La mostra dove un’intelligenza artificiale scrive epitaffi mortuari

Il collettivo di artisti e neuroscienziati Numero Cromatico che dal 2011 indaga la relazione tra arte e neuroscienza ha inaugurato una mostra immersiva con opere realizzate grazie all’AI

Opening Tre scenari sulla percezione del tempo, Numero Cromatico, 2021
Opening Tre scenari sulla percezione del tempo, Numero Cromatico, 2021

È una riflessione – e anche una sperimentazione – sul modo in cui gli esseri umani percepiscono lo scorrere del tempo il nuovo progetto di Numero Cromatico, collettivo di artisti e neuroscienziati che dal 2011 indaga la relazione tra arte e neuroscienza, intesa come “strumento per studiare in che modo fruiamo l’arte e per creare l’opera d’arte”, come ci spiega Dionigi Mattia Gagliardi di Numero Cromatico. Tre Scenari sulla Percezione del Tempo: La Memoria, La Visione, L’Attesa è il titolo della mostra, un progetto espositivo ambientale e immersivo che fino al 19 dicembre 2021 sarà fruibile a Roma presso una delle nuove sedi del collettivo (in precedenza con base all’interno dell’ex Pastificio Cerere), ovvero un capannone adiacente al Cimitero Monumentale del Verano, nello storico borghetto degli artigiani marmisti. L’altra sede di Numero Cromatico è sempre in zona San Lorenzo, all’interno dell’ex studio dello scultore italiano Giuseppe Sartorio.

LA PERCEZIONE DEL TEMPO. LA NUOVA MOSTRA DI NUMERO CROMATICO

“La mostra comprende tre atti diversi, che abbiamo definito scenari”, racconta ad Artribune Dionigi Mattia Gagliardi. “All’interno del capannone, abbiamo cercato di dare vita a un progetto ambientale, quindi la mostra è un intervento sullo spazio, un’esperienza immersiva in cui lo spettatore verrà invitato a interrogarsi sui meccanismi della percezione umana, su come percepiamo noi stessi anche in relazione all’altro”. La mostra presenta una serie di opere, o per meglio dire di epitaffi, realizzate con fiori sempre-vivi, solitamente utilizzati nei cimiteri. “La scelta di questa tipologia di fiori si lega al tema del primo scenario, ovvero la Memoria, e i contenuti di queste opere sono epitaffi che parlano allo spettatore”, sottolinea Gagliardi. Queste composizioni floreali, dal carattere sepolcrale, riportano testi elaborati da un’Intelligenza Artificiale, precedentemente istruita dal collettivo con migliaia di epitaffi tratti dalla letteratura: gli epitaffi in mostra sono quindi composizioni originali, nati dalla capacità creativa dell’Intelligenza Artificiale. “La mia memoria un fiore che muore”, “Quanto ardore, quante azioni, quante idee. Infine sarò memoria. Vorrei allora essere ricordato proprio così, come l’ultimo di una specie che non sarà mai più” sono alcuni degli epitaffi in mostra che invitano lo spettatore a indagare su se stesso, sulla memoria e sulla caducità del tempo, temi da sempre centrali per capire il senso dell’esistenza umana e, con il progetto di Numero Cromatico, oggi ispirati da un’Intelligenza Artificiale.

– Desirée Maida

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Desirée Maida
Desirée Maida (Palermo, 1985) ha studiato presso l’Università degli Studi di Palermo, dove nel 2012 ha conseguito la laurea specialistica in Storia dell’Arte. Palermitana doc, appassionata di alchimia e cultura giapponese, approda al mondo dell’arte contemporanea dopo aver condotto studi sulla pittura del Tardo Manierismo meridionale (approfonditi durante un periodo di ricerche presso la Galleria Regionale della Sicilia di Palazzo Abatellis) e sull’architettura medievale siciliana. Ha scritto per testate siciliane e di settore, collaborato con gallerie d’arte e curato mostre di artisti emergenti presso lo Spazio Cannatella di Palermo. Oggi fa parte dello staff di direzione di Artribune e cura per realtà private la comunicazione di progetti artistici e culturali.