Riprese e montaggio: Gaia Magnani
Musica: Youarehere

Lo scorso 23 marzo, presso lo spazio Art.Lab di Grosseto, Lapo Simeoni officiava il suo rito della distruzione. Un mix tra un’asta e un potlach, tra una comune sessione di vendita, un gioco collettivo e un inedita operazione iconoclasta. Al centro una parete allestita con decine di opere d’arte, tutte firmate e accumulate nel tempo da Simeoni: opere invendute, opere sbagliate, opere mai esposte, opere rimaste nell’ombra. Opere finalmente condotte alla luce e a cui assegnare un destino.

Destroy to the End incrociava la dimensione economica con quella estetica, trasformando la scelta del collezionista in una possibilità d’esistenza o di cancellazione: l’opera battuta con una base d’asta di 50 euro, che nessuno si aggiudicava, veniva automaticamente condannata a morte. Alla platea il compito di scegliere il mezzo di distruzione, affidandosi alla sorte: l’apposita ruota della (s)fortuna prevedeva l’oltraggio fisico, la cancellazione pittorica, una serie di martellate, il rogo, l’opzione jolly con regalo dell’opera al giocatore, lo sfregio con coltelli, sega elettrica o utensili affilati. Un video documenta la performance, raccontandone i passaggi principali…

– Helga Marsala

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Helga Marsala
Helga Marsala è critico d'arte, giornalista, notista culturale e curatore. Insegna all'Accademia di Belle Arti di Roma, dove è anche responsabile dell'ufficio comunicazione. Collaboratrice da anni di testate nazionali di settore, ha lavorato a lungo come caporedattore per la piattaforma editoriale Exibart. Nel 2011 è nel gruppo che progetta e lancia la piattaforma Artribune, dove ancora oggi lavora come autore e membro dello staff di direzione. Svolge un’attività di approfondimento teorico attraverso saggi e contributi critici all’interno di pubblicazioni e cataloghi d’arte e cultura contemporanea. Scrive di arti visive, arte pubblica e arte urbana, politica, costume, comunicazione, attualità, moda, musica e linguaggi creativi contemporanei. È stata curatore dell’Archivio SACS presso Riso Museo d'arte contemporanea della Sicilia e membro del Comitato Scientifico, collaborando a più riprese con progetti espositivi, editoriali e di ricerca del Museo. Cura mostre e progetti presso spazi pubblici e privati in Italia, seguendo il lavoro di artisti italiani ed internazionali. Dal 2018 lavora come Consulente per la Cultura del Presidente della Regione Siciliana e dell'Assessore dei Beni Culturali e dell'Identità Siciliana.

4 COMMENTS

  1. BElla MAria! anche Io continuo a non essere d’accordo, forse ormai i rapporti con i galleristi hanno bruciato i cervelli! fate meno se non ve la sentite :)
    POCO, CREDETECI E TANTO!
    http://img405.imageshack.us/img405/8123/unlike.jpg
    _.. non le porteremo con noi nella tomba esse continueranno ad esistere forti come sempre, mentre noi vuoti a perdere possiamo solo fare le nostre scelte e testimonianze.
    …se senti di fare cose che ti rappresentino molto probabilmente è arte …se non vendi non sbavare dietro ai galleristi rinnegando anche te stesso, li ti stai proprio buttando;
    la tua arte ha già un costo, è la tua vita!
    Il mercato dell’arte è una bella storia e fare il gallerista credo sia bellissimo, se credi in opera rispetti una persona…
    http://nicolinopollettaword.tumblr.com/
    Pensa allora Modigliani, in riferimento appunto al recente articolo di cui sotto il link,
    https://www.artribune.com/2013/05/e-record-per-il-pasticciere-di-soutine-lasta-christies-new-york-conferma-lottimo-momento-per-impressionisti-e-moderni-in-evidenza-anche-chagall-schiele-e-miro/
    avrebbe fatto appunto bene, lui come altri, visto che in vita non fece uno spiccio, a buttarle via così nessuno ci avrebbe speculato oggi da tanto che era sicuramente anche ieri…per fortuna No

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