Il mondo come casa. Tra politica e filosofia

Casa Sponge, Pergola – fino al 22 giugno 2014. La riflessione sulla storia e sul mondo dell’artista anconetano Rocco Dubbini. Un percorso che va dalle prime carte geografiche fino alla morte di Pasolini.

Rocco Dubbini, Le cose rimaste in sospeso (2007)

Casa Sponge si fa mondo e diventa ecumene. Fedele alla radice etimologica (la parola in greco antico significa “ciò che è abitato”, da oikos, “casa”), il passaggio tra dimensione domestica e dimensione antropica è chiaro: indica tutto lo spazio abitato. Rocco Dubbini (Ancona, 1969) costruisce nelle stanze del casolare marchigiano una serie di installazioni caratterizzate da un linguaggio concettuale aperto, non criptico, radicato ora nel travagliato vissuto del nostro Paese, ora nella storia universale dell’uomo. Un linguaggio intelligibile agli occhi di un fruitore consapevole: l’irrisolto italiano, dalla morte di Pasolini a quella di Enrico Mattei, passando per la strage di Ustica, è tema di riflessione che evita la dietrologia per connettersi a una concezione della storia che vede nella guerra il fondamento e l’esito di ogni azione rivolta allo sviluppo dell’umanità. Utilizzando materie (tra cui terra prelevata dal Lido di Ostia) e oggetti (eloquente la reiterata presenza di elmetti militari dipinti con antiche carte geografiche e significati simbolici e ancestrali), Dubbini mette in relazione, in senso filosofico e politico, gli umani istinti di vita e di morte.

Valeria Carnevali

Pergola // fino al 22 giugno 2014
Rocco Dubbini – Ecumene
a cura di Stefano Verri
SPONGE LIVING SPACE
Via Mezzanotte 84
[email protected]
www.spongeartecontemporanea.net

 

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Valeria Carnevali
Sempre attratta dalle forme della cultura contemporanea come espressione delle dinamiche umane, in una prima vita ho vissuto e lavorato a Milano per inseguire da vicino l’evolversi del presente, collaborando con gallerie, spazi espositivi ed editori specializzati in arte e attualità. Dal 2007 ho stabilito una nuova dimensione nella natura montana del centro Italia, occupandomi di didattica, educazione e formazione delle generazioni più giovani e viaggiando il più possibile. Conduco una vita raminga tra l’Appennino umbro-marchigiano e l’Oceano Atlantico, trovata nella città di Lisbona una seconda casa dal 2017. Sono convinta che l’educazione estetica, all’arte e attraverso l’arte, sia una chiave fondamentale di sviluppo del pensiero critico e della coesistenza democratica. Scrivo per Artribune dal 2012.