Mahmood trasforma i personaggi del suo album Ghettolimpo in opere d’arte NFT

Sono ispirate al secondo disco del cantante milanese – in testa a Sanremo insieme a Blanco con la canzone “Brividi” – le animazioni realizzate da Lettergram e trasformate in NFT da Art Rights e AmaZix.

La cover dell'album di Mahmood Ghettolimpo
La cover dell'album di Mahmood Ghettolimpo

Dalle tracce musicali alle animazioni, il rapporto tra il mondo della canzone e quello dell’arte digitale si fa sempre più stretto. Sono in pochi a sapere che tra i cantanti che hanno deciso di avvicinarsi ai Non Fungible Token (NFT) c’è anche Mahmood. Dopo il successo mondiale del singolo Soldi (vincitore del Festival della Canzone di due anni fa e quadruplo disco di platino) e dell’album Gioventù Bruciata (disco di platino), Mahmood ha deciso di trasporre in forma di arte i personaggi contenuti nel suo secondo disco, Ghettolimpo, uscito poco più di sei mesi fa. Il cantautore – che in questi giorni sta partecipando al Festival di Sanremo insieme a Blanco con la canzone Brividi – ha infatti coinvolto prima Lettergram (già curatrice della grafica del disco) nella creazione di una serie di animazioni video e poi Art Rights e AmaZix per trasformarle in NFT. Una volta finite, le opere sono state messe in vendita sul sito ufficiale (reperibile a questo link) in copie limitate.

Le animazioni dei personaggi di Ghettolimpo trasformate in NFT
Le animazioni dei personaggi di Ghettolimpo trasformate in NFT

GLI NFT ISPIRATI AL DISCO GHETTOLIMPO DI MAHMOOD

Sono sempre stato interessato ai mondi digitali”, aveva raccontato Mahmood nel 2021, “e mi ha incuriosito provare a sperimentare con gli NFT: così nascono le animazioni speciali per i personaggi dei miei album, che assumono una nuova forma artistica e creativa”.  Le animazioni di Lettergram hanno infatti portato in vita sei avatar immaginati dal cantautore nell’album, ognuno corrispondente a un diverso immaginario: sono Inuyasha, Rapide, Dorado, Klan, Kobra e Zero, la cui canzone è già stata la colonna sonora dell’omonima fiction Netflix diretta da Antonio Dikele Distefano. L’artista milanese, classe 1992, ha poi collaborato con due aziende con pluriennale esperienza nel settore NFT, la cui consulenza ha permesso la realizzazione delle opere d’arte finali: AmaZix, agenzia di marketing vicina al mondo Blockchain con sede a Hong Kong, che con un team di oltre ottanta creativi ed esperti gestisce gli aspetti strategici e realizzativi di progetti digitali; e Art Rights, startup artistica italiana per la gestione e la certificazione di opere fisiche e digitali con tecnologia Blockchain che, insieme al fondatore e ad Andrea Concas, ha creato la più grande community italiana di Art Tech: “Dopo l’ingresso dell’arte è arrivato il momento della grande musica, un’innovazione quella della NFT che apre nuovi scenari al collezionismo, ai fan di uno dei più grandi artisti italiani, Mahmood”, ha detto lo stesso Concas. Chissà che il suo esempio non esorti altri personaggi del mondo della musica – che già, come Morgan, hanno trasposto le proprie canzoni in copie uniche digitali, a interessarsi al mondo degli NFT artistici.

– Giulia Giaume

 

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Giulia Giaume
Amante della cultura in ogni sua forma, è divoratrice di libri, spettacoli, mostre e balletti. Laureata in Lettere Moderne, con una tesi sul Furioso, e in Scienze Storiche, indirizzo di Storia Contemporanea, ha frequentato l'VIII edizione del master di giornalismo Walter Tobagi. Collabora con diverse riviste su temi culturali, diritti civili e tutto ciò che è manifestazione della cultura umana, semplicemente perché non può farne a meno.