La pittura? È una bestia feroce

Quattro curatori per sedici artisti: BonelliLAB presenta una mostra collettiva in cui la forza ammaliante e dirompente della pittura viene raccontata nel lavoro di artisti di diverse generazioni. A Canneto sull’Oglio, fino al 14 luglio.

Giovanni Manunta Pastorello - Paesaggio - 2011

Quando si parla di rassegne di pittura contemporanea, il rischio di scivolare nell’annoso e inesauribile dibattito sul destino di questa tecnica artistica è alto: chi la vuole ancora viva e chi, per contro, la vuole ferma su un binario morto, incapace di reggere il confronto con l’era della sperimentazione. Da qui, profluvi di testi e note critiche per avvalorare l’attualità di una certa pratica pittorica o la contemporaneità di un’altra. Quasi ci si sentisse in dovere di prendere una posizione di difesa. Quale sollievo nel constatare che la mostra in corso da BonelliLAB – che presenta sedici artisti/pittori di diverse generazioni – parte invece da un altro punto di vista: non da una posizione ideologica, ma dall’essenza più viscerale di questa tecnica, dalla sua autorevole esistenza in quanto tale, senza troppe giustificazioni a carico.
I quattro curatori (Andrea Bruciati, Daniele Capra, Federico Mazzonelli e Alberto Zanchetta), invitati a spartirsi gli spaziosi ambienti della galleria presentando quattro artisti ciascuno, hanno creato un progetto attorno a due aspetti connaturati nel fare pittorico: quello più crudo, ferale e brutale e quello di natura più intellettuale e filosofica. Non una rievocazione nostalgica e romantica di certa pratica, ma un’indagine sul rapporto intrinseco e ossessivo che si rinnova costantemente tra la forza primigenia del medium e l’urgenza espressiva dell’artista. Un appassionante tête à tête fra lo strumento tecnico e la mente, in cui il potente mix tra razionalità e istinto produce arte. E la pittura, a volte più di altri mezzi, riesce a creare questa dimensione creativa e tensiva.

Come una bestia feroce - veduta della mostra presso il BonelliLAB, Canneto sull'Oglio 2012

Gli artisti presentati, si confrontano tra loro instaurando un interessante dialogo sia con le opere facenti parte dello stesso “ceppo curatoriale”, sia con quelle dell’intera esposizione. Un gioco sottile di rimandi che, nella peculiarità di ogni singola poetica artistica, orchestra un intenso percorso creativo d’ensemble. Il quartetto presentato da Federico Mazzonelli apre la mostra: Manfredi Beninati, Dacia Manto, Gioacchino Pontrelli e Caterina Silva con le loro opere eterogenee sfidano lo spazio, connotando una forma in divenire delle immagini pittoriche e dei segni, accentuandone contrasti e deviazioni. Nelle opere di questi artisti, l’ambiguità non è vista come dato negativo ma come condizione favorevole alla maturazione di un linguaggio che, sebbene frammentario, è ricco di sensibilità. Gli artisti scelti da Andrea Bruciati proseguono il percorso espositivo. Il confronto tra Francesco Clemente, Lorenza Boisi, Francesco De Grandi, Valerio Nicolai si manifesta in un eclettismo iconografico generato da un fluire pittorico che racchiude in sé ideale e tangibile. La realtà viene assimilata dalla pratica pittorica attraverso un procedimento che, da soggettivo (intimamente vissuto come condizione necessaria), si apre sulla tela a un’infinità di immaginari possibili, dispiegando orizzonti di nuove percezioni.

William Marc Zanghi - Rubber Island - 2011

La sezione allestita da Daniele Capra viene presentata come un ipertesto-pittorico in continuo divenire, in cui si intrecciano diverse relazioni e dinamiche. Le ricerche pittoriche di Giovanni Frangi, Matteo Fato, Giuseppe Gonnella e Aleksander Velišček, intersecandosi tra loro, danno vita a una visuale stratificata, combinando elementi appartenenti alla modalità estetica pura (Gonnella), alla sfera politico-sociologica (Velišček), all’analisi percettiva/visionaria (Frangi) e a quella più meta-artistica (Fato). L’ultimo “quarto” dell’esposizione è rappresentato dagli artisti scelti da Alberto Zanchetta. Le opere di Matteo Bergamasco, Fulvio Di Piazza, Giovanni Manunta Pastorello e William Marc Zanghi sono disposte in un allestimento a metà tra quadreria e deposito. Gli effetti e affetti personali dei singoli artisti sono esposti su piedistalli, a creare piccoli e curiosi cabinet contemporanei che svelano bizzarrie e normalità dell’artista d’oggi. Le singole intuizioni pittoriche dei quattro artisti vengono convogliate in una  lettura iconografica e allegorica che Zanchetta ripercorre rispolverando curiose consuetudini tra due figure di animali (l’asino e la scimmia) e quelle di pittori e critici.

Serena Vanzaghi

Canneto sull’Oglio // fino al 14 luglio 2012
Come una bestia feroce
a cura di Andrea Bruciati, Daniele Capra, Federico Mazzonelli e Alberto Zanchetta
BONELLILAB
Via Cavour 29
0376 723161
[email protected]
www.bonelliarte.com

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Serena Vanzaghi
Serena Vanzaghi (Milano, 1984) è laureata in Storia dell'arte con una specializzazione incentrata sulla promozione e l'organizzazione per l'arte contemporanea. Dal 2011 si occupa di comunicazione e progettazione in ambito culturale ed editoriale.