Le bizzarre tassonomie di Mark Leckey. A Roma

Gavin Brown’s Enterprise, Roma – fino al 16 luglio 2016. Il caustico Mark Leckey, Turner Prize nel 2008, indossa i panni del curatore. Per allestire una mostra-surrogato che nell’era del post-digitale solleva interessanti quanto irriverenti questioni intorno al concetto di autenticità.

Mark Leckey – UniAddDumThs - Gavin Brown's Enterprise, Roma 2016 - photo Roberto Apa
Mark Leckey – UniAddDumThs - Gavin Brown's Enterprise, Roma 2016 - photo Roberto Apa

The Universal Addressability of Dumb Things, la personale di Mark Leckey (Birkenhead, 1964; vive a Londra) a The Hayward del 2013, ha dato modo all’artista inglese di esporre i contenuti virtuali catalogati e archiviati nel suo computer. La galleria londinese si è impegnata a recuperare i corrispettivi reali delle immagini digitali raccolte da Leckey, “materializzando” così la sua collezione. UniAddDumThs è il surrogato di questa esposizione. Creando copie della gran parte degli oggetti presentati alla mostra del 2013, Leckey dà forma a un immaginario feticistico e surreale di cui Warm, Warm, Warm Spring Mouths di Ed Atkins, Incendio della foresta di Piero di Cosimo, il fallo a dondolo di Arancia Meccanica, Elefante Celebes di Max Ernst, la macchina fotografica di Miroslav Tichý, Il fantasma di una pulce di William Blake, Felix the Cat e Nature Study di Louise Bourgeois sono solo alcuni dei capricci proposti dall’artista.
Il già problematico rapporto tra l’oggetto e il suo simulacro, l’archetipo e la replica, si invischia con la realtà digitale e dunque con il mondo dei desideri, delle mistificazioni e dei fattoidi.

Francesca Mattozzi

Roma // fino al 16 luglio 2016
Mark Leckey – UniAddDumThs
GAVIN BROWN’S ENTERPRISE
Via dei Vascellari 69
339 7202004
[email protected]
www.santandreadescaphis.com

MORE INFO:
https://www.artribune.com/dettaglio/evento/54099/mark-leckey-uniadddumths/

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Francesca Mattozzi
Francesca Mattozzi ha un background da danzatrice che l’ha vista lavorare sia in TV che a teatro con coreografi di fama internazionale, quali Luca Tommassini e Martino Müller. È laureata in storia dell’arte e dell’arte ama soprattuto gli eventi perché, grandi o piccoli che siano, le permettono di esplorare e raccontare il panorama artistico e culturale contemporaneo. È curioso, ma quando non vedete Francesca a una vernice, una performance o un finissage, la trovate chissà dove a pianificare le prossime avventure.