Il vuoto e il pieno. Kengiro Azuma a Milano

Galleria Cortina Arte, Milano – fino al 12 marzo 2016. Lo spazio espositivo meneghino dedica una mostra con numerose opere di diverse datazioni all’artista nipponico classe 1926. Tra vuoto e pieno, un percorso lungo oltre mezzo secolo. Che continua nel presente.

Kengiro Azuma, MU 0.304, 1964, olio su tela - courtesy l'artista
Kengiro Azuma, MU 0.304, 1964, olio su tela - courtesy l'artista

Sulla dicotomia tra il vuoto e il pieno – Mu e Yu – ruota tutto l’assetto espositivo della personale che Cortina Arte dedica a Kengiro Azuma (Yamagata, 1926) per i suoi novant’anni. Le numerose opere in mostra, alcune delle quali inedite o poco conosciute, selezionate nello studio dell’artista con l’ausilio del figlio Anri, percorrono oltre cinquant’anni di ricerca, tra sculture di grande formato, tecniche miste su carte, tele e opere plastiche di dimensioni ridotte. Il rapporto con la materia è una costante, una materia da indagare e penetrare con gesti profondi e al contempo leggeri: zen. Un perfetto equilibrio tra vuoti e pieni esorta così a riflessioni di carattere filosofico, da sempre al centro delle quotidiane meditazioni del maestro giapponese che oggi, nella città in cui vive da sessant’anni – arrivò dal Giappone a Brera per amore della scultura di Marino, di cui poi divenne allievo e assistente –, meriterebbe un omaggio ragionato in uno spazio pubblico.

Lorenzo Madaro

Milano // fino al 12 marzo 2016
Kengiro Azuma – Mu Yu. Il vuoto e il pieno
a cura di Stefano Cortina e Susanne Capolongo
CORTINA ARTE
Via Mac Mahon 14/7
02 33607236
[email protected]
www.cortinaarte.it

MORE INFO:
http://www.artribune.com/dettaglio/evento/51500/kengiro-azuma-mu-yu-il-vuoto-e-il-pieno

Iscriviti alla nostra newsletter
CONDIVIDI
Lorenzo Madaro
Lorenzo Madaro (1986) è curatore d’arte contemporanea e docente di Storia dell’arte e Fenomenologia delle arti contemporanee all’Accademia di Belle Arti di Lecce. Dopo la laurea magistrale in Storia dell’arte ha conseguito il master di II livello in Museologia, museografia e gestione dei beni culturali all’Università Cattolica del Sacro Cuore di Milano. È critico d’arte dell’edizione romana de “La Repubblica” e collabora con Robinson e Artribune. Tra le mostre recenti curate, "Silenzioso, mi ritiro a dipingere un quadro" (Galleria Fabbri, Milano, 2019); "‘900 in Italia. Da De Chirico a Fontana" (Castello di Otranto, 2018); "To Keep At Bay" (Galleria Bianconi, Milano 2018); "Spazi igroscopici" (Galleria Bianconi, Milano 2017); "Mario Schifano e la Pop Art italiana" (Castello Carlo V, Lecce, 2017); "Edoardo De Candia Amo Odio Oro" (Complesso monumentale di San Francesco della Scarpa, Lecce, 2017); "Natalino Tondo Spazio N Dimensionale" (Galleria Davide Gallo, Milano, 2017); "Andy Warhol e Maria Mulas" (Castello Carlo V, Lecce 2016). È direttore artistico del progetto europeo CreArt. Network of cities for artistic creation per il Comune di Lecce.