The Art Market (in Four Parts): Auctions

L’ARTE E IL DENARO
Arte e denaro: un binomio da sempre controverso ma apparentemente indissolubile. Nonostante l’opera d’arte venga riconosciuta da (quasi) tutti come qualcosa che nasce da motivazioni estranee a quelle del profitto, il mercato dell’arte resta un settore florido, frequentato e sempre in crescita. Ma com’è nato, e quali sono i suoi protagonisti più importanti? Quali principi lo regolano e in che modo viene percepito dagli artisti e dal pubblico? A queste e tante altre domande si sforza di rispondere lo speciale video prodotto da Art.sy, sito web di e-commerce dedicato all’arte contemporanea, in collaborazione con UBS.

The Art Market (in Four Parts): Galleries

ASTE, GALLERIE, MECENATI E FIERE
Il documentario, diviso in quattro brevi capitoli, ognuno dedicato a una componente specifica del settore – aste, gallerie, mecenati e fiere – racconta con un linguaggio semplice, tante immagini, interviste e filmati di repertorio, le caratteristiche principali del mercato dell’arte oggi. Tra gli intervistati, spiccano tanti nomi famosi: dalla scrittrice Sarah Thornton, autrice del bestseller Seven Days in the Artworld, al collezionista 2.0 Stefan Simchowitz, appassionato di social media; dal duo di artisti Elmgreen & Dragset, che in una mostra recente a Pechino hanno deciso di simulare l’allestimento di una fiera, alla dealer svizzera Dominique Lévy, proprietaria di tre gallerie a Ginevra, Londra e New York.

The Art Market (in Four Parts): Patrons

The Art Market (in Four Parts): Art Fairs

UN SETTORE SCHIZOFRENICO
L’indagine proposta è sintetica, ma coglie numerosi punti nodali che riguardano il funzionamento del mercato dell’arte, spiegando con franchezza e senza peli sulla lingua anche i trucchetti e i retroscena meno edificanti. Quello che ne viene fuori è un ritratto del settore che potremmo definire allegramente schizofrenico: fiere che si sforzano di somigliare alle mostre, artisti che sguazzano nelle dinamiche di mercato facendo finta di criticarle, galleristi che si dichiarano interessati solo alla qualità ma poi inseguono le superstar, e mecenati che fanno fatica a nascondere la voglia di protagonismo dietro a una supposta filantropia. Il pubblico dell’arte contemporanea, intanto, non fa che crescere, costringendo sia l’arte che il mercato a fare i conti con i propri limiti e a cercare la via del rinnovamento.

– Valentina Tanni

www.artsy.net

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Valentina Tanni (Roma, 1976) è critica d’arte, curatrice e docente. Si interessa principalmente di new media art e di editoria multimediale. Ha curato numerose mostre, tra cui: la sezione di Net Art di “Media Connection” (Roma e Milano, 2001), le collettive “Netizens” (Roma, 2002) e “L’oading. Videogiochi Geneticamente Modificati” (Siracusa, 2003), “Maps and Legends. When Photography Met the Web” (Roma, 2010), “Datascapes” (Roma, 2011) e “Hit the Crowd. Photography in the Age of Crowdsourcing” (Roma, 2012), “Nothing to see here” (Milano, 2013), “Eternal September. The Rise of Amateur Culture” (Lubiana, 2014), “Stop and Go. L'arte delle gif animate” (Roma, 2016, Lubiana 2017). Ha collaborato con i festival di arti digitali Interferenze e Peam ed è stata curatore ospite di FotoGrafia. Festival Internazionale di Roma per la sezione “Fotografia e Nuovi Media” (edizioni 2010-2012). Ha scritto per testate nazionali e internazionali e lavorato come docente per istituzioni pubbliche e private. Attualmente insegna Digital Art al Politecnico di Milano. Dal 2011 collabora con Artribune.