, alla scoperta dell’arte in rete” (Link editions, 2011) e “Memestetica. Il settembre eterno dell’arte” (Nero, 2020). Collabora con la redazione di Artribune dalla sua fondazione.