Pensieri su carta. Pietro Ruffo a Catania

Fondazione Puglisi Cosentino, Catania – fino al 10 luglio 2016. L’artista romano approda in Sicilia con una mostra che raccoglie le opere realizzate nell’arco degli ultimi otto anni. Intagli precisi, che evocano con eleganza memorie storiche di un passato recente. Tra poesia estetica e profondità concettuale.

Pietro Ruffo, The Colours of Cultural Map, 2015 (dettaglio)
Pietro Ruffo, The Colours of Cultural Map, 2015 (dettaglio)

ARCHITETTURE CARTACEE
Bisturi e spilli: questi gli strumenti utilizzati da Pietro Ruffo (Roma, 1978) per costruire le micro-architetture cartacee che si innalzano dalle superfici delle sue opere, sorta di pop-up di significato tutt’altro che ludico. Qui libellule sparse su fogli di atlanti enciclopedici o su icone di filosofi (“traditori” della libertà, secondo Isaiah Berlin), là un mosaico di tessere moresche tra le quali affiorano memorie della Primavera Araba. Qui un alfabeto di denuncia contro l’Apartheid sudafricano, là parole di speranza di Khalil Gibran. Tali presenze metaforiche alludono a lotte politiche e sociali, a libertà strenuamente difese, o mai raggiunte. Oppure si pongono come denuncia di una volontà di catalogazione del mondo che, nell’impegno di appropriazione conoscitiva, adombra forzature interpretative, o veri atti di violenza su persone, animali e cose.
Il tutto modulato con eleganza, come se i contenuti degli “intagli” si sublimassero in un messaggio universale anche grazie alla raffinata scelta dei materiali da cui sono ricavati – stampe, carte degli emisferi terrestri, tavole enciclopediche, interventi pittorici realizzati ad hoc – nonché in virtù di una perfezione d’esecuzione tecnica quasi maniacale.

Pietro Ruffo, The Colours of Cultural Map, 2015
Pietro Ruffo, The Colours of Cultural Map, 2015

MAPPARE LA STORIA
L’artista, dopo dieci anni di lavoro con la galleria Lorcan O’Neill (e significative apparizioni internazionali), è oggi presente a Catania con opere datate tra il 2008 e il 2016, nella mostra Breve storia del resto del mondo, organizzata insieme alla Fondazione Terzo Pilastro. Architetto e figlio d’arte (il nonno fu il pittore Francesco Del Drago), Ruffo spiega: “La mappatura è tipica della progettazione architettonica e la carta appartiene alla sua prassi quotidiana. La tecnica è complessa. La costruzione di SPAD SVII in scala 1:1, per la Sala della Guerra alla GNAM di Roma, ha richiesto sei mesi di lavoro d’equipe”.
Ali e carlinga del velivolo bellico, che oggi giganteggia a Palazzo Valle, sede della mostra, sono rivestite da una flora artificiale a effetto mimetico, fatta di tasselli cartacei sovrapposti. La natura riconquista qui gli spazi a essa sottratti a terra dalla guerra. Le fonti d’ispirazione? “Boetti e Pascali. Ho vissuto molto all’estero (studi negli Stati Uniti, e residenze in Russia, Sud Africa…), dove si parla un linguaggio internazionale. Io però voglio rifarmi ai segni espressivi del mio Paese. Credo che gli strati cartacei delle mie opere, traggano origine da Roma, la città dove sono nato e le stratificazioni strutturali sono parte del paesaggio storico e quotidiano”.

Alessandra Quattordio

Catania // fino al 10 luglio 2016
Pietro Ruffo – Breve storia del resto del mondo
a cura di Laura Barreca
FONDAZIONE PUGLISI COSENTINO
Via Vittorio Emanuele 122
095 7152118
[email protected]
www.fondazionepuglisicosentino.it

MORE INFO:
https://www.artribune.com/dettaglio/evento/52500/pietro-ruffo-breve-storia-del-resto-del-mondo/

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Alessandra Quattordio
Alessandra Quattordio, storica dell’arte e giornalista indipendente, ha esordito a fine Anni Settanta come curatrice dei cataloghi d’arte e fotografia editi dalla Galleria del Levante a Milano. Dopo la laurea in Storia dell’arte all’Università Statale di Milano, inizia a collaborare a riviste - fra cui D’Ars, Flash Art, Arte, Arte In, Meridiani - e a pubblicazioni del settore. Cura la presentazione di artisti e mostre, attività ancora oggi svolta. Ha insegnato Storia del Gioiello all’Istituto Europeo di Design, all’Istituto Superiore di Architettura e Design (ISAD) e al Politecnico di Milano. È stata a lungo caposervizio presso le Edizioni Condè Nast. In particolare, dal 1999 al 2015 presso AD Architectural Digest, occupandosi di arte, fotografia, design, interior e design del gioiello.