“Errare è umano”, si dice. Nella prospettiva di un futuro che si profila sotto il dominio dell’ingegneria robotica e dell’intelligenza artificiale, affidate all’infallibilità della logica binaria, l’Ars Electronica Festival 2018, in programma a Linz dal 6 al 10 settembre, sembra voler instillare gocce di veleno nei circuiti degli atomi radicali: sarà forse l’errore l’unico elemento che ci distinguerà dalle macchine?

Come al solito, di questi tempi, in ogni spazio della frizzantissima città di Linz, ci sono in ballo tanta arte e scienza, tecnologia e filosofia, estetica ed etica, performance e musica, sperimentazioni e deviazioni, immagini e premi. E non è una semplice coincidenza il fatto che l’ingranaggio mediatico di Ars Electronica Festival abbia scelto l’edizione 2018 per conferire, honoris causa, a Leonardo Journal il premio annuale più solenne – “Visionary Pioneers of Media Ars” – tra le categorie in competizione per la Golden Nica, l’ambitissima statuetta dorata nella forma della acefala Vittoria dalle ali spiegate. Il magazine, infatti, sta celebrando il 50esimo anniversario della sua fondazione, ponendosi come autentico strumento pionieristico di una visionarietà che intreccia arte, scienza e tecnologia, potendo vantare un indiscusso primato di campo. Basti solo dire che Leonardo è una rivista edita da The MIT Press Journals, ala editoriale della celebre università statunitense del Massachusetts. Il format fu fondato nel 1968 da Frank Malina e da lui diretto fino al 1981, anno della sua scomparsa, poi preso in consegna dal figlio Roger. Cinque numeri all’anno, più un sesto dedicato alla musica legata all’ambito new media art.

Greg Drunn & Brian Edwards & Will Drinker, Self Reflected, © Greg Drunn, Brian Edwards, Will Drinker, courtesy AE_2018
Greg Drunn & Brian Edwards & Will Drinker, Self Reflected, © Greg Drunn, Brian Edwards, Will Drinker, courtesy AE_2018

TEMI E RICERCHE

Il perimetro d’azione del festival di Linz è tradizionalmente molto ampio, basandosi sulle procedure create con le nuove tecnologie ed esperite nell’arte digitale, la computer grafica, l’animazione computerizzata, la realtà virtuale, Internet, l’arte interattiva, i videogiochi, la robotica, la stampa 3D, l’arte cyborg, la biotecnologia, chiamando in causa, non di rado, i processi cognitivi indagati dalle neuroscienze. Di anno in anno, grazie a simposi con ospiti internazionali di alto profilo scientifico, la manifestazione prospetta tematiche filosofiche e proiezioni sociologiche sul futuro dell’umanità. Nel 2009, per esempio, quando in pochi conoscevano la parola “antropocene”, propose una riflessione sugli studi del premio Nobel Paul Crutzen, lo scienziato che aveva coniato quel termine per caratterizzare la prima era geologica in cui l’“uomo tecnologico” ha alterato gli equilibri del pianeta. L’edizione dello scorso anno, poi, ha proposto una ricerca sull’impatto sociale e individuale con l’intelligenza artificiale e il sempre maggior perfezionamento della robotica.

Ping Chieh Hsieh & Jung Tu & Wimonwan Wichaikhamjorn, Emo © Wimonwan Wichaikhamjorn, courtesy AE_2018
Ping Chieh Hsieh & Jung Tu & Wimonwan Wichaikhamjorn, Emo © Wimonwan Wichaikhamjorn, courtesy AE_2018

ERRORE E INFALLIBILITÀ

Non è un caso che il tema scelto per l’edizione di quest’anno voglia ricongiungersi alle tematiche della perfezione tecnica delle macchine per ribaltare la logica edonistica dell’infallibilità.
Il festival 2018, infatti, dà spazio all’errore, riflettendo sulle sue conseguenze! Tema: Error – The Art of Imperfection. Errore come fascino dell’imperfezione quando giunge a soluzioni impreviste, a esiti che aprono prospettive inimmaginabili. Già, ma c’è errore ed errore; insomma, non esistono soluzioni finali predeterminate. Se siamo giunti al punto in cui siamo, in quanti errori genetici sarà incappata la natura nel corso della sua evoluzione? La cultura dell’errore e l’assunzione di rischi, unite alla creatività, potrebbero diventare le competenze future più importanti dei nostri tempi.

Franco Veremondi

https://ars.electronica.art

Iscriviti alla nostra newsletter
CONDIVIDI
Franco Veremondi
Nato a Perugia, residente a Roma; da alcuni anni vive prevalentemente a Vienna. Ha studiato giurisprudenza, quindi filosofia con indirizzo estetico e ha poi conseguito un perfezionamento in Teoretica (filosofia del tempo) presso l’Università Roma Tre. È giornalista pubblicista dal 1994 occupandosi di arti visive, di architettura e di estetica dei nuovi media. Nell’ambito delle arti ha svolto periodicamente attività curatoriale e didattica. Collabora con quotidiani e riviste di area europea.