Vedute d’altri tempi. Ippolito Caffi a Venezia

Museo Correr, Venezia – fino al 20 novembre 2016. L’istituzione lagunare dedica al vedutista ottocentesco una rassegna dai grandi numeri: oltre 150 opere donate dalla vedova del pittore alla città veneziana. Un viaggio alla scoperta delle tante mete, geografiche e artistiche, raggiunte da Ippolito Caffi durante una carriera dal sapore contemporaneo.

Ippolito Caffi, Venezia, Il Molo al tramonto, 1864, Fondazione Musei Civici di Venezia
Ippolito Caffi, Venezia, Il Molo al tramonto, 1864, Fondazione Musei Civici di Venezia

ARTISTA E PATRIOTA
Quanto può essere affascinante un paesaggio ritratto nel bel mezzo dell’Ottocento? Molto, se l’autore è un artista dal fare sanguigno, capace di imprimere nelle sue tele le tracce di un’esistenza vissuta in maniera intensa, testando confini, territori e una pratica pittorica dalle sfumature tutt’altro che tradizionali. Patriota convinto, Ippolito Caffi, bellunese classe 1809, fu tra le vittime della Battaglia di Lissa, combattuta sul Mare Adriatico nel corso della terza guerra d’indipendenza italiana, perdendo la vita, nel 1866, a bordo della nave sulla quale si era imbarcato per testimoniare, attraverso i suoi disegni, gli eventi bellici. L’amore per il proprio paese e l’insaziabile necessità di esplorare luoghi sconosciuti resero Caffi un viaggiatore inquieto e curioso. A 150 anni di distanza dalla sua morte, il Museo Correr omaggia il pittore con una rassegna che mette finalmente in mostra il ricco corpus di opere donate dalla vedova di Caffi – Virginia Missana – a Venezia, nel 1889, insieme a una serie di disegni e album.

Ippolito Caffi, Egitto, carovana nel deserto, 1843
Ippolito Caffi, Egitto, carovana nel deserto, 1843

UNA PITTURA VITALE
Oltre all’amata città lagunare, vero e proprio luogo d’adozione cui l’artista farà costantemente ritorno, il pittore immortalò con instancabile entusiasmo le numerose mete dei suoi viaggi, regalando alla definizione di vedutismo una nuova e guizzante energia. Ammaliato da Roma, dove approdò poco più che ventenne, fu nella Capitale che Caffi iniziò a praticare una tecnica destinata a non abbandonarlo più: la realizzazione di un bozzetto en plein air, rivisto e completato in studio. Da Roma a Napoli, il passo fu breve e, nel 1843, l’artista bellunese salpò dalla città partenopea alla volta del tanto sognato Oriente, raggiungendo ben presto la Grecia, la Turchia e l’Egitto, per poi spingersi fino alla Siria, all’Armenia e alla Palestina. Grazie a uno stile via via più maturo e consolidato, Caffi diede forma a una serie di vedute che lasciano emergere, in maniera quasi tangibile, tutta l’intensità dell’esperienza vissuta. La dialettica tra atmosfere e dettagli porta a un nuovo livello l’approccio stilistico inaugurato da Canaletto, aggiungendo a linee e colori un’energia pulsante, che caratterizzerà, seppur in un altro contesto temporale, tanta arte impressionista, fatta di albe già sorte nelle tele di Caffi. Lo spirito dei luoghi sembra lasciarsi trattenere a stento dalla superficie pittorica, ipnotizzando lo sguardo e facendolo viaggiare in epoche lontane, rese però attuali da una pennellata fluida e vigorosa.

Ippolito Caffi, Parigi, veduta del palazzo del Louvre, 1855
Ippolito Caffi, Parigi, veduta del palazzo del Louvre, 1855

VERSO LA CONTEMPORANEITÀ
Deciso a combattere in prima linea per l’autonomia dagli Asburgo, Caffi fece ritorno a Venezia, ritraendola, con immutata passione, nel vortice della guerra. A seguito della sconfitta, l’artista fu costretto a rimettersi in viaggio, stavolta per sfuggire a un arresto che si sarebbe verificato in seguito. Eppure, i luoghi in cui Caffi trovò rifugio furono immortalati con la stessa vivacità di sempre. Da Genova a Novara a Torino, fino a Nizza, Ginevra, Losanna e Parigi, si ha quasi la sensazione di poter toccare le città che accolsero il pittore, respirandone le atmosfere intrise di luce. Innamorato della sua arte, Caffi non se ne separò fino all’ultimo, traghettando la pittura di paesaggio verso nuovi esiti, finalmente al centro di un’attenzione più che meritata.

Arianna Testino

Venezia // fino al 20 novembre 2016
Ippolito Caffi 1809 – 1866. Tra Venezia e l’Oriente
a cura di Annalisa Scarpa
Catalogo Marsilio
MUSEO CORRER
041 2405211
[email protected]
http://correr.visitmuve.it/

MORE INFO:
https://www.artribune.com/dettaglio/evento/54034/ippolito-caffi-tra-venezia-e-loriente-1806-1866/

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Arianna Testino
Nata a Genova nel 1983, Arianna Testino si è formata tra Bologna e Venezia, laureandosi al DAMS in Storia dell’arte medievale-moderna e specializzandosi allo IUAV in Progettazione e produzione delle arti visive. Dal 2015 lavora nella redazione di Artribune. Attualmente dirige l’inserto cartaceo Grandi Mostre ed è content manager per il sito di Sky Arte, curato da Artribune. Nel 2012 ha pubblicato il saggio "Michelangelo Pistoletto. L'unione di vita, parole e opera" e nel 2016 "Un regard sur l’art contemporain italien du XXIe siècle" (con Marco Enrico Giacomelli).