Un mito tutto italiano. Cesare Battisti a Trento

Castello del Buonconsiglio, Trento – fino al 6 novembre 2016. Ogni città italiana ha una strada a lui dedicata, una lapide o un busto. A cent’anni dall’esecuzione presso la Fossa dei Martiri, Trento dedica alla figura di Cesare Battisti una mostra che ne ripercorre le vicende attraverso testimonianze artistiche e storiche.

Carlo Carrà, L'arresto di Cesare Battisti, 1934 - MART
Carlo Carrà, L'arresto di Cesare Battisti, 1934 - MART

BATTISTI E LA GUERRA
Il volto scavato, lo sguardo austero, i baffi e la folta capigliatura connotano la riconoscibilissima iconografia di un protagonista della storia italiana: irredentista prima, volontario con gli Alpini sui fronti della Grande Guerra e infine eroe entrato nel mito attraverso la narrazione, con parole e immagini, delle sue gesta. Il 12 luglio 1916 Cesare Battisti fu condannato a morte dal tribunale austro-ungarico per alto tradimento e impiccato in un cortile del Castello del Buonconsiglio di Trento insieme a Damiano Chiesa e Fabio Filzi. Ma se troppo spesso Battisti viene citato per il suo impegno a favore dell’intervento dell’Italia in guerra – lui che era nato, appunto, in una Trento ancora austriaca – poco si conosceva di altri aspetti della sua vita, non ultimo il ruolo fondamentale avuto dalla moglie Ernesta Bittanti.

Fossa dei Martiri – photo A. Ceolan, 2016 - © Castello del Buonconsiglio, Trento
Fossa dei Martiri – photo A. Ceolan, 2016 – © Castello del Buonconsiglio, Trento

FRA ARTE E STORIA
L’intento dell’ampia mostra, e del poderoso catalogo, è ricostruire con esattezza i contesti nei quali Battisti ha operato. Innanzitutto quello artistico, che permeava il Tirolo del Kaiser Francesco Giuseppe I – in apertura un suo busto monumentale –: un territorio arretrato e povero, spesso dipinto come oasi di felicità e serena vita campestre, dal quale tuttavia i giovani artisti – ricordiamo Umberto Maggioli, Luigi Bonazza, Eugenio Prati, Luigi Ratini – potevano partire per formarsi nei maggiori centri italiani, oppure a Vienna e Monaco (e palesi sono i modelli della Secessione che molti di essi assimilarono). Battisti, già pubblicista e fondatore de Il Popolo d’Italia, oltre all’attività politica e oratoria per il quale è ben noto, al rientro dagli studi fiorentini si dedicò alla professione di geografo: disegnò mappe e scrisse guide tese a far scoprire ai concittadini la bellezza delle montagne e a incentivarne il turismo.

Giacomo Balla, Forme Grido W l'Italia, 1915 - collezione privata
Giacomo Balla, Forme Grido W l’Italia, 1915 – collezione privata

UN MITO IRREDENTISTA
Nelle sale si accostano le pubblicazioni da lui firmate a dipinti di artisti di paesaggi, alcuni dei quali si ritrovano – con ben altra atmosfera – nelle sezioni dove si ricostruisce la partecipazione del protagonista al conflitto: testimonianze autografe, oltre a opere di Giacomo Balla, Fortunato Depero, Achille Beltrami e dei Kriegsmaler, trasmettono la tragicità delle battaglie, i campi di internamento e la dura sopravvivenza nelle trincee.
Al centro della vicenda, la cattura di Cesare Battisti, il rapido processo e la sua morte, documentata con una scelta di impressionanti fotografie che paiono illustrare con estrema crudezza una sorta di “passione” che lo portò al patibolo.
Non manca l’attenta riflessione sul mito che si è formato attorno alla figura dell’irredentista. Su tutto, fotografie vintage e progetti relativi al monumento alla Vittoria di Bolzano – dove i raffinati busti sono di Adolfo Wildt – e la vicenda lunga e intricata del mausoleo sul rilievo del Doss, appena fuori dal perimetro di Trento, che con la sua retorica architettonica segna l’apice di una grande e corale creazione di un mito.

Marta Santacatterina

Trento // fino al 6 novembre 2016
Tempi della storia, tempi dell’arte. Cesare Battisti tra Vienna e Roma
a cura di Laura Dal Prà
CASTELLO DEL BUONCONSIGLIO
Via Bernardo Clesio 5
0461 492811
[email protected]
www.buonconsiglio.it

MORE INFO:
https://www.artribune.com/dettaglio/evento/55180/cesare-battisti-tra-vienna-e-roma/

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Marta Santacatterina
Giornalista pubblicista e dottore di ricerca in Storia dell'arte – titolo conseguito all'Università degli Studi di Parma con una tesi in Storia dell’arte medievale –, svolge da molti anni la professione di editor freelance per conto di varie case editrici ricoprendo anche, dal 2015 all’inizio del 2018, il ruolo di direttore editoriale del marchio Fermoeditore e della rivista collegata “fermomag”, sulla quale si è dedicata alle rubriche di arte, fotografia e mostre. Scrive per “Artribune” fin dalla nascita della rivista nel 2011, mentre più recenti sono le collaborazioni con il sito “Art&Dossier” – sul quale recensisce progetti allestiti in gallerie private –, con “La casa in ordine”, dove si occupa di designer emergenti e autoprodotti, e con la rivista “Dolcesalato”, su cui propone ai pasticceri suggestioni tratte dall'arte contemporanea. Scrive inoltre testi storico-artistici e sul fumetto per case editrici italiane (Giunti editore, Grafiche Step editrice ecc.) e statunitensi (Fantagraphics Books). Ha partecipato come giurata a concorsi di arte o fotografia e raramente cura delle mostre per artisti che riescono a convincerla grazie alla qualità dei lavori e alla solidità della loro poetica. Per la sede di Parma del Boston College, si occupa inoltre di attività di tutoring sull'arte contemporanea per studenti americani.