Arte digitale in un castello medievale. L’opera di Francesca Fini a Rocca Sinibalda

“A dream in stone” è il titolo dell’opera che la videoartista Francesca Fini ha realizzato ispirandosi agli affreschi di Girolamo Muziano custoditi nel Castello in provincia di Rieti, dando vita a una collezione di arte digitale che valorizza il patrimonio dell’antica dimora. Ecco cosa ci ha raccontato

Storia e arte contemporanea trovano un loro peculiare equilibrio in uno dei luoghi più suggestivi d’Italia, il Castello di Rocca Sinibalda, che con la sua imponente mole domina sulla valle del Turano, in provincia di Rieti, dalla metà dell’XI secolo, periodo in cui è stato edificato, per poi ricevere un importante “restyling” nel 1530 a opera dell’architetto Baldassarre Peruzzi. Aperto al pubblico anche con numerosi servizi di accoglienza, il Castello negli ultimi anni è anche promotore di programmi artistici, tra tutti il progetto di residenza artistica Endecameron, nel 2020 diventata virtuale per via della pandemia: a curare quella edizione diversa dalle precedenti è stata Francesca Fini, videoartista che aveva partecipato alla prima edizione di Endecameron. Adesso Fini è la protagonista del nuovo progetto digitale promosso dal Castello, realizzando opere ispirate agli affreschi di Girolamo Muziano nella Sala delle Metamorfosi. Ne è nata così una collezione di arte digitale, A dream in stone, pensata per valorizzare il patrimonio della dimora e anche per essere fruita dal pubblico, con otto opere video disponibili sulla piattaforma di arti digitali Sedition che immaginano come sarà la Terra dopo la scomparsa dell’umanità. Ne abbiamo parlato con Francesca Fini.

INTERVISTA A FRANCESCA FINI 

Come nasce il progetto e in che modo è nata la collezione di arte digitale per il Castello?
Il progetto nasce da una proposta di Cristina Cenci ed Enrico Pozzi, proprietari del Castello di Rocca Sinibalda, ideatori e promotori della residenza artistica Endecameron e di numerosissime altre iniziative culturali importanti. Da tempo insieme a Cristina ed Enrico stiamo lavorando ad un progetto di ‘rielaborazione digitale’ del Castello, che è iniziata durante la pandemia con l’edizione completamente digitale di Endecameron 2020. In quell’occasione ho creato una piattaforma online che ha restituito con un certo successo l’esperienza dell’evento che si sarebbe potuta fare dal vivo, con otto artisti nazionali e internazionali che hanno lavorato da remoto, guidati negli spazi del Castello dai pochi testimoni presenti fisicamente a fare loro da ‘avatar’.

Dream in Stone, il video di Francesca Fini per Rocca Sinibalda

Dream in Stone, il video di Francesca Fini per Rocca Sinibalda

Come è stata restituita e fruita questa esperienza dal pubblico?
La piattaforma ha offerto al pubblico continui collegamenti multistreaming con gli artisti, talk con personalità del mondo dell’arte e della cultura, e la pubblicazione quotidiana su un blog collettivo dove gli artisti hanno condiviso con il pubblico dell’evento i loro pensieri, i loro bozzetti, le loro idee. Questo meraviglioso blog rimane ancora oggi uno dei pochi esempi di documentazione dei processi artistici in pandemia, e non solo in Italia.

Questi nuovi “strumenti”, a un certo punto, sono diventati anche un mezzo per valorizzare il patrimonio del Castello…
Contemporaneamente, Cristina ed Enrico stavano lavorando al progetto di restauro degli affreschi di Girolamo Muziano nella Sala delle Metamorfosi, e cercavano una modalità non soltanto per finanziarlo ma anche per pubblicizzarlo e renderlo attuale. E le cose sono inevitabilmente confluite.

Come?
Dopo aver passato molto tempo a valutare le diverse possibilità a nostra disposizione, e la grandissima offerta di piattaforme e marketplace di livello, abbiamo deciso di pubblicare la collezione su Sedition, piattaforma fondata nel 2011, pionieristica nella distribuzione di edizioni di opere digitali realizzate dai più significativi artisti contemporanei, tra i quali Damien Hirst, Bill Viola, Jenny Holzer, Tracey Emin, Wim Wenders, Ryoji Ikeda, Christian Boltanski, Yoko Ono. Ultimamente la piattaforma, che fino ad oggi ha permesso l’acquisto e lo scambio solo su un suo marketplace dedicato, si è aperta anche al mondo NFT.

In che modo il suo lavoro entra in dialogo con la dimora storica?
Il dialogo è emerso in fase preliminare, quando Enrico mi ha inviato le foto da lui scattate degli affreschi della Sala delle Metamorfosi, e si è sviluppato in maniera fortissima quest’estate, durante la lunga residenza di produzione al Castello. Devo dire che il prodotto di questo dialogo ha per me ancora qualcosa di felicemente misterioso.

dream in stone3 Arte digitale in un castello medievale. L’opera di Francesca Fini a Rocca Sinibalda

Dream in Stone, il video di Francesca Fini per Rocca Sinibalda

Cosa è emerso dal dialogo tra gli affreschi di Muziano e la sua opera?
Sono entrata immediatamente in sintonia con Girolamo Muziano perché ritrovo me stessa nella sua poetica fatta di ibridazioni sfrenate, di postmodernismo ante litteram che intravedo nelle modalità originalissime con cui esprime il suo immaginario. Le sue metamorfosi arrivano a soluzioni sorprendenti, anticonvenzionali, completamente libere anche dai cliché nel Manierismo dei suoi contemporanei.

In A Dream in Stone affronta il tema della Terra dopo la scomparsa dell’umanità, e in questo scenario il Castello di Rocca Sinibalda con i suoi affreschi si erge quasi a sopravvissuto, nonostante tutto.
Il tema del mondo che sopravvive all’uomo e diventa ricettacolo dei suoi ricordi, ma anche delle sue scorie, è ricorrente nel mio lavoro. Un’immagine apocalittica che deriva dalla mia passione per il passato, per il futuribile immaginario e per la filosofia contemporanea. Un’immagine che richiama ad alcune pietre miliari della narrativa di fantascienza, come ad esempio Cronache Marziane di Ray Bradbury. Il messaggio è che anche le reliquie che ci sopravviveranno, se qualcosa sopravviverà di noi, continueranno a testimoniare le nostre mani, le nostre menti e il nostro sguardo, senza sapere che gli artefici non ci sono più. Trovo questo pensiero da fine dei tempi stranamente tranquillizzante. E questa sensazione è esattamente quella che provi al Castello di Rocca Sinibalda. Il Castello è questo: una bottiglia cristallizzata lanciata attraverso i secoli, e l’arte che contiene è il suo messaggio per i posteri.

Desirée Maida

https://www.digitalartcastle.com/

Artribune è anche su Whatsapp. È sufficiente cliccare qui per iscriversi al canale ed essere sempre aggiornati

Desirée Maida

Desirée Maida

Desirée Maida (Palermo, 1985) ha studiato presso l’Università degli Studi di Palermo, dove nel 2012 ha conseguito la laurea specialistica in Storia dell’Arte. Palermitana doc, appassionata di alchimia e cultura giapponese, approda al mondo dell’arte contemporanea dopo aver condotto studi…

Scopri di più