Un futurista terribile. Benedetto da Marinetti

Fondazione di Piacenza e Vigevano, Piacenza – fino al 22 novembre 2015. Giocoliere lo fu davvero, Barbieri Oswaldo Terribile: un giocoliere che sperimentò innumerevoli generi, stili, tecniche artistiche e di stampa. Dai paesaggi ai dipinti tardofuturisti, dalla fotografia all’arte coloniale, sembra di trovarsi all’interno di una mostra collettiva.

Barbieri Oswaldo Terribile, Ali d’Italia, 1931
Barbieri Oswaldo Terribile, Ali d’Italia, 1931

Le 400 opere esposte nello spazio mostre del palazzo di via Sant’Eufemia costituiscono tutte insieme una panoramica completa della produzione di Barbieri Oswaldo Terribile (Piacenza, 1895-1958), artista eclettico che nel 1929 ebbe l’approvazione di Filippo Tommaso Marinetti nonché di Italo Balbo, il quale lo ospitò in Libia. Da questi due incontri scaturiscono i filoni più interessanti dell’opera di BOT, e altrettanto degna di nota è la sua grafica editoriale, contraddistinta da una ricerca originale: nella rivista La fionda, in particolare, le soluzioni proposte per i marchi commerciali anticipano il graphic design. La mostra – primo progetto artistico autonomo della Fondazione – sembra un affollato “inventario”, premessa per la riscoperta dell’artista piacentino che, nonostante il discreto successo in vita, morì in povertà e fu a lungo dimenticato, salvo incontrare l’attenzione di alcuni collezionisti le cui raccolte sono ora al centro dell’iniziativa.

Marta Santacatterina

Piacenza // fino al 22 novembre 2015
Barbieri Oswaldo Terribile – I futurismi di un giocoliere
a cura di Elena Pontiggia
FONDAZIONE DI PIACENZA E VIGEVANO
Via Sant’Eufemia 13
0523 311111
[email protected]
www.lafondazione.com

MORE INFO:
http://www.artribune.com/dettaglio/evento/47358/bot-barbieri-oswaldo-terribile/

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Marta Santacatterina
Giornalista pubblicista e dottore di ricerca in Storia dell'arte – titolo conseguito all'Università degli Studi di Parma con una tesi in Storia dell’arte medievale –, svolge da molti anni la professione di editor freelance per conto di varie case editrici ricoprendo anche, dal 2015 all’inizio del 2018, il ruolo di direttore editoriale del marchio Fermoeditore e della rivista collegata “fermomag”, sulla quale si è dedicata alle rubriche di arte, fotografia e mostre. Scrive per “Artribune” fin dalla nascita della rivista nel 2011, mentre più recenti sono le collaborazioni con il sito “Art&Dossier” – sul quale recensisce progetti allestiti in gallerie private –, con “La casa in ordine”, dove si occupa di designer emergenti e autoprodotti, e con la rivista “Dolcesalato”, su cui propone ai pasticceri suggestioni tratte dall'arte contemporanea. Scrive inoltre testi storico-artistici e sul fumetto per case editrici italiane (Giunti editore, Grafiche Step editrice ecc.) e statunitensi (Fantagraphics Books). Ha partecipato come giurata a concorsi di arte o fotografia e raramente cura delle mostre per artisti che riescono a convincerla grazie alla qualità dei lavori e alla solidità della loro poetica. Per la sede di Parma del Boston College, si occupa inoltre di attività di tutoring sull'arte contemporanea per studenti americani.