City specific. Pino Musi immortala Salerno

Otto scatti secchi che scandiscono il paesaggio architettonico salernitano. In un nuovo progetto “city specific” di Pino Musi per gli spazi della Galleria Leggermente Fuori Fuoco di Salerno. Fino al 13 luglio.

Pino Musi - Palazzetto dello sport (architetto Tobia Scarpa, cantiere) - Salerno, 15 marzo 2012, ore 11.00 - courtesy Galleria Leggermente Fuori Fuoco, Salerno

Uno sguardo trasversale che reinventa le forme mediante scelte e preferenze critiche. La fotografia di Pino Musi (Salerno, 1958) è luogo di azione e riflessione, filosofia oftalmica, scenario che spinge lo spettatore nei dedali di uno sguardo irrinunciabile sull’architettura. Tagliente, croccante e spigolosa. Ma anche morbida, limpida, lattea e materica. Attraverso / Through, la sua nuova personale (accompagnata da un testo di Stefania Zuliani) nata da una esperienza city specific – terzo appuntamento che la Galleria LFF dedica ai brani della città – propone, ora, otto stampe ai pigmenti puri di carbone su carta Hahnemuhle Bright White che bucano lo spazio della vita per plasmare, con pazienza, una personale e passionale metafisica dell’architettura. Un nuovo avvincente brano poetico che taglia il tempo e sovrastoricizza con dolcezza il mondo.

Antonello Tolve

Salerno // fino al 13 luglio 2012
Pino Musi – Attraverso / Through
LEGGERMENTE FUORI FUOCO
Via Da Procida 34
089 2584755
www.leggermentefuorifuoco.com

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Antonello Tolve
Antonello Tolve (Melfi, 1977) è titolare di Pedagogia e Didattica dell’Arte all’Accademia Albertina di Torino. Ph.D in Metodi e metodologie della ricerca archeologica e storico artistica (Università di Salerno), è stato visiting professor in diverse università come la Mimar Sinan Güzel Sanatlar Üniversitesi, la Beǐjin̄g Yuy̌ań Daxué, l’Universitatea de Arta si Design de Cluj-Napoca e la Universidad Central de Venezuela. Critico d’arte e curatore, è stato commissario in diverse giurie internazionali. Tra i suoi libri si ricordano “Gillo Dorfles. Arte e critica d’arte nel secondo Novecento” (La Città del Sole, 2011), “ABOrigine. L’arte della critica d’arte” (PostmediaBooks, 2012), “Ubiquità. Arte e critica d’arte nell’epoca del policentrismo planetario” (Quodlibet, 2013), “La linea socratica dell’arte contemporanea. Antropologia Pedagogia Creatività” (Quodlibet, 2016), “Istruzione e catastrofe. pedagogia e didattica dell’arte nell’epoca dell’analfabetismo strumentale” (Kappabit, 2019), “Me, myself and I. Arte e vetrinizzazione sociale ovvero il mondo magico del selfie” (Castelvecchi, 2019), “Atmosfera. Atteggiamenti climatici nell’arte d’oggi” (Mimesis, 2019). Ha curato con Stefania Zuliani il volume di Filiberto Menna, “Cronache dagli anni settanta. Arte e critica d'arte 1970-1980” (Quodlibet, 2017) e, con S. Brunetti, “Il sistema degli artisti. Collezione, conservazione, cura e didattica nella pratica artistica contemporanea” (Mimesis, 2019). Dal 2018 e Direttore della sede romana della Fondazione Filiberto e Bianca Menna e dal 2014 è curatore della Gaba.Mc – Galleria dell’Accademia di Belle Arti di Macerata.