3 app per tenere viva la musica

Dal gioco allo streaming, le tre app che vi proponiamo contribuiscono a tenere i riflettori accesi sul mondo della musica, messo a dura prova dalla pandemia.

Se avete voglia di restare in contatto con la Berliner Philharmoniker o di immergervi nelle atmosfere de club nonostante le restrizioni della pandemia, queste app fanno al caso vostro

Simona Caraceni

Articolo pubblicato su Artribune Magazine #58

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1. RUSTISSIMO

Rust

Rust è uno dei giochi più visti attualmente su Twitch, la popolare piattaforma di streaming di giochi online, e qualcosa di strano ne ha aumentato la popolarità. Nato nel 2013, quindi secoli fa, è rimasto nell’ombra con un’utenza bassa ma stabile per un gioco di sopravvivenza multiplayer incentrato sulle Battle Royale. Ma da gennaio i maggiori streamer di Twitch hanno iniziato a collegarsi, riportando il gioco ai vertici della popolarità. Tramite questa espansione è possibile connettere il proprio strumento musicale grazie all’interfaccia Midi, per suonare insieme ai propri amici negli scenari di gioco o, anche, forse, per contrastare eventuali attacchi di malintenzionati a suono di musica. L’espansione funziona molto bene e può dare il via a interessanti momenti di gioco, perché chi si collega pensando di giocare a uno sparatutto sarà inevitabilmente spiazzato.

www.rustissimo.com
$ 5
Steam, Windows

2. BERLINER PHILHARMONIKER

Berliner Philharmoniker

Questa app mostra da tempi non sospetti – il 2015 – come un’orchestra possa galleggiare anche in questi mesi complicati. Permette infatti di essere costantemente in contatto con i Berliner, seguire le notizie, i protagonisti, le programmazioni teatrali, ma anche di acquistare il biglietto virtuale o l’abbonamento alla stagione, e di seguire da casa propria tutte le esecuzioni “pubbliche”. Gli appassionati di musica classica sono più affezionati al mezzo radiofonico, che, a dispetto di una minore fedeltà acustica, permette un ascolto più caldo. Inoltre i musicisti sono sempre molto scettici nei confronti dei concerti con un’audience diffusa, visto che la musica è fatta di onde armoniche che si sviluppano nello spazio dedicato all’ascolto, e quindi un concerto a distanza per il musicista non è un concerto, ma questa app ovvia in maniera egregia all’identità dell’orchestra.

www.berliner-philharmoniker.de
free
iOS, Android

3. UNITED WE STREAM

UnitedWeStream

Sempre da Berlino, una reazione ai tempi correnti radicalmente diversa. Nata a febbraio 2020, l’app ha raccolto le voci degli innumerevoli club cittadini e, all’insegna del “non facciamo spegnere la voce della club culture”, ha iniziato a mandare in stream eventi e serate registrate per il pubblico a casa. Supportata da Vice, Clubcommission, Arteconcert e molti altri, è stata seguita a ruota da UnitedWeStream Milano, basata sulla cultura dei club di Milano, Regno Unito e molti altri luoghi del mondo che hanno iniziato a diffondere la loro musica e la loro cultura. L’app berlinese ormai non ha più supporto (anche se confidiamo in un update importante), ma restano attivi i siti regionali (nazionali e locali) che hanno appoggiato l’iniziativa in giro per il mondo.

www.unitedwestream.berlin
free
iOS

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Simona Caraceni
Simona Caraceni, giornalista pubblicista, si occupa di nuove tecnologie e multimedialità dal 1994, fondando con Pier Luigi Capucci "NetMagazine" poi "MagNet", la prima pubblicazione elettronica in Italia. Ha insegnato all'Università di Bolzano, Macerata, Firenze, lo IED e la NABA di Milano, il DAMS e il Dipartimento di Informatica dell'Università di Bologna, e in numerosi corsi di aggiornamento professionale. Come attività di ricerca fa parte del Planetarium Collegium, il network internazionale di studiosi, artisti e docenti che approfondiscono il rapporto fra arte e tecnologie. È PhD in Aesthetics and Technology per il Planetary Collegium (University of Plymouth). Membro ICOM dal 2007, ha fatto parte dell'Executive Board di AVICOM dal 2010 al 2019 anche come vicepresidente e segretario generale e ha fondato e coordinato la Commissione tematica Audio-Visivi e Nuove Tecnologie di ICOM Italia dal 2007 al 2016 Nell'ambito della ricerca applicata si occupa di "musei virtuali", augmented reality, didattica tramite le nuove tecnologie e interaction design. Insegna “Museology, museography e virtual environments” presso la laurea magistrale internazionale “Digital Humanities Digital Knowledge” dell’Università di Bologna.