Il muro della democrazia. Paolo Tait a Venezia

Centro Culturale Don Orione Artigianelli, Venezia – fino al 30 settembre 2016. La chiamata alle armi lanciata da Alejandro Aravena, direttore della 15. Biennale di Architettura di Venezia, non consente scorciatoie. Fare “fronte comune” per combattere povertà, violenza, depauperamento delle risorse è la parola d’ordine della rassegna, che ha raggiunto, con la sua profonda eco, numerose manifestazione architettoniche e artistiche attualmente allestite in città.

Paolo Tait, Il Bestiario
Paolo Tait, Il Bestiario

TAIT, L’ARTIGIANO DEL FARE
The Wall of Democracy – da cui il titolo dell’intera mostra – è un’opera monumentale, allegorica e di forte impatto emotivo. Realizzata in rame e smalto, è destinata a uno spazio pubblico e necessariamente di periferia, sottolinea con particolare enfasi civica la curatrice Roberta Semeraro.
Le figure zoomorfe avviluppate alla cancellata del “Muro” sono le stesse che ritroviamo nella sequenza delle opere esposte in mostra e appartengono a quella produzione grafica a cui Paolo Tait (Mezzolombardo, 1952) ha dato il nome di Bestiario. Ripetute, rivedute, rielaborate, ora su carta, ora su legno, queste figure, intense, graffianti, oniriche ed evocative allo stesso tempo, da oltre quarant’anni popolano l’immaginario dell’artista, il quale, schivo e ruvido come le sue opere, sostiene a mezza voce che sono le sue stesse opere a parlare per lui, perché lo rappresentano e ne definiscono l’esistenza. Paolo Tait, artista lontano dai circuiti commerciali delle gallerie, identifica la sua vita con l’arte e non si considera affatto un artista “ispirato”, di astrazione romantica, bensì un artigiano del fare, uno che pratica ed esperisce l’arte come un mestiere.

Paolo Tait, Il Bestiario
Paolo Tait, Il Bestiario

FRA DRAMMA E SERENITÀ
Peripheries – The Wall of Democracy, è una mostra da vedere, certamente per l’intensità espressiva e di contenuto che essa convoglia, ma anche in virtù del godimento estetico che l’ambientazione, per contrasto, riesce a suscitare. Laddove alle aspre geometrie del Bestiario si contrappongono le linee morbide delle bianche colonne del cortile rinascimentale che le incornicia, e alla forza drammatica della Crocefissione si affianca la serena visione di quel Crocifisso, di scuola fiamminga, che da oltre cinque secoli campeggia nell’attigua Chiesa della Visitazione.

Adriana Scalise

Venezia // fino al 30 settembre 2016
Paolo Tait – Peripheries. The Wall of Democracy
a cura di Roberta Semeraro
CENTRO CULTURALE DON ORIONE ARTIGIANELLI
Dorsoduro 909a
041 5224077
[email protected]
www.donorione-venezia.it

MORE INFO:
http://www.artribune.com/dettaglio/evento/55837/paolo-tait-peripheries-the-wall-of-democracy/

Iscriviti alla nostra newsletter
CONDIVIDI
Adriana Scalise
Adriana Scalise lavora presso l'Archivio della Biennale di Venezia, laureata in Lingue Orientali (Arabo) e in Conservazione dei Beni Culturali (Storia dell'Arte) da oltre dieci anni nutre interesse nei confronti della Fotografia nelle sue varie declinazioni (storia, estetica e pratica fotografica). In qualità di ricercatrice indipendente collabora con diverse riviste del settore (Gente di Fotografia, Artribune, Fotostorica), partecipa a convegni e pubblica saggi (Verri, ed. Marsilio). Scrive poesie e da alcuni anni porta avanti un progetto fotografico dedicato a "se stessa".

1 COMMENT

Comments are closed.