Vuoto, pieno. Gesto minimale e intervento profondo sullo spazio. Sono questi i termini che compongono il vocabolario visivo della mostra Accrochage, allestita a Venezia negli ambienti impeccabili di Punta della Dogana e aperta al pubblico dal 17 aprile. Curata da Caroline Bourgeois, l’esposizione riunisce circa settanta opere presentate per la prima volta dopo il loro ingresso nella Collezione Pinault. Una panoramica sulle dinamiche processuali alla base dell’atto creativo, comuni ai ventinove artisti in mostra – tra cui Pier Paolo Calzolari, Tacita Dean, Fabio Mauri, Günther Uecker, Absalon e On Kawara – eppure peculiari nella loro singolarità. Una dialettica che si ritrova nello storico intervento a parete di Sol LeWitt, Wall Drawing #343, ospitato nel cuore architettonico di Punta della Dogana, il cubo di Tadao Ando. Il video in time-lapse documenta l’installazione dell’opera per mano degli studenti dell’Accademia di Belle Arti di Venezia, regalando un suggestivo colpo d’occhio su atmosfere realmente immersive, che ritrovano nel tempo presente tutta la forza delle loro origini.

– Arianna Testino

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