Oltre il memento mori. I teschi di Cristiano Berti

Sponge Arte Contemporanea, Pergola – fino al 10 maggio 2015. Da soggetto usato e abusato nell’arte contemporanea a fonte di analisi dei comportamenti umani. Il teschio di Cristiano Berti, ripetuto in una lunga serie di fotografie, diventa veicolo di riflessione sulle dinamiche collettive.

Cristiano Berti – Ire, tacere, ostendere - veduta della mostra presso Sponge Arte Contemporanea, Pergola 2015
Cristiano Berti – Ire, tacere, ostendere - veduta della mostra presso Sponge Arte Contemporanea, Pergola 2015

Il teschio, soggetto o elemento decorativo dal significato simbolico e/o estetico, è stato ampiamente usato nel corso della storia dell’arte, finanche abusato nei linguaggi contemporanei. Perciò la mostra di Cristiano Berti (Torino, 1967), costituita da una sequenza di fotografie di teschi, non sembrerebbe voler comunicare novità. Ma chi ha presente il percorso dell’artista multimediale piemontese trapiantato nelle Marche, la sua lunga ricerca negli ambiti della rappresentazione urbana in relazione a tematiche sociali e la sua aderenza ai fenomeni della collettività (è noto il suo lavoro sul tema della prostituzione di strada), può cogliere il senso di un’indagine compiuta nel Cimitero delle Fontanelle della Napoli ipogea, sede di singolari riti di culto dei morti: non un banale memento mori, ma un’analisi, antropologica e non metafisica, su un comportamento umano ancestrale e universale. Berti, quindi, nell’approdare a figurazioni anomale rispetto alla sua produzione, conferma se stesso, nella sua inclinazione di osservatore delle dinamiche umane.

Valeria Carnevali

Pergola // fino al 10 maggio 2015
Cristiano Berti – Ire, tacere, ostendere
a cura di Stefano Verri
SPONGE LIVING SPACE
Via Mezzanotte 84
[email protected]
www.spongeartecontemporanea.net

MORE INFO:
http://www.artribune.com/dettaglio/evento/43376/cristiano-berti-ire-tacere-ostendere/

Iscriviti alla nostra newsletter
CONDIVIDI
Valeria Carnevali
Sempre attratta dalle forme della cultura contemporanea come espressione delle dinamiche umane, in una prima vita ho vissuto e lavorato a Milano per inseguire da vicino l’evolversi del presente, collaborando con gallerie, spazi espositivi ed editori specializzati in arte e attualità. Dal 2007 ho stabilito una nuova dimensione nella natura montana del centro Italia, occupandomi di didattica, educazione e formazione delle generazioni più giovani e viaggiando il più possibile. Conduco una vita raminga tra l’Appennino umbro-marchigiano e l’Oceano Atlantico, trovata nella città di Lisbona una seconda casa dal 2017. Sono convinta che l’educazione estetica, all’arte e attraverso l’arte, sia una chiave fondamentale di sviluppo del pensiero critico e della coesistenza democratica. Scrivo per Artribune dal 2012.