Angiolo D’Andrea. Una piacevole riscoperta

A Palazzo Morando di Milano, fino al 17 febbraio va in mostra un pittore a cavallo fra Otto e Novecento. Una riscoperta targata Fondazione Bracco. E per andare oltre la mostra, l’invito è di passare al bar Camparino.

Angiolo D'Andrea - Autoritratto con tavolozza - Collezione Bracco, Milano

La parola ‘riscoperta’, usata nel sottotitolo della mostra, è per una volta da prendere alla lettera. Angiolo D’Andrea (San Giorgio della Richinvelda, 1880-1942) ha subìto infatti un immeritato oblio, stemperato solo dalla notorietà di suoi interventi pubblici, come il mosaico nel bar Camparino in galleria Vittorio Emanuele a MIlano. L’industriale Elio Bracco, amico e mecenate di D’Andrea, acquistò in blocco tutti lavori rimasti nello studio dopo la morte dell’artista. Da subito espresse la volontà di riunirle in una mostra, ma solo oggi la Fondazione Bracco realizza tale desiderio: i lavori sono esposti a Palazzo Morando, con l’aggiunta di alcuni prestiti di rilievo.

Angiolo D'Andrea - Vetrata per l'Ospedale Niguarda
Angiolo D’Andrea – Vetrata per l’Ospedale Niguarda

La ‘riscoperta’ è davvero una piacevole sorpresa. D’Andrea mescolava Ottocento e Novecento con abilità e gusto, sempre trattenendosi da espressioni smaccate o di maniera. Su un certo animismo simbolista e su soggetti che invocano una pace forse irraggiungibile si innestano toni duri e stridenti, tipici del Novecento e delle avanguardie storiche. Il disegno diventa rarefatto per far posto al colore e la pittura di genere è rivitalizzata da un’intensità che si permette di essere vezzosamente ingenua. Ma senza perdere di vista la razionalità cui il Novecento obbliga con i suoi drammi, echeggiati tramite metafora.

Stefano Castelli

Milano // fino al 17 febbraio 2013
Angiolo D’Andrea – La riscoperta di un maestro tra Simbolismo e Novecento
a cura di Luciano Caramel
Catalogo Skira
PALAZZO MORANDO
02 88465933
[email protected]
www.costumemodaimmagine.mi.it

Iscriviti alla nostra newsletter
CONDIVIDI
Stefano Castelli
Stefano Castelli (nato a Milano nel 1979, dove vive e lavora) è critico d'arte, curatore indipendente e giornalista. Laureato in Scienze politiche con una tesi su Andy Warhol, adotta nei confronti dell'arte un approccio antiformalista che coniuga estetica ed etica. Nel 2007 ha vinto il concorso per giovani critici indetto dal Castello di Rivoli. Pubblica regolarmente i suoi articoli dal 2007 su Arte, dal 2011 su Artribune e dal 2018 su IL-mensile de Il Sole 24 ore. Collabora anche con Antiquariato. Dal 2004 a oggi ha curato numerose mostre in spazi privati e pubblici, di artisti affermati ed emergenti. Dal 2016 è nel comitato curatoriale del Premio arti visive San Fedele. Nel 2020 ha pubblicato il saggio "Radicale e radicante – Sul pensiero di Nicolas Bourriaud" (Postmediabooks) e tradotto il saggio "Inclusioni" di Nicolas Bourriaud (Postmediabooks).