La seconda vita di Carol Rama. In Sardegna

A Cagliari e Calasetta, una doppia esposizione per ricostruire l’atmosfera della casa-museo di Carol Rama. A meno di un anno dalla sua scomparsa, la poetica dell’artista risuona in un dialogo istituzionale a più voci.

Carol Rama, Teatrino, II, 1998
Carol Rama, Teatrino, II, 1998

Gran parte della produzione grafica di Carol Rama (Torino, 1918-2015) è stata messa a disposizione dallo stampatore ufficiale dell’artista, Franco Masoero, e sistematizzata da un folto team di curatori. Le opere della Rama si trasformano in un veicolo per attivare una conversazione a distanza tra due istituzioni culturali sarde, impegnate nella promozione dell’arte contemporanea. Il racconto di soggetti, tecniche incisorie e progetto dalla voce di Simona Campus, Ivana Mulatero, Pino Mantovani, Alexandra Wetzel, Roberta Vanali ed Efisio Carbone, curatori dell’iniziativa.

Ci parlate delle origini della collaborazione tra le due istituzioni museali e il senso attribuito a tale circuitazione?
Simona Campus: Per quanto riguarda l’EXMA, la mostra Carol Rama. Lei, lui, loro conclude in maniera significativa il primo anno di attività di un nuovo corso di gestione, che vede protagonista il Consorzio Camù – Centri d’Arte e Musei, insieme a un’ampia rete di partenariato. Da un anno EXMA è diventato acronimo di Exhibiting and Moving Arts, con una missione specifica tesa alla promozione e alla valorizzazione delle arti contemporanee, unita a una forte responsabilità didattica. Quotidianamente lavoriamo per una visione pluralistica e inclusiva della cultura, cercando di ampliare le possibilità di sinergia con artisti, curatori, operatori e istituzioni: in tal senso deve leggersi la cooperazione con il MACC di Calasetta e la conseguente possibilità di realizzare questo ambizioso progetto, dedicato a una tra le più grandi artiste del XX secolo.
Ivana Mulatero/Pino Mantovani: Un piccolo museo come il MACC, per giunta defilato, non può esistere da solo. Tantomeno assolvere il compito di un centro di informazione culturale e di confronto etico sull’arte contemporanea. Può sperare di esistere solo se riesce a entrare in un circuito almeno regionale, collaborando con altre istituzioni più affermate. La mostra dedicata all’opera di Carol Rama è stata scelta come occasione comune, per stuzzicare la curiosità sul suo mondo creativo aperto alle discussioni e alle interpretazioni.

Carolo Rama, Gotica, 2005
Carolo Rama, Gotica, 2005

Come nasce l’idea alla base del progetto espositivo sulla produzione grafica di Rama? Come è organizzato il progetto sotto il profilo delle scelte curatoriali?
Alexandra Wetzel: Il corpo, umano o animale che sia, è il tema centrale che l’artista ha sempre esplorato con rabbia, ironia e desiderio. L’esposizione in due sedi permette di articolare il tema in due grandi sezioni, una consacrata alla donna (a Cagliari) e l’altra all’uomo (a Calasetta). Le incisioni sono raggruppate attorno a opere uniche che mettono a fuoco i soggetti caratteristici dell’artista. La sezione che unisce i generi, dedicata alle coppie, viene celebrata in entrambe le sedi con un allestimento di Antonio Marras.

Un team di curatori ampio per un progetto. Come si sono intrecciate le varie competenze a disposizione?
Roberta Vanali: La mostra di Carol Rama è il risultato della sinergia tra i quattro curatori che hanno messo a disposizione competenze trasversali e condiviso idee e obiettivi, dalla pianificazione alla progettazione fino all’allestimento, che ha seguito un percorso scientifico volto a mettere in luce il modus operandi dell’artista. Concepita come un sistema a rete, territorialmente coordinato, è stata anticipata da una fase di attivazione dove gli incontri sono stati vis à vis per poi essere sostituiti da briefing via Skype, seguendo linee guida precedentemente impostate.

Carol Rama, Teatrino, II, 1998
Carol Rama, Teatrino, II, 1998

Quale collegamento semantico porta i lavori di Carol Rama, ora, in Sardegna?
Efisio Carbone: Amicizia e stima sono valori che Carol ha messo sempre in primo piano nella sua vita, ecco, credo che gli stessi siano stati protagonisti del fitto intreccio di relazioni che si è sviluppato durante la progettazione della mostra e che ha creato robusti ponti che resteranno in piedi per progetti futuri. Concludo riflettendo sulla tardiva scoperta dell’opera straordinaria di Rama e sul fatto che anche la Sardegna ha partorito meravigliosi artisti, come Rosanna Rossi che condivideva con Carol l’amicizia di Giancarlo Salzano, gallerista torinese che le curò diverse mostre personali.

Giangavino Pazzola

Cagliari // fino al 26 giugno 2016
Carol Rama – Lei Lui Loro
a cura di Roberta Vanali, Efisio Carbone, Ivana Mulatero, Alexandra Wetzel
EXMÀ
Via San Lucifero 71
070 666399
[email protected]
www.exmacagliari.com

Calasetta // fino al 26 giugno 2016
Carol Rama – Lei Lui Loro
a cura di Roberta Vanali, Efisio Carbone, Ivana Mulatero, Alexandra Wetzel
MACC
Via Savoia 2
078 1810072
[email protected]
www.fondazionemacc.it

MORE INFO:
http://www.artribune.com/dettaglio/evento/52454/carol-rama-lei-lui-loro/
http://www.artribune.com/dettaglio/evento/52455/carol-rama-lei-lui-loro/

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Giangavino Pazzola
Laureato in Lettere e Comunicazione all'Università di Sassari. Attualmente vivo a Torino, dove studio Comunicazione Pubblica e Politica. Curatore indipendente e blogger, nel 2011 ho vinto il Premio MANizos, per giovani curatori d'arte in Sardegna (Museo MAN/AMACI). Dal 2009 collaboro con il Progetto Cyou - Festival dell'Arte Contemporanea, diretto da Angela Vettese, Carlos Basualdo e Pier Luigi Sacco e dal 2010 con Tiscali Cultura e Poxart.

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