Arte “connessa”. 15 opere da conoscere nel solco della tecnologia

Fin dagli Anni Venti gli artisti hanno strizzato l’occhio alla tecnologia per realizzare le proprie opere. Qui ne abbiamo selezionate alcune.

1. 1922 ‒ LÁSZLÓ MOHOLY-NAGY ‒ TELEPHONE PICTURES

László Moholy Nagy, Construction in Enamel, dalla serie Telephone Paintings, 1922 23

Una serie di dipinti in smalto su acciaio che l’artista ungherese dichiarò di aver ordinato per telefono, trasformando l’opera d’arte in un set di istruzioni comunicabili via telefono.

2. 1933 ‒ FILIPPO TOMMASO MARINETTI & PINO MASNATA ‒ LA RADIA. MANIFESTA FUTURISTA

Filippo Tommaso Marinetti & Pino Masnata, La radia. Manifesta futurista, 1933 (ediz. 1941)

Il testo rivendica l’importanza della radio e le sue potenzialità artistiche, cambiando per sempre il rapporto fra l’artista e il suo pubblico.

3. 1977 ‒ DOUGLAS DAVIS ‒ THE LAST NINE MINUTES

Nam June Paik & Joseph Beuys & Douglas Davis, documenta VI Satellitenübertragung, 1977. ZKM _ Zentrum für Kunst und Medien

Performance live eseguita sulla tv tedesca in collegamento satellitare da Documenta VI a Kassel. Allo stesso programma di azioni teletrasmesse parteciparono Nam June Paik e Joseph Beuys.

4. 1977 ‒ KIT GALLOWAY & SHERRIE RABINOWITZ ‒ SATELLITE ARTS PROJECT

Kit Galloway & Sherrie Rabinowitz, Satellite Art, 1977

Grazie all’uso della tecnologia satellitare, due gruppi di danzatori situati in location lontanissime tra loro ballarono insieme usando lo schermo come luogo di incontro.

5. 1982 ‒ ROBERT ADRIAN X ‒ THE WORLD IN 24 HOURS

Robert Adrian, The World in 24 Hours, Ars Electronica Festival, 1982. Photo Sepp Schaffler

Un evento di 24 ore organizzato in occasione di Ars Electronica a Linz, a cui parteciparono decine di artisti da tutto il mondo, collegandosi tramite fax, telefoni, reti telematiche e slow scan television.

6. 1983 ‒ ROY ASCOTT ‒ LE PLISSURE DU TEXTE

Roy Ascott, Le Plissure du texte, 1983

Progetto realizzato per la mostra Electra, curata da Frank Popper al Musée d’Art Moderne de la Ville a Parigi. L’opera sfruttò il sistema telematico Artex per creare una narrazione collaborativa.

7. 1984 ‒ NAM JUNE PAIK ‒ GOOD MORNING, MR. ORWELL

Nam June Paik, Good Morning Mr. Orwell, 1984 © 2019 Estate of Nam June Paik. Courtesy Electronic Arts Intermix (EAI), New York

Mitica trasmissione satellitare organizzata la sera di Capodanno del 1984, fa riferimento al celebre libro di George Orwell. Collegò New York, Parigi, la Germania e la Corea del Sud raggiungendo milioni di spettatori.

8. 1991 ‒ WOLFGANG STAEHLE ‒ THE THING

Wolfgang Staehle, The Thing (BBS), 1992 ca. Photo Wolfgang Staehle

Storica community dedicata al dibattito su arte e cultura contemporanea fondata da Wolfgang Staehle a New York sotto forma di BBS (Bullettin Board System) e approdata poi sul web nel 1995.

9. 1995 ‒ JODI ‒ WWWWWWWWW.JODI.ORG

Jodi, wwwwwwwww.jodi.org, 1995

Nel contesto del web ordinato e prevedibile degli Anni Novanta, il sito del duo artistico Jodi introduceva una variabile caotica e sorprendente. Rovesciando, letteralmente, l’interfaccia: il codice davanti, il contenuto dietro. Una loro opera è entrata in collezione al MoMA di New York e si è guadagnata un’intera sala nel nuovo allestimento.

