Da scultura a scultura

Rui Chafes protagonista di una mostra negli spazi del Convicinio di Sant’Antonio e del Parco della Murgia, in quel di Matera. Opere sinuose e surreali, sculture che entrano in poetico dialogo con il paesaggio lucano. Fino al 31 gennaio.

Rui Chafes - L'oggi così lento e lo ieri così breve - 2011 - photo Alcino Gonçalves

Sensuali, sinuose, gustosamente surreali. Ma anche luminose, metafisiche e organiche. Le forme proposte da Rui Chafes (Lisbona, 1966) per il complesso chiesastico Convicinio di Sant’Antonio di Matera si pongono come contro-spazi attraverso i quali l’artista calibra le distanze e guarda al paesaggio lucano come a una grande scultura naturale. Entrate per la porta stretta. Questo il titolo scelto da Chafes per la sua personale curata da Giacomo Zaza, quasi a indicare un viaggio felice (ma anche difficile) mosso dalla volontà di condensare i territori dell’architettura con quelli dell’urbanistica. Il silenzio di Giorgio de Chirico, Luna esausta o una delicatissima Luna morta di freddo. Sono alcune opere che compongono questo itinerario in cui i lavori di Chafes – tutti in acciaio nero – si pongono come immagini eccezionali di un luogo già di per sé unico e prezioso.

Antonello Tolve

Matera // fino al 31 gennaio 2012
Rui Chafes – Entrate per la porta stretta

a cura di Giacomo Zaza
CONVICINIO DI SANT’ANTONIO
E PARCO DELLA MURGIA MATERANA
346 7280071


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Antonello Tolve
Antonello Tolve (Melfi, 1977) è titolare di Pedagogia e Didattica dell’Arte all’Accademia Albertina di Torino. Ph.D in Metodi e metodologie della ricerca archeologica e storico artistica (Università di Salerno), è stato visiting professor in diverse università come la Mimar Sinan Güzel Sanatlar Üniversitesi, la Beǐjin̄g Yuy̌ań Daxué, l’Universitatea de Arta si Design de Cluj-Napoca e la Universidad Central de Venezuela. Critico d’arte e curatore, è stato commissario in diverse giurie internazionali. Tra i suoi libri si ricordano “Gillo Dorfles. Arte e critica d’arte nel secondo Novecento” (La Città del Sole, 2011), “ABOrigine. L’arte della critica d’arte” (PostmediaBooks, 2012), “Ubiquità. Arte e critica d’arte nell’epoca del policentrismo planetario” (Quodlibet, 2013), “La linea socratica dell’arte contemporanea. Antropologia Pedagogia Creatività” (Quodlibet, 2016), “Istruzione e catastrofe. pedagogia e didattica dell’arte nell’epoca dell’analfabetismo strumentale” (Kappabit, 2019), “Me, myself and I. Arte e vetrinizzazione sociale ovvero il mondo magico del selfie” (Castelvecchi, 2019), “Atmosfera. Atteggiamenti climatici nell’arte d’oggi” (Mimesis, 2019). Ha curato con Stefania Zuliani il volume di Filiberto Menna, “Cronache dagli anni settanta. Arte e critica d'arte 1970-1980” (Quodlibet, 2017) e, con S. Brunetti, “Il sistema degli artisti. Collezione, conservazione, cura e didattica nella pratica artistica contemporanea” (Mimesis, 2019). Dal 2018 e Direttore della sede romana della Fondazione Filiberto e Bianca Menna e dal 2014 è curatore della Gaba.Mc – Galleria dell’Accademia di Belle Arti di Macerata.