I migliori videogiochi usciti a marzo 2022

Dagli spazi liminali di “Glitchhikers” a “Virtuoso”, un software musicale appositamente pensato per la realtà virtuale: ecco la nostra selezione di videogiochi usciti lo scorso marzo

Tra i videogiochi usciti a marzo abbiamo scelto di parlare del videogioco musicale A Musical Story, del simulatore di passeggiata Glitchhikers: The Spaces Between, di Weird West, la nuova opera diretta dal co-creatore della serie Dishonored  Raphaël Colantonio, e di due videogiochi per realtà virtuale: il puzzle Tentacular e Virtuoso, un videogiocattolo che permette di comporre musica digitale.

Matteo Lupetti

1. A MUSICAL STORY

A Musical Story di Glee Cheese Studio e Digerati

A Musical Story è un videogioco musicale ambientato negli Stati Uniti d’America degli Anni Settanta e segue una band mentre viaggia in furgoncino verso un festival. È un’opera meccanicamente incentrata sulla ricerca dell’esecuzione perfetta: per proseguire nella storia dobbiamo premere sequenze specifiche di due tasti seguendo, prevalentemente a orecchio, il tempo di brevi loop musicali e le indicazioni mostrate sullo schermo. Ha una certa tolleranza per piccoli errori, ma ogni volta che premiamo il tasto sbagliato o non lo premiamo col giusto tempismo, dobbiamo aspettare che quel singolo loop ricominci e provare di nuovo, mentre finire ogni livello senza mai sbagliare sblocca un capitolo aggiuntivo (che non arricchisce però la narrazione). È un processo che riesce, meglio rispetto ad altri videogiochi di questo genere, a riproporre lo studio di una partitura musicale, ma è difficile ricollegare questo approccio al messaggio dell’opera. In una scena iniziale uno dei membri della band è rappresentato mentre, triste e avvolto dall’oscurità, lavora a una catena di confezionamento di cibo in scatola.
A Musical Story vorrebbe opporre questo lavoro ripetitivo e meccanico alla musica e ai suoi colori, ma poi ci chiede di compiere proprio un lavoro simile, ci chiede di pigiare i tasti giusti al ritmo imposto da una macchina, mentre la sua trama scade in un ingenuo moralismo contro l’uso di droghe, senza che tra l’altro questo influenzi le meccaniche di gioco.
A Musical Story di Glee-Cheese Studio e Digerati è disponibile per PC, PlayStation 4 e 5, Nintendo Switch, Xbox One e Xbox Serie S e Serie X e dispositivi iOS e Android.

https://digerati.games/game/a-musical-story/

2. GLITCHHIKERS: THE SPACES BETWEEN

Glitchhikers The Spaces Between di Silverstring Media e Fellow Traveller

Glitchhikers: The Spaces Between, evoluzione di Glitchhikers: First Drive uscito nel 2014, esplora i momenti vuoti nei nostri viaggi: una notte passata a guidare fuori città ascoltando la radio e caricando persone che fanno l’autostop, un viaggio in treno durante il quale vaghiamo tra i vagoni, una passeggiata in un parco pieno di installazioni artistiche, l’attesa in un aeroporto quasi deserto. Tra un viaggio e l’altro ci fermiamo in una solitaria stazione di servizio. Sono “space between”, spazi liminali tra sogno e veglia, tra un punto di partenza e un punto di arrivo che non vengono raccontati e non hanno importanza. Momenti in cui non abbiamo niente da fare e che viviamo nell’attesa. Momenti in cui, almeno in Glitchhikers: The Spaces Between, incontriamo eccentrici personaggi (c’è pure un drago) e ci fermiamo a parlare con loro attraverso un sistema di dialogo a scelta multipla, cioè scegliendo domande e risposte tra quelle che ci vengono via via proposte dal software. Parliamo di morte ed eternità, di post-colonialismo e di libero arbitrio. Ma il tema principale di Glitchhikers: The Spaces Between è probabilmente il nostro rapporto con lo spazio, sia fisico sia digitale, e il modo in cui uno spazio determina ciò che facciamo e ciò che pensiamo al suo interno. A questo proposito, ogni scenario di Glitchhikers: The Spaces Between propone un diverso modo di muoversi e conversazioni diverse persino nella loro struttura, e anche per questo il videogioco è un interessante esperimento all’interno di quel genere di videogiochi chiamato walking simulator, cioè “simulazione di passeggiata.” Ma il suo tono risulta spesso un po’ affettato.
Glitchhikers: The Spaces Between di Silverstring Media e Fellow Traveller è disponibile per PC, Mac e Nintendo Switch.

https://www.glitchhikers.com/

3. TENTACULAR

Tentacular di Firepunchd Games e Devolver Digital (immagine da Steam)

