Riprese e montaggio: Ermanno Bidone

Compleanno a Venezia, per il Dalai Lama. La massima autorità religiosa del Tibet ha compiuto 78 anni lo scorso 6 giugno e il Padiglione del suo Paese, in Biennale, lo ha celebrato nel nome dell’arte. Un’autorità istituzionalmente longeva, con cinquant’anni di mandato sulle spalle, venerato in quanto guida spirituale, eletto per destinazione divina: alla morte del Dalai Lama la sua reincarnazione viene intercettata dai monaci attraverso oracoli, segnali, sogno, presagi. Così che la volontà del cielo sia fatta.
L’attuale capo teocratico tibetano, Tenzin Gyatso, al secolo Lhamo Dondrub, ha ricevuto nel 1989 il Premio Nobel per la Pace, in quanto esponente della dottrina della non violenza, figura centrale nella pratica di resistenza pacifica all’occupazione cinese e nel percorso di liberazione del suo popolo.

A Venezia, la performance in onore del Dalai Lama nasce nell’ambito del corso di Teoria e Pratica della Terapeutica Artistica che si tiene all’Accademia di Brera: l’arte come esperienza interiore, di cambiamento spirituale, di cura, di compassione, coltivando nuove armonie tra le persone e la natura, tra i corpi, le menti e gli input esterni.
L’opera riprende i concetti di comunità, di contatto, di fiducia, di partecipazione: Con-ta-ci è il titolo di questa azione condivisa, a cui hanno aderito cento personaggi tra artisti, intellettuali, storici e critici d’arte, medici, psicanalisti, terapisti, per dare forma a un enorme Mandala di sale. Il tradizionale disegno variopinto, minuzioso, geometricamente complesso, composto con materiali effimeri, rappresenta la caduicità dell’esistenza, la bellezza complessa del mondo che è fondata sull’impermanenza e la trasmutazione.

Padiglione Tibet, performance per il Dalai Lama - foto Ermanno Bidone
Padiglione Tibet, performance per il Dalai Lama – foto Ermanno Bidone

Con-ta-ci è un progetto corale, che pone al centro l’idea del “noi” e della collaborazione, lasciando crescere, nel gesto meticoloso di chi assembla forme e colori, un “ordine della materia inarrestabile” che procede in senso circolare, per poi accedere alla dissoluzione. Tutto torna, alla fine, tra le maglie di un’architettura invisibile, quella del cosmo e delle sue leggi che uniscono terra e cielo.
La performance si è chiusa con l’esperienza del dono: i frammenti del Mandala distrutto sono andati ai presenti, come memoria del rito condiviso.
Nel report di Artribune Television le immagini e le interviste a Ruggero Maggi, curatore del Padiglione, e Tiziana Tacconi, docente di Teoria e Pratica della Terapeutica Artistica all’Accademia di Brera.

– Helga Marsala

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Helga Marsala
Helga Marsala è critica d'arte, giornalista, editorialista culturale e curatrice. Insegna all'Accademia di Belle Arti di Roma, dove è stata anche responsabile dell'ufficio comunicazione. Collaboratrice da anni di testate nazionali di settore, ha lavorato a lungo come caporedattore per la piattaforma editoriale Exibart. Nel 2011 è nel gruppo che progetta e lancia la piattaforma Artribune, dove ancora oggi lavora come autore e membro dello staff di direzione. Svolge un’attività di approfondimento teorico attraverso saggi e contributi critici all’interno di pubblicazioni e cataloghi d’arte e cultura contemporanea. Scrive di arti visive, arte pubblica e arte urbana, politica, costume, comunicazione, attualità, moda, musica e linguaggi creativi contemporanei. È stata curatorice dell’Archivio S.A.C.S (Sportello Artisti Contemporanei Siciliani) presso Riso Museo d'arte contemporanea della Sicilia e membro del Comitato Scientifico, collaborando a più riprese con progetti espositivi, editoriali e di ricerca del Museo. Cura mostre e progetti presso spazi pubblici e privati in Italia, seguendo il lavoro di artisti italiani ed internazionali. Dal 2018 al 2020 ha lavorato come Consulente per la Cultura del Presidente della Regione Siciliana e dell'Assessore dei Beni Culturali e dell'Identità Siciliana.