10. 1996 ‒ OLIA LIALINA ‒ MY BOYFRIEND CAME BACK FROM THE WAR

Olia Lialina, My Boyfriend Came Back From The War, 1996

Una delle più precoci riflessioni sul tema della narrazione ipertestuale al tempo del web. Il linguaggio HTML viene utilizzato come strumento per costruire una storia ispirandosi al montaggio cinematografico.

11. 1996 ‒ ETOY ‒ DIGITAL HIJACK

Etoy, Digital Hijack, Ars Electronica 1996. Courtesy Ars Electronica Archive

Basata su un sapiente utilizzo dei motori di ricerca, questa storica performance “catturava” gli utenti durante le normali sessioni di navigazione, costringendoli a subire un simbolico riscatto.

12. 1996 ‒ MARTINE NEDDAM ‒ MOUCHETTE

Martine Neddam, Mouchette, 1996

La vera identità di Mouchette, un’artista olandese che sul sito web dichiarava di avere solo tredici anni, è rimasta segreta a lungo, trasformando il progetto in un oggetto di culto. L’opera indaga il tema della personalità e della sua espressione ai tempi di Internet.

13. 1997 ‒ VUK ĆOSIĆ ‒ DOCUMENTA DONE

Vuk Ćosić, Documenta Done, 1997

Un’azione pirata ai danni di Documenta X, che quell’anno aveva incluso la Net Art, ma ghettizzandola e mostrandola su postazioni offline. Ćosić copiò l’intero sito della manifestazione e lo mise a disposizione sul proprio server.

14. 1997 ‒ I.O.D ‒ THE WEBSTALKER

I.O.D, The Webstalker, 1997

Mettendo in discussione il concetto stesso di interfaccia, The Webstalker, uno dei tanti browser d’artista rilasciati negli Anni Novanta, costringeva a riflettere sul potere cognitivo del software.

15. 2000-03 ‒ 0100101110101101.ORG ‒ LIFE SHARING

Eva e Franco Mattes, Life Sharing

Un’operazione di trasparenza radicale, che vide i due artisti italiani – oggi conosciuti come Eva e Franco Mattes – mettere in condivisione il proprio computer con il mondo intero per tre anni. Al grido di “privacy is stupid”.

Valentina Tanni

Articolo pubblicato su Artribune Magazine #52

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AutoriLászló Moholy-Nagy, Nam June Paik, Jodi, Vuk Ćosić, 0100101110101101.ORG Eva & Franco Mattes
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Valentina Tanni (Roma, 1976) è critica d’arte, curatrice e docente. Si interessa principalmente di new media art e di editoria multimediale. Ha curato numerose mostre, tra cui: la sezione di Net Art di “Media Connection” (Roma e Milano, 2001), le collettive “Netizens” (Roma, 2002) e “L’oading. Videogiochi Geneticamente Modificati” (Siracusa, 2003), “Maps and Legends. When Photography Met the Web” (Roma, 2010), “Datascapes” (Roma, 2011) e “Hit the Crowd. Photography in the Age of Crowdsourcing” (Roma, 2012), “Nothing to see here” (Milano, 2013), “Eternal September. The Rise of Amateur Culture” (Lubiana, 2014), “Stop and Go. L'arte delle gif animate” (Roma, 2016, Lubiana 2017). Ha collaborato con i festival di arti digitali Interferenze e Peam ed è stata curatore ospite di FotoGrafia. Festival Internazionale di Roma per la sezione “Fotografia e Nuovi Media” (edizioni 2010-2012). Ha scritto per testate nazionali e internazionali e lavorato come docente per istituzioni pubbliche e private. Attualmente insegna Digital Art al Politecnico di Milano. Dal 2011 collabora con Artribune.