Da Hopper a Klee. Queste opere d’arte dall’1 gennaio 2020 sono diventate di pubblico dominio

Come ogni anno, l’1 gennaio si celebra il Public Domain Day, giornata in cui le opere che hanno superato determinati tempi legali perdono il copyright, diventando così di pubblico dominio. Con capolavori dell’arte, della letteratura, del cinema e della musica

Con l’ingresso del nuovo anno, sono numerose le opere d’arte, letteratura, cinema e musica diventate di pubblico dominio, perdendo così il copyright. Se nella maggior parte dei paesi dell’Unione Europea le opere di un autore diventano di pubblico dominio nel 70esimo anno successivo alla sua morte, negli Stati Uniti a essere presa in considerazione è la data di realizzazione o pubblicazione dell’opera: tutte le opere prodotte tra il 1923 e il 1977 sono protette per 95 anni, motivo per cui, allo scoccare della mezzanotte dell’1 gennaio 2020, tutte le opere realizzate nel 1924 sono diventate di pubblico dominio.

PUBLIC DOMAIN REVIEW E IL PUBLIC DOMAIN DAY

A stilare un elenco delle opere libere da copyright è Public Domain Review, sito “dedicato all’esplorazione di opere curiose e avvincenti della storia dell’arte, della letteratura e delle idee, concentrandosi su opere ora di dominio pubblico, i vasti beni comuni di materiale non protetto da copyright di cui tutti sono liberi di godere, condividere e sviluppare senza restrizioni”. Dato che l’“ingresso” nel pubblico dominio, per le opere, avviene sempre il primo giorno dell’anno, l’1 gennaio si celebra il Public Domain Day, una sorta di festa con la quale si celebra la particolare transizione legale. Attribuita al canadese Wallace McLean, attivista del dominio pubblico che l’ha creata con il supporto dell’avvocato e attivista politico Lawrence Lessig, il Public Domain Day è oramai ogni anno un appuntamento fisso, per addetti ai lavori, appassionati e curiosi.

2020. LE OPERE D’ARTE DI PUBBLICO DOMINIO

Quali sono le opere che da quest’anno sono entrate nel pubblico dominio? Iniziamo subito con il mondo dell’arte, con artisti e lavori che hanno scritto la storia delle Avanguardie del Novecento: tra tutte, Portrait of the Art Dealer Johanna Ey di Otto Dix, New York Pavements di Edward Hopper, The Garden Enclosed di David Jones, Contrasting Sounds di Wassily Kandinsky, Asiatic God, Carnival in the Mountains, and Flower Garden di Paul Klee, Le Piège, Le Carnaval d’Arlequin, Head of a Catalan Peasant di Joan Miró, Madonna with Begonia di Emil Nolde, Day of the Dead and other frescos at the Ministry of Education building (Mexico City) di Diego Rivera, Le Violon d’Ingres di Man Ray.

LETTERATURA, CINEMA E MUSICA DI DOMINIO PUBBLICO DAL 2020

Per quanto riguarda la letteratura, fanno parte dell’elenco The Autobiography di Mark Twain, The Art of the Theatre di Sarah Bernhardt, Billy Budd, Sailor di Herman Melville, The Man in the Brown Suit e Poirot Investigates di Agatha Christie; per il cinema Greed diretto da Erich von Stroheim e America di D. W. Griffith. E, last but non least, per la musica le celeberrime Rhapsody in Blue di George Gershwin e Lazy di Irving Berlin.

– Desirée Maida

www.publicdomainreview.org

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Desirée Maida
Desirée Maida (Palermo, 1985) ha studiato presso l’Università degli Studi di Palermo, dove nel 2012 ha conseguito la laurea specialistica in Storia dell’Arte. Palermitana doc, appassionata di alchimia e cultura giapponese, approda al mondo dell’arte contemporanea dopo aver condotto studi sulla pittura del Tardo Manierismo meridionale (approfonditi durante un periodo di ricerche presso la Galleria Regionale della Sicilia di Palazzo Abatellis) e sull’architettura medievale siciliana. Ha scritto per testate siciliane e di settore, collaborato con gallerie d’arte e curato mostre di artisti emergenti presso lo Spazio Cannatella di Palermo. Oggi fa parte dello staff di direzione di Artribune e cura per realtà private la comunicazione di progetti artistici e culturali.