Biennale Foto/Industria. Passato e futuro della fotografia industriale

MAST, Bologna – fino al 1° novembre 2015. La Biennale Foto/Industria non si risparmia: invade con monografiche il centro storico, ma il punto di partenza è la sede della fondazione che la promuove. Qui si espongono le opere dei finalisti del concorso GD4Photoart 2015 e una rassegna che ripercorre, grazie alla raccolta di Savina Palmieri, la storia delle pubblicazioni “industriali”.

Madhuban Mitra e Manas Bhattacharya, Senza titolo, dalla serie Copy Shop, 2014-15
Madhuban Mitra e Manas Bhattacharya, Senza titolo, dalla serie Copy Shop, 2014-15

LA CREATURA DI ISABELLA SERÀGNOLI
Il cuore del MAST ha un battito industriale. Perché il suo presidente, Isabella Seràgnoli, è una imprenditrice prima di tutto, e contemporaneamente sostenitrice della “corporate philanthropy”. Fra le tante iniziative del Gruppo Coesia vi è proprio il contest promosso da GD che, dal 2007, intende promuovere la ricerca di giovani fotografi, raccoglierne i lavori e arricchire così, edizione dopo edizione, la collezione di fotografia industriale della Fondazione MAST, con il contributo della sua direttrice Francesca Colombo.

I PREMIATI DI GD4PHOTOART
Ad aggiudicarsi il premio di quest’anno è stato Óscar Monzón con la sua serie Maya, un’indagine fotografica sul rapporto tra illusione e realtà sviluppata prendendo avvio dalla fotografia di strada e dall’impatto negli ambienti urbani della finzione pubblicitaria.
E poi gli altri finalisti: Raphaël Dallaporta, con la sua indagine sul programma satellitare franco-tedesco Symphony, il primo in Europa scaturito da un matrimonio fra giganteschi gruppi industriali e le cui antenne spaziali oggi sembrano scheletri “archeologici” di fronte a un nostro comunissimo smartphone. Marc Roig Blesa si è conquistato un posto d’onore nella selezione grazie al progetto Werker 10. Community Darkroom, che consente allo spazio espositivo che lo ospita di coinvolgere lo spettatore nei processi di produzione dell’immagine fotografica tramite un workshop che va dal re-editing della fotografia all’analisi critica degli scatti.
Madhuban Mitra e Manas Bhattacharya hanno infine messo a fuoco un aspetto della microeconomia “industriale” indiana, quella che si basa sul proliferare di innumerevoli negozi di fotocopie che diffondono ogni giorno montagne di duplicati di libri destinati ai campus universitari; a differenza dei tanti analoghi negozi delle città universitarie italiane, le immagini mostrano la celebre scritta Xerox in contesti angusti e squallidi, che rivelano il radicamento a una pratica ancora artigianale.

Raphaël Dallaporta, Reliques Avant-Gardes, 2014 - installazione fotografica prodotta in collaborazione con l’Observatoire de l’Espace du Cnes
Raphaël Dallaporta, Reliques Avant-Gardes, 2014 – installazione fotografica prodotta in collaborazione con l’Observatoire de l’Espace du Cnes

HOUSE ORGAN GRIFFATI
Al piano inferiore del MAST si snoda invece il percorso nella storia della fotografia industriale: la collezione di Savina Palmieri raccoglie 120 pubblicazioni illustrate appositamente come mezzo di persuasione e promozione per aziende a partire dalla fine del XIX secolo per arrivare ai giorni nostri.
Dall’opuscolo al catalogo griffato dal celebre fotografo (e possiamo citare, solo per fare qualche esempio, Ugo Mulas, Gabriele Basilico e Vincenzo Castella), l’esposizione presenta l’indubbio pregio di far scoprire un aspetto della fotografia e dell’editoria finora sottovalutato, aprendo la possibilità a nuove ricerche e studi.

Marta Santacatterina

Bologna // fino al 1° novembre 2015
GD4Photoart 2015
Dall’album al libro fotografico. L’industria italiana in 120 volumi. Collezione Savina Palmieri
a cura di Urs Stahel
Catalogo Electa

MAST
Via Speranza 42
051 6474345
[email protected]
www.mast.org

MORE INFO:
http://www.artribune.com/dettaglio/evento/47239/gd4photoart-2015-collezione-savina-palmieri/

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Marta Santacatterina
Giornalista pubblicista e dottore di ricerca in Storia dell'arte – titolo conseguito all'Università degli Studi di Parma con una tesi in Storia dell’arte medievale –, svolge da molti anni la professione di editor freelance per conto di varie case editrici ricoprendo anche, dal 2015 all’inizio del 2018, il ruolo di direttore editoriale del marchio Fermoeditore e della rivista collegata “fermomag”, sulla quale si è dedicata alle rubriche di arte, fotografia e mostre. Scrive per “Artribune” fin dalla nascita della rivista nel 2011, mentre più recenti sono le collaborazioni con il sito “Art&Dossier” – sul quale recensisce progetti allestiti in gallerie private –, con “La casa in ordine”, dove si occupa di designer emergenti e autoprodotti, e con la rivista “Dolcesalato”, su cui propone ai pasticceri suggestioni tratte dall'arte contemporanea. Scrive inoltre testi storico-artistici e sul fumetto per case editrici italiane (Giunti editore, Grafiche Step editrice ecc.) e statunitensi (Fantagraphics Books). Ha partecipato come giurata a concorsi di arte o fotografia e raramente cura delle mostre per artisti che riescono a convincerla grazie alla qualità dei lavori e alla solidità della loro poetica. Per la sede di Parma del Boston College, si occupa inoltre di attività di tutoring sull'arte contemporanea per studenti americani.