I quadri sui quadri di Günther Förg. A Milano

Gio Marconi, Milano – fino al 21 maggio 2016. L’artista tedesco torna per la seconda volta nello spazio espositivo milanese. Con una selezione di opere che riflettono su se stesse, innescando una serie di rimandi creativi.

Günther Förg – Le coppie si passano la palla - installation view at Gio Marconi, Milano 2016
Günther Förg – Le coppie si passano la palla - installation view at Gio Marconi, Milano 2016

Dovremmo ricordarci di Günther Förg (Füssen, 1952 – Neuchâtel, 2013) più come un architetto che come un pittore, scultore e fotografo: c’è un atteggiamento, un sentire da architetto in tutta la sua opera. Ce lo dimostra anche una delle poche esposizioni di questo artista in Italia, allestita in questi giorni alla Gió Marconi di Milano, che presenta la sua ultima produzione in un, appunto, “förgiano” spazio completamente bianco. Uno spazio che sarebbe sbagliato definire neutro.
Durante gli ultimi anni di attività, Förg ha dato vita a una cospicua serie di quadretti di piccole dimensioni pensati come riproposizione su scala ridotta di acrilici su tela precedentemente realizzati (alcuni sono esposti autonomamente, altri con il corrispettivo acrilico più grande). È un’operazione di ripensamento e di riflessione sulla propria opera, quadri nati per ripensare altri quadri, in una dimensione, quasi, di meta-pittura, di pittura che riflette su se stessa. Procedendo dall’opera più grande a quella più piccola e ribaltando quindi il consueto e secolare degli artisti, abituati a partire da uno schizzo per arrivare all’opera finita.

Michele Signorelli

Milano // fino al 21 maggio 2016
Günther Förg – Le coppie si passano la palla
GIO MARCONI
Via Tadino 20
02 29404373
[email protected]
www.giomarconi.com

MORE INFO:
https://www.artribune.com/dettaglio/evento/52605/gunther-forg-le-coppie-si-passano-la-palla/

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Michele Signorelli
Ho conseguito nel 2012 il diploma di laurea triennale all'Università Statale degli Studi di Milano con una tesi in Storia e Critica del Cinema dedicata alla figura di Roberto Rossellini e al suo rapporto con la stampa bergamasca (Il cinema di Roberto Rossellini su L'Eco di Bergamo dal 1945 al 1959); nel 2015, presso lo stesso ateneo, mi sono laureato in Storia e Critica dell'Arte con una tesi in Storia dell'Arte Moderna volta a costruire il catalogo di opere di due incisori milanesi di inizio Seicento (Le acqueforti di Cesare e Bernardino Bassano). Tra 2013 e 2015 ho organizzato alcune mostre d'arte contemporanea a Calcinate, in provincia di Bergamo, per l'associazione culturale il Mantello. Collaboro con gallerie e riviste d'arte.