Luci in Miniera, videoproiezioni e realtà aumentata all’Argentiera in Sardegna. Il video

Il MAR – Miniera Argentiera, il primo museo minerario a cielo aperto in realtà aumentata inaugurato nel 2019 a Sassari, diventa scenografia e protagonista di un progetto che illuminerà le notti natalizie del borgo sardo

Luci in Miniera, Albero del Buio Ettore Cavalli
Luci in Miniera, Albero del Buio Ettore Cavalli

Con i musei chiusi e la difficoltà (a volte impossibilità) a organizzare eventi in luoghi al coperto a causa della pandemia, negli ultimi mesi le iniziative culturali si stanno svolgendo spesso all’aperto, dando vita a peculiari dialoghi tra arti, architetture e territorio. Un’esperienza simile è maturata, in Sardegna, prima della Covid-19, con un museo a cielo aperto inaugurato nel 2019: si tratta di MAR – Miniera Argentiera, il primo museo minerario a cielo aperto in realtà aumentata, un progetto finalizzato alla rigenerazione e alla valorizzazione di una ex area produttiva abbandonata e immersa nella natura, trasformandola in polo di attrazione per giovani e turisti e di sperimentazione per ricercatori, studenti e artisti. Nata da un’idea dell’associazione culturale LandWorks, MAR anche quest’anno fa da sfondo a Luci in Miniera, progetto pensato per “illuminare” l’ex borgo minerario (tra i maggiori esempi di archeologia industriale del Nord Sardegna) con luci, videoproiezioni, installazioni luminose, sonore e in realtà aumentata. Scopo dell’iniziativa? “Coinvolgere attivamente gli abitanti e i visitatori nella creazione e fruizione delle opere, in un contesto dal grande valore storico-culturale-paesaggistico”, spiegano gli organizzatori.

LUCI IN MINIERA ALL’ARGENTIERA A SASSARI

Luci in Miniera quest’anno presenta cinque nuove installazioni luminose che vanno così ad aggiungersi alle opere in realtà aumentata del museo open air, immergendo i visitatori in atmosfere e ambientazioni di cui possono essere anche fautori: tra le iniziative proposte infatti è anche il “LANT-KIT”, con cui i visitatori possono creare lanterne luminose personalizzate da posizionare nella miniera, entrando così a fare parte delle installazioni del museo. Domenica 27 dicembre sarà possibile partecipare – con prenotazione obbligatoria – ai tour esperienziali guidati in programma alle ore 18 e ai laboratori creativi presso le Officine LandWorks alle 15, nel rispetto delle norme di sicurezza per contrastare il contagio da Covid-19. Tornando alle installazioni di Luci in Miniera, cinque sono state pensate per l’edizione 2020: Albero del buio, Terra, Aria, Acqua, Fuoco. Curiosi di sapere di cosa si tratta? Guardate il video che Artribune vi propone in esclusiva…

– Desirée Maida

www.landworks.site

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Desirée Maida
Desirée Maida (Palermo, 1985) ha studiato presso l’Università degli Studi di Palermo, dove nel 2012 ha conseguito la laurea specialistica in Storia dell’Arte. Palermitana doc, appassionata di alchimia e cultura giapponese, approda al mondo dell’arte contemporanea dopo aver condotto studi sulla pittura del Tardo Manierismo meridionale (approfonditi durante un periodo di ricerche presso la Galleria Regionale della Sicilia di Palazzo Abatellis) e sull’architettura medievale siciliana. Ha scritto per testate siciliane e di settore, collaborato con gallerie d’arte e curato mostre di artisti emergenti presso lo Spazio Cannatella di Palermo. Oggi fa parte dello staff di direzione di Artribune e cura per realtà private la comunicazione di progetti artistici e culturali.