Come ti seduco con l’antico. Una mostra a Ravenna

MAR, Ravenna – fino al 26 giugno 2016. Una mostra al Museo d’Arte della città di Ravenna svela il fascino esercitato dall’antichità sull’arte del XX secolo. Senza dimenticare le insospettabili Avanguardie. Perché le tradizioni sono vive solo quando le si tradisce…

Lucio Fontana, Ritratto di ragazza, 1929-30, Milano, Galleria Tonelli - Verona, Studio la città, © Fondazione Lucio Fontana, Milano by SIAE 2015 per Lucio Fontana
Lucio Fontana, Ritratto di ragazza, 1929-30, Milano, Galleria Tonelli - Verona, Studio la città, © Fondazione Lucio Fontana, Milano by SIAE 2015 per Lucio Fontana

L’ANTICO ININTERROTTO
È come un seme che si rigenera, di secolo in secolo. Nonostante i movimenti di rottura, nonostante le avanguardie e le neoavanguardie, l’antico è sempre presente e ritorna in forme e modi nuovi, ogni volta “contemporanei”. Del resto, il curatore Claudio Spadoni riporta che proprio l’ex futurista Carlo Carrà, in merito al movimento che intendeva scardinare tutte le precedenti tradizioni, scriveva: “Ci bastava l’illusione di fare del nuovo”. Superata quell’esperienza totalizzante, il pittore torna alla figura classica, e allo stesso modo de Chirico in quegli anni comincia a riprodurre quadri rinascimentali conservati nei grandi musei romani. Un filo rosso collega tutti i generi artistici tramite la figura umana, fondamento dell’arte classica, che, nelle infinite declinazioni, richiama senza lasciare spazio a dubbi la statuaria greca e romana, ma pure l’arte etrusca (indimenticabili i fortissimi influssi nelle opere di Massimo Campigli e nelle sculture in terracotta di Arturo Martini) e quella magnifica stagione del Rinascimento che il Novecento ha nobilitato, usato, sfruttato fino a farla diventare assolutamente pop e svuotata di ogni significato originario.

LE SEZIONI DELLA MOSTRA
Le sezioni tematiche della mostra creano approfondimenti che superano la scansione cronologica e le semplicistiche schematizzazioni a cui spesso si è abituati e guidano attraverso l’irresistibile potere seduttivo dell’Antichità, esponendo una accanto all’altra opere – tante, e di indiscutibile qualità – datate dai primi anni del secolo scorso all’era contemporanea: da Alberto Savinio a Lucio Fontana, da Sironi a Mitoraj fino a Bill Viola, solo per citare qualche artista fra tutti. Se i movimenti rappresentati per primi sono la Metafisica, il Surrealismo e il Novecento italiano, con il suo “ritorno all’ordine” (da leggere con attenzione le parole che gli dedica in catalogo Elena Pontiggia), la riflessione individua le citazioni che dell’Antico sono state fatte da parte della Transavanguardia, del Postmoderno, dell’Arte povera e della fotografia.

Lucio Fontana, Ritratto di ragazza, 1929-30, Milano, Galleria Tonelli - Verona, Studio la città, © Fondazione Lucio Fontana, Milano by SIAE 2015 per Lucio Fontana
Lucio Fontana, Ritratto di ragazza, 1929-30, Milano, Galleria Tonelli – Verona, Studio la città, © Fondazione Lucio Fontana, Milano by SIAE 2015 per Lucio Fontana

FINO AL CONTEMPORANEO
Ecco allora rivelarsi iconografie che ritornano senza soluzione di continuità, con interpretazioni ogni volta diversissime e che, come suggerisce Marco Tonelli in catalogo, avrebbero messo in crisi pure Aby Warburg e le sue “Pathosformeln”: perché le intenzioni e i significati con cui l’Antico viene ripreso sono, soprattutto negli ultimi decenni, spesso contraddittori, invasivi e non di rado kitsch o ludici.
L’idea di partenza sulla carta potrebbe sembrare scontata – tutti sanno che l’antico è un topos dell’arte, soprattutto italiana – tuttavia la completezza, la scelta raffinata degli esempi esposti, il dialogo che si instaura tra di loro, rendono non solo manifesto, ma immediatamente comprensibile, il tema della mostra e fanno percepire l’immensa portata del suo “protagonista” nel secolo che, stando alle convenzioni critiche e alle facili visioni, dovrebbe essersi tenuto in assoluto più lontano dall’antico.

Marta Santacatterina

Ravenna // fino al 26 giugno 2016
La seduzione dell’antico. Da Picasso a Duchamp, da De Chirico a Pistoletto
a cura di Claudio Spadoni
MAR
Via di Roma 13
0544 482477
[email protected]
www.mar.ra.it

MORE INFO:
http://www.artribune.com/dettaglio/evento/50186/la-seduzione-dellantico-da-picasso-a-duchamp-da-de-chirico-a-pistoletto/

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Marta Santacatterina
Giornalista pubblicista e dottore di ricerca in Storia dell'arte – titolo conseguito all'Università degli Studi di Parma con una tesi in Storia dell’arte medievale –, svolge da molti anni la professione di editor freelance per conto di varie case editrici ricoprendo anche, dal 2015 all’inizio del 2018, il ruolo di direttore editoriale del marchio Fermoeditore e della rivista collegata “fermomag”, sulla quale si è dedicata alle rubriche di arte, fotografia e mostre. Scrive per “Artribune” fin dalla nascita della rivista nel 2011, mentre più recenti sono le collaborazioni con il sito “Art&Dossier” – sul quale recensisce progetti allestiti in gallerie private –, con “La casa in ordine”, dove si occupa di designer emergenti e autoprodotti, e con la rivista “Dolcesalato”, su cui propone ai pasticceri suggestioni tratte dall'arte contemporanea. Scrive inoltre testi storico-artistici e sul fumetto per case editrici italiane (Giunti editore, Grafiche Step editrice ecc.) e statunitensi (Fantagraphics Books). Ha partecipato come giurata a concorsi di arte o fotografia e raramente cura delle mostre per artisti che riescono a convincerla grazie alla qualità dei lavori e alla solidità della loro poetica. Per la sede di Parma del Boston College, si occupa inoltre di attività di tutoring sull'arte contemporanea per studenti americani.