Nel gioco per realtà virtuale Tentacular siamo un enorme mostro tentacolare che cerca di trovare il suo posto nella società umana aiutando la comunità che vive su un piccolo arcipelago. Sfruttando le ventose dei nostri grandi tentacoli (gestiti muovendo i due controller del visore per la realtà virtuale come se fossero le nostre braccia), ci destreggiamo quindi in una serie di brevi sfide basate sul manipolare, combinare, impilare e lanciare un crescente numero di oggetti comuni e strumenti fantascientifici in piccole ambientazioni realizzate con uno stile visivo stilizzato. L’idea funziona soprattutto nei livelli in cui ci viene richiesta un po’ di inventiva e nella modalità “sandbox” del gioco, in cui possiamo creare (e distruggere) quello che vogliamo con gli elementi sbloccati completando le sezioni della storia principale. Funziona meno nei livelli in cui ci viene richiesta mera precisione. Sono sezioni spesso un po’ frustranti, ma questo senso di inadeguatezza rispetto alla precisione richiesta e alle aspettative del gioco fa anche parte dell’esperienza che Tentacular vuole costruire. È la storia di un personaggio che diventa adulto e tenta di farsi spazio in un mondo che non è fatto a misura per il suo corpo non conforme. Ed è la storia di come questo mondo lo accetta solo quando riesce a renderlo utile e produttivo.
Tentacular di Firepunchd Games e Devolver Digital è disponibile su PC (usando visori per la realtà virtuale compatibili) e su Meta Quest e Meta Quest 2 (cioè sui visori precedentemente chiamati Oculus Quest e Oculus Quest 2).

https://www.devolverdigital.com/games/tentacular

4. VIRTUOSO

Virtuoso di Really Interactive e Fast Travel Games (immagine da Steam)

Potremmo considerare Virtuoso un videogiocattolo, un videogioco che non ha sfide e obiettivi ma che ci offre strumenti digitali da esplorare liberamente e creativamente. Virtuoso è però anche un vero e proprio software in realtà virtuale per la composizione musicale. Possiamo registrare loop di suoni e rumori da sovrapporre per creare composizioni sempre più ricche e complesse cantando nel nostro microfono e suonando con i controller del nostro visore per la realtà virtuale sei strumenti digitali, ognuno con le sue particolarità e le sue opzioni: Oorgan, Board (una tastiera digitale con i tasti disposti su tutti i tre assi dello spazio), Wharp (arpa digitale), Wavemin (ispirato al theremin), Empads (batteria digitale), e Clustr. Le nostre creazioni possono poi essere condivise online con il resto dell’utenza del software (che può anche rielaborarle), possono essere esportate in formato .wav ed è in beta l’app per collegare Virtuoso ai programmi musicali del nostro computer. È un software estremamente semplice da approcciare, nonostante un po’ di carenza di informazioni sul funzionamento dei singoli strumenti. Ha anche molti limiti, che andrebbero accettati e anzi abbracciati: Virtuoso non è un servizio pensato per fare qualsiasi cosa, ma un videogiocattolo con un suo colore e una sua personalità, un tentativo di immaginare nuovi strumenti musicali per la realtà virtuale.
Virtuoso di Really Interactive e Fast Travel Games è disponibile su PC (usando visori per la realtà virtuale compatibili) e su Meta Quest e Meta Quest 2 (cioè sui visori precedentemente chiamati Oculus Quest e Oculus Quest 2).

https://virtuoso-vr.com/

5. WEIRD WEST

Weird West di WolfEye Studios e Devolver Digital

Il videogioco western e horror Weird West si ricollega al genere chiamato “immersive sim”, cioè “simulazione immersiva”, una tradizione che facciamo iniziare con Ultima Underworld: The Stygian Abyss del 1992 e che, attraverso le serie System Shock e Thief di Looking Glass, ha i suoi più recenti eredi ufficiali nelle opere di Arkane Studios (ora parte di Microsoft), come la serie Dishonored, Prey e il recente Deathloop. Raphaël Colantonio, cofondatore dello studio di sviluppo di Weird West, è stato in effetti anche cofondatore proprio di Arkane Studios.
Le simulazioni immersive sono videogiochi solitamente con visuale in soggettiva (ma Weird West è inquadrato dall’alto) e incentrati sulla libera interazione con ambientazioni e personaggi. Dovrebbero darci l’impressione di entrare in un piccolo mondo completamente simulato, che risponde dinamicamente secondo le sue regole a eventi casuali, a ogni nostro comportamento e a ogni nostra scelta. In realtà in questi videogiochi, e anche in Weird West, questo vuole principalmente dire che possiamo decidere come e contro chi esercitare violenza e che queste decisioni hanno conseguenze a breve e lungo termine, mentre le complesse interazioni tra i sistemi che regolano tali mondi generano spesso situazioni caotiche, imprevedibili e prive di senso dal nostro punto di vista umano. Ci sono opportunità ancora poco sfruttate in tale mancanza di bilanciamento e di controllo. Queste opere vogliono essere una (seppur giocosa) simulazione del mondo fisico realizzata attraverso modelli che ne imitando le leggi fisiche e le strutture sociali con comportamenti coerenti con quello che vediamo nel mondo fisico, mentre dovrebbero accettare di essere una cosa altra.
Weird West di WolfEye Studios e Devolver Digital è disponibile per PC, PlayStation 4 e 5, Xbox One e Xbox Serie S e Serie X ed è incluso negli abbonamenti Game Pass di Microsoft.

https://www.weirdwest.com/

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Matteo Lupetti
Diplomato in Fumetto alla Scuola Internazionale di Comics di Firenze nel 2010, gestisce il collettivo di fumettisti indipendenti Gravure e scrive di videogiochi per varie testate italiane ed estere. È diplomato in sommelerie all’interno dell’associazione FISAR ed è direttore artistico del festival di narrazioni di realtà CreteCon.