Elliott Erwitt. La retrospettiva al Forte di Bard

Forte, Bard – fino al 13 novembre 2016. Arriva in Italia la retrospettiva di Elliott Erwitt. Anzi, no: parte proprio dall’Italia, perché è qui che è stata realizzata. Da non perdere, in un luogo magico.

Elliott Erwitt, Eiffel tower 100th anniversary, Paris, France, 1989 - © Elliott Erwitt - Magnum Photos
Elliott Erwitt, Eiffel tower 100th anniversary, Paris, France, 1989 - © Elliott Erwitt - Magnum Photos

Nascere a Parigi da una famiglia di ebrei russi, trasferirsi prima in Italia, poi a New York e poi a Los Angeles. L’apertura mentale che di norma genera una tale mobilità, quella sì straordinaria, ha dato i suoi frutti in Elliott Erwitt (Parigi, 1928), e lo si vede chiaramente nella sua attività di fotografo, in forza all’agenzia Magnum sino a diventarne presidente alla fine degli Anni Sessanta.
D’altro canto, l’Italia ha sempre ricambiato l’amore. Anche in anni recenti: nel 2012, ad esempio, la Casa dei Tre Oci a Venezia inaugurava la sua nuova vita, in veste di Centro Internazionale di Fotografia, proprio con una mostra di Erwitt. Negli stessi mesi, all’Hôtel des États di Aosta, venivano esposte 42 Icons selezionate dall’artista in persona. Quegli stessi ritratti avrebbero poi continuato a girare l’Italia, arrivando anche alla Galleria d’Arte Moderna e Contemporanea di San Gimignano nel 2014 e al CAOS di Terni all’inizio di quest’anno.

Elliott Erwitt - Retrospective - exhibition view at Forte di Bard, 2016
Elliott Erwitt – Retrospective – exhibition view at Forte di Bard, 2016

Lo stesso destino ci auguriamo che abbia il progetto realizzato dal Forte di Bard (nella veste di Gabriele Accornero) insieme alla Magnum (rappresentata da Andrea Holzherr). Si tratta infatti di un’anteprima mondiale – già per questo da salutare con entusiasmo, a fronte delle tante mostre che l’Italia importa in maniera spesso acritica – che ha il sapore e i crismi, e non solo il titolo, di una retrospettiva. L’arco temporale è quindi quello estesissimo della produzione di Erwitt, dal 1948 al 2005, con una selezione che però non si gongola nell’abbondanza convulsa, optando al contrario per una sensata collezione di 137 scatti suddivisi in nove sezioni tematiche (Beaches, Cities, Abstractions, Museum Watching, Dogs, Between the Sexes, Regarding Women, Kids, Personalities) e in un certo modo riassunte e sublimate nel video finale. Che non è, nemmeno in questo caso, un prodotto di pessima divulgazione raccogliticcia, ma un’interessantissima intervista al fotografo, realizzata appositamente nel suo studio newyorchese.
L’occasione è quindi ghiotta: per scoprire (o riscoprire) un luogo magico alle porte della Val d’Aosta; per scoprire (o riscoprire) l’opera di un gigante del Novecento fotografico – e di questo primo scorcio di XXI secolo.

Marco Enrico Giacomelli

Bard // fino al 13 novembre 2016
Elliott Erwitt – Retrospective
a cura di Gabriele Accornero e Andrea Holzherr
FORTE DI BARD
0125 833811
[email protected]
www.fortedibard.it

MORE INFO:
https://www.artribune.com/dettaglio/evento/54466/elliott-erwitt-retrospective/

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Giornalista e dottore di ricerca in Estetica, ha studiato filosofia alle Università di Torino, Paris8 e Bologna. Ha collaborato all’"Abécédaire de Michel Foucault" (Mons-Paris 2004) e all’"Abécédaire de Jacques Derrida" (Mons-Paris 2007). Tra le sue pubblicazioni: "Ascendances et filiations foucaldiennes en Italie: l’operaïsme en perspective" (Paris 2004; trad. sp., Buenos Aires 2006; trad. it., Roma 2010), "Another Italian Anomaly? On Embedded Critics" (Trieste 2005), "La Nuovelle École Romaine" (Paris 2006), "Un filosofo tra patafisica e surrealismo. René Daumal dal Grand Jeu all'induismo" (Roma 2011), "Di tutto un pop. Un percorso fra arte e scrittura nell'opera di Mike Kelley" (Milano 2014), "Un regard sur l’art contemporain italien du XXIe siècle" (Paris 2016, con Arianna Testino). In qualità di traduttore, ha pubblicato testi di Augé, Bourriaud, Deleuze, Groys e Revel. Nel 2014 ha curato la mostra (al Museo della Scienza e della Tecnologia di Milano) e il libro (edito da Marsilio) "Achille Compagnoni. Oltre il K2". Nel 2018 ha curato la X edizione della Via del Sale in dieci paesi dell'Alta Langa e della Val Bormida. Ha tenuto seminari e lezioni in numerose istituzioni e università, fra le quali la Cattolica, lo IULM, l'Università Milano-Bicocca e l'Accademia di Brera di Milano, l’Alma Mater di Bologna, la LUISS di Roma, lo IUAV e Ca' Foscari di Venezia, l'Accademia Albertina di Torino. Redige (insieme a Massimiliano Tonelli) la sezione dedicata all'arte contemporanea del rapporto annuale "Io sono cultura" prodotto dalla Fondazione Symbola. Insegna Critical Writing alla NABA di Milano. È vicedirettore editoriale di Artribune e direttore responsabile di Artribune Magazine.