UNA REALTÀ SOVRACCARICA
Un mondo fatto a strati, dove realtà fisica e realtà digitale si mescolano, dando vita a una nuova (sovraccarica) dimensione. Keichi Matsuda, designer e filmmaker inglese di origine giapponese, la chiama Hyper-reality, ossia iper-realtà. Nel suo ultimo cortometraggio, realizzato grazie a una campagna di crowdfunding condotta con successo negli scorsi anni, vediamo una donna alle prese con un’esistenza regolata da sistemi elettronici. I device, però, sono totalmente scomparsi, lasciando il posto a un mare di informazioni luminose che galleggiano sul mondo, sovraffollandolo di stimoli. Durante i sei minuti di film, la protagonista, Juliana Restrepo, residente a Medellin, si trova a fronteggiare un furto della propria identità digitale, fatta di informazioni e di “punti” accumulati. Tutto quanto le viene sottratto a forza, prima con un hacking digitale e poi con una violenza fisica, necessaria per acquisire le informazioni biometriche, ultimo baluardo della sicurezza del sistema, e dunque rendere il furto completo.

I PERICOLI DELLE NUOVE TECNOLOGIE
L’atmosfera ricorda tanti capisaldi della cinematografia di fantascienza, basti pensare alle interfacce immaginate già nel 2002 dal Minority Report di Steven Spielberg e, più di recente, alcuni degli episodi della serie tv britannica Black Mirror, uno degli esempi più azzeccati di narrazione distopica applicata alle nuove tecnologie. Anche lì, come nel lavoro di Matsuda, il progresso porta opportunità ma soprattutto pericoli, rendendo l’essere umano più solo e vulnerabile.
Le nostre realtà, quella fisica e quella virtuale, stanno diventando sempre più intrecciate”, ha dichiarato Matsuda. “la realtà virtuale, le tecnologie indossabili, l’internet delle cose: tutto sembra puntare verso un mondo in cui la tecnologia ingloba ogni aspetto della vita. Diventeranno il collante tra ogni interazione e ogni esperienza, offrendo possibilità incredibili, ma anche controllando il modo in cui vediamo e comprendiamo il mondo. Hyper-reality vuole esplorare questa eccitante ma pericolosa traiettoria”.

– Valentina Tanni

www.hyper-reality.co

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Valentina Tanni è storica dell’arte, curatrice e docente; la sua ricerca è incentrata sul rapporto tra arte e tecnologia, con particolare attenzione alle culture del web. Insegna Digital Art al Politecnico di Milano e Culture Digitali alla Naba – Nuova Accademia di Belle Arti di Roma. Ha pubblicato “Random. Navigando contro mano, alla scoperta dell’arte in rete” (Link editions, 2011) e “Memestetica. Il settembre eterno dell’arte” (Nero, 2020). Collabora con la redazione di Artribune dalla sua fondazione.