Arte e intelligenza artificiale a Roma. La mostra dei finalisti di Re:Humanism

Il bando era stato lanciato lo scorso ottobre, raccogliendo più di cento proposte. Ora i dieci finalisti di Re:Humanism sono in mostra a Roma, negli spazi della galleria Albumarte al quartiere Flaminio. Una collettiva che mette insieme tecnologie ed estetiche differenti.

Daniele Spanò, Urge Oggi Installazione multimediale; 2019, Albumarte, Roma. Ph. Giorgio Benni, courtesy by Alan Advantag
Daniele Spanò, Urge Oggi Installazione multimediale; 2019, Albumarte, Roma. Ph. Giorgio Benni, courtesy by Alan Advantage

Uomini che simulano il comportamento delle macchine; computer che svolgono compiti umani; oggetti ibridi e algoritmi mutanti; intrecci sempre più profondi tra naturale e artificiale. La mostra Re:Humanism, che ha appena inaugurato negli spazi di Albumarte a Roma, invita a riflettere su un tema quanto mai attuale: il rapporto tra umanità e processi algoritmici, con particolare attenzione alle ricerche sull’intelligenza artificiale.
Le opere dei dieci artisti invitati, che sono i finalisti dell’omonimo concorso lanciato lo scorso anno dall’azienda Alan Advantage con la curatela di Daniela Cotimbo, affrontano la questione adottando tecnologie ed estetiche molto diversificate. Si va dalla riflessione sul tema classico delle Muse, portata avanti dal trio Albert Barqué-Duran, Mario Klingemann e Marc Marzenit attraverso l’uso combinato di reti neurali e pittura, al progetto sul tema del gioco da Daniele Spanò, che affida a un computer il compito surreale di portare avanti una morra cinese infinita. Ci sono anche opere che riflettono sull’intelligenza artificiale senza usare neanche una tecnologia: è il caso dell’opera vincitrice, The Fall di Giang Hoang Nguyen, che si serve dell’installazione e della performance per mettere in scena l’ironico reenactment umano di una caduta robotica. Durante l’inaugurazione, oltre all’azione di Giang Hoang Nguyen, si è svolta anche una performance di Enrico Boccioletti, che ha attivato vocalmente il suo sistema Devenir-fantôme (2018), un’installazione sonora che persegue il paradossale obiettivo di simulare attraverso il software sensazioni umane come la noia, la disperazione e la paura.

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