Micro-mega

Il tempo. Quello filosofico e universale. Tra la parola, il vissuto e il suo riempimento. Ma anche quello minimo ma storico, di un insetto divoratore di piante e certezze. Lawrence Weiner e Glen Rubsamen a Napoli, negli spazi di Alfonso Artiaco, fino al 31 marzo.

Lawrence Weiner - photo Francesco Squeglia - courtesy Galleria Alfonso Artiaco, Napoli

“Scolpire” l’infinita potenzialità della materia prima linguistica di Lawrence Weiner (New York, 1942) con l’interazione emotiva e cognitiva è un’operazione istintiva. Quasi inevitabile, per l’ansia innata di inferenza vitale di ogni essere, e che riconferma la specificità “calda” e non puramente metalinguistica, ad alta temperatura esistenziale, della via al concettuale di Weiner, stavolta incentrata sul tempo. Ancora il cronos, quello lento e implacabile di una morte annunciata, al centro degli scatti e del video di Glen Rubsamen (Los Angeles, 1959).

Tra reportage e citazione ironica dei video familiari americani e di immagini kafkiane, la morte delle palme in Italia è pretesto per una più ampia riflessione sull’attuale deviata percezione della natura, che delinea l’inesorabile emergere di una post-nature, unico habitat possibile, ormai, per post-human alla ricerca, come in Weiner, di nuovi riempimenti di senso.

Diana Gianquitto

Napoli // fino al 31 marzo 2012
Lawrence Weiner – Just Before
Glen Rubsamen – Anabiosis
GALLERIA ALFONSO ARTIACO
Piazza dei Martiri 58
081 4976072
[email protected]
www.alfonsoartiaco.com

 

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Diana Gianquitto
Sono un critico, curatore e docente d’arte contemporanea, ma prima di tutto sono un “addetto ai lavori” desideroso di trasmettere, a chi dentro questi “lavori” non è, la mia grande passione e gioia per tutto ciò che è creatività contemporanea. Collaboro stabilmente con Artribune dal suo nascere, dopo aver militato fino al 2011 in Exibart. Curo rassegne, incontri, mostre, corsi, workshops e seminari in collaborazione, tra gli altri, con il Pan – Palazzo delle Arti Napoli, il Forum Universale delle Culture 2010, la Facoltà di Sociologia dell’Università degli Studi di Napoli Federico II, l’Accademia di Belle Arti di Napoli, l’Università Parthenope e le gallerie Overfoto e Al Blu Di Prussia. Sono da anni ideatrice, curatrice e docente di corsi e laboratori di avvicinamento all’arte contemporanea in numerosi enti culturali, condotti secondo una metodica sperimentale da me ideata che sintetizzo sotto il label di CCrEAA - Comprensione CReativa e Empatico Ascolto dell'Arte e che mira a promuovere un ascolto empatico dell’arte allo scopo di una sua comprensione, comunicazione, divulgazione e veicolazione più profonda e incisiva. La mia ricerca è orientata in particolare verso le forme espressive legate alle tecnologie digitali, all’immateriale, alla luce e all'evanescenza, a un’evocazione di tipo organico, a una ricognizione olistica del senso antropico ed esistenziale capace di armonizzare indagine estetica, sensoriale, cognitiva, emotiva e relazionale. [ph: Giuliana Calomino (particolare)]