Artista e modello. La sfida continua, a Modena

Galleria Civica, Modena – fino al 5 febbraio 2017. Più di cento artisti per più di cento anni di confronto aperto tra allievi e maestri, tra disegno e fotografia. Un percorso aperto in cui il patrimonio, aperto all’acquisizione delle nuove generazioni, viene riletto a partire da un tema che lascia allo spettatore l’ultima parola.

Filippo Minelli, Shape D_A, 2016 - Galleria civica di Modena, nuova acquisizione
Filippo Minelli, Shape D_A, 2016 - Galleria civica di Modena, nuova acquisizione

UN PERCORSO LUNGO UN SECOLO
Senza scomodare precedenti illustri come il celebre mito di Pigmalione, il rapporto tra l’artista e il suo modello, sia esso un maestro, un archetipo o un medium prediletto, gode ancora di un fascino straordinario. Sarà per questo che in occasione della mostra in corso alla Galleria Civica di Modena i curatori Daniele De Luigi e Serena Goldoni con Andrea Bruciati hanno deciso di allestire un raffinato percorso plurale e diacronico attraverso un secolo di storia dell’arte, spingendosi fino alla stretta attualità, alla luce del tema in oggetto. Usiamo il termine “allestire” in questo caso senza il rischio di apparire banali. Parte fondamentale dell’esperienza di visita, infatti, deriva dalla disposizione delle singole opere.

TRAIETTORIE E NARRAZIONI
Al primo piano del museo, il grande salone ospita due carrellate di lavori che, a cominciare dall’incontro/scontro tra un “paesaggio” di Eugène Atget e un “ritratto” di Robert Mapplethorpe, disegnano due traiettorie di ricerca all’interno delle quali si snodano svariate micro narrazioni suggerite dai rapporti di prossimità. Da un lato, il tema della competizione tra l’artista, anche molto giovane, e il maestro, classico o contemporaneo che sia (da Leonardo a William Fox Talbot), apre alla riflessione sul ruolo dell’artista, sulla mimesi come immedesimazione o, ancora, sul rifiuto e sulla reazione alla canonizzazione del modello imposto (da Gillian Wearing a Matteo Fato passando per Thomas Ruff). Dall’altro, le luci che trapelano dalle fronde sui busti lapidei nello scatto di Atget divengono pretesto per un’indagine sulla rappresentazione del paesaggio tra la via formalista e quella concettuale, intorno alle quali si intravedono numerose sfumature. Così, per esempio, insieme ai casi di Mario Giacomelli, Luigi Ghirri e Gabriele Basilico scorrono le prove di Davide Tranchina, Lorenzo Vitturi e Filippo Minelli.

Filippo Minelli, Shape D_A, 2016 - Galleria civica di Modena, nuova acquisizione
Filippo Minelli, Shape D_A, 2016 – Galleria civica di Modena, nuova acquisizione

GESTO E AZIONE
Risulta integrata nel percorso la componente performativa, cui si aggiunge un filo rosso continuo basato sulla possibilità di testare i limiti e le capacità espressive del mezzo, grafico e foto-grafico in particolare, a partire dal principale nucleo delle collezioni della Galleria. La traduzione del gesto dal vivo attraverso strumenti di registrazione o rielaborazione fa da ponte tra il primo e il secondo piano, in un dialogo a distanza che vede protagonisti, tra gli altri, Dennis Oppenheim e Vito Acconci, Marcello Jori e Luigi Ontani. Mentre nel solco dell’ambiguità tra la spinta all’utilizzo sperimentale e il recupero della tradizione si collocano, con grande pertinenza, la Photo-Graffia (1979) di Vincenzo Agnetti, la carta ripiegata nel Senza Titolo (1971) di Sol Lewitt o il collage di Yervant Gianikian e Angela Ricci Lucchi.

Claudio Musso

Modena // fino al 5 febbraio 2017
Versus. La sfida dell’artista al suo modello in un secolo di fotografia e disegno
a cura di Andrea bruciati, Daniele De Luigi e Serena Goldoni

Catalogo Silvana Editoriale
GALLERIA CIVICA
Corso Canalgrande 103
059 2032911
www.galleriacivica.it
[email protected]

MORE INFO:
https://www.artribune.com/dettaglio/evento/56090/versus/

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Claudio Musso
Critico d'arte e curatore indipendente, la sua attività di ricerca pone particolare attenzione al rapporto tra arte visiva, linguaggio e comunicazione, all'arte urbana e alle nuove tecnologie nel panorama artistico. Ha conseguito il dottorato di ricerca in Archeologia e Storia dell’arte presso l'Università di Bologna, ateneo dove aveva precedentemente conseguito la laurea triennale e specialistica. Attualmente è docente di Fenomenologia delle arti contemporanee e di Teoria della percezione e psicologia della forma presso l’Accademia G. Carrara di Belle Arti di Bergamo dove ricopre il ruolo di Coordinatore del corso di Pittura, insegna inoltre Linguaggio della visione presso Spazio Labo’ a Bologna. Tra il 2007 e il 2011 ha collaborato con il MAMbo - Museo d'Arte Moderna di Bologna per la ricerca scientifica e per l'organizzazione di conferenze e incontri. Ha partecipato in qualità di curatore e di membro di giuria a festival internazionali (LPM - Live Performers Meeting, Roma – Minsk; roBOt - Digital Paths into Music and Arts, Bologna) ed è stato invitato come relatore a convegni e conferenze in Italia e all’estero (tra le altre AVANCA | CINEMA International Conference Cinema, Art, Technology - Cineclub Avanca, Portogallo; VIII MAGIS – International Film Studies Spring School - Università di Udine, Gorizia; Artscapes - An Interdisciplinary Conference on Art and Urban Scapes - University of Kent, Canterbury). Dal 2004 al 2011 è stato collaboratore di Exibart.com e Exibart.onpaper, dove dal 2008 dirigeva la rubrica visualia. Prende parte al network Digicult e collabora con il magazine di cultura digitale Digimag. Scrive regolarmente per Artribune. Ha pubblicato numerosi articoli, testi critici e saggi, il più recente si intitola Dalla strada al computer e viceversa (Libri Aparte, Bergamo 2017).