L’immaginario geometrico di Franco Giuli. A Verona

Arena Studio d’Arte, Verona – fino al 26 giugno 2016. Venticinque lavori tra pittura e costruzioni ambientali. Sempre alla ricerca di spazi ambivalenti, sospesi tra verità e illusione ottica. Come in un tromp-l’oeil, dove al fascino formale della pittura si aggiunge il fascino spirituale dell’inganno, della mistificazione dei sensi.

Franco Giuli, Senza titolo, 1973-74
Franco Giuli, Senza titolo, 1973-74

Tra regola e libertà, rigore ed eccitazione, misura e trasgressione. Il lavoro di Franco Giuli (Cerreto D’Esi, 1934; vive a Fabriano) si basa da sempre su quella che è l’ideologia del Costruttivismo: non forme rigide, immobili, ma luoghi di verifica e di estensione, strutture che producono direttamente (o virtualmente) nuove realtà, nuove oggettività. Se si osservano le opere pittoriche in mostra (tutte degli Anni Settanta) ci si trova di fronte a campi visivi permutabili e metamorfici, dove anche la geometria si flette, si incurva, si modula. Niente operazioni rigidamente programmate o strutture a priori: Giuli suggerisce spazi che aprono la superfice, la amplificano, la moltiplicano. Come Pascal, egli pratica il “dubbio metodico” e allude a spessori insondati, a “immaginari geometrici”. E questo dialogo con l’oltre sembra farsi più concreto e tangibile nei lavori successivi, dove Giuli realizza immagini “architettoniche”, utilizzando cartoni piegati e legni tagliati. Egli arriva a far dialogare le composizioni con l’ambiente, a dislocare le materie nello spazio. La sua è sempre una trama che non si definisce, che non chiude, ma che continua a spalancare dimensioni, a sfogliare strati come un libro dai fogli infiniti.

Luigi Meneghelli

Verona //fino al 26 giugno 2016
Franco Giuli – Anni Settanta
a cura di Claudio Cerritelli
ARENA STUDIO D’ARTE
Via Oberdan 11
342 7414481
[email protected]
www.arenastudiodarte.it

MORE INFO:
https://www.artribune.com/dettaglio/evento/52971/franco-giuli-anni-settanta/

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Luigi Meneghelli
Laureato in lettere contemporanee, come critico d'arte ha collaborato e/o collabora a quotidiani (Paese Sera, L'Arena, L'Alto Adige, ecc.) e a riviste di settore (Flash Art, Le Arti News, Work Art in progress, Exibart, ecc.). Ha diretto e/o dirige testate culturali come Veronalive. Come curatore ha collaborato con spazi pubblici, tra cui Mart, Palazzo Forti, Museion e in occasione di mostre personali ha pubblicato saggi su Kantor, Novelli, Turcato, Vedova, Chiari, Fioroni, Boetti, Mambor, Masuyama, Hernandez, ecc. Ha curato mostre tematiche e di gruppo in Italia e all'estero, come La Pop Art Italiana, La Nuova Scuola Romana, L'Arte Povera, La Body Art. Si è interessato di Pubblic Art con esposizioni e dibattiti. E' stato selezionatore per il Triveneto delle nuove emergenze per riviste ed esposizioni. E' stato commissario italiano per la rassegna internazionale “Frontiera 92” (BZ) e commissario alla Biennale di Venezia (’93)… Insegna presso l'Accademia di Belle Arti di Verona.