Annunciati i premi di Ars Electronica 2018. Ecco i migliori progetti digitali dell’anno

Si svolgerà a Linz dal 6 al 10 settembre Ars Electronica, il più longevo festival di arte e cultura digitale del vecchio continente. In attesa dell’evento, che quest’anno indagherà il tema dell’errore in campo artistico e tecnologico, arriva l’annuncio dei vincitori del tradizionale Prix.

 

The Golden Nicas Foto: rubra
The Golden Nicas Foto: rubra

Oltre tremila progetti da 85 paesi diversi. La giuria di Ars Electronica, prestigioso festival di arte e cultura digitale che si svolge ogni anno a Linz, in Austria, ha avuto il suo bel da fare per visionare tutte le candidature quest’anno. I vincitori, che verranno ufficialmente premiati il prossimo 8 settembre durante la tradizionale cerimonia, riceveranno la Golden Nica, una specie di Oscar con le fattezze della Nike di Samotracia, e le loro opere sanno in mostra all’OK Center for Contemporary Art. I nomi, però sono stati già annunciati: trionfa nella categoria Interactive Art il duo belga LarbitsSisters mentre il riconoscimento per il settore Digital Communities va al progetto Bellingcat e quello per la Computer Animation all’artista francese Mathilde Lavenne.
Ma vediamo nel dettaglio tutte le opere vincitrici nelle principali categorie.

Valentina Tanni

 

1. DIGITAL COMMUNITIES: BELLINGCAT

Bellingcat

Fondata nel 2014 da Eliot Higgins, autore di un blog che ha pubblicato scottanti rivelazioni sulla guerra in Siria, Bellingcat è una piattaforma online dedicata al citizen journalism. Inchieste open source, investigazioni indipendenti e casi di studio: il sito, secondo la giuria di Ars Electronica, “promuove processi analitici rigorosi e approfonditi, contribuendo a una migliore comprensione degli scenari complessi in un contesto internazionale sempre più polarizzato”.

www.bellingcat.com

 

2. INTERACTIVE ART: LARBITSSISTERS

LarbitsSisters, BitSoil Popup Tax & Hack Campaign

Il progetto The BitSoil Popup Tax & Hack Campaign, ideato dal duo belga LarbitsSisters, è una campagna online condotta tramite l’uso di Twitter bot che funzionano come degli “esattori digitali”. Gli utenti che aderiscono all’iniziativa, una riflessione critica sul valore dei dati nell’era digitale e sul profitto che generano per le aziende, possono partecipare creando a loro volta dei bot o mandando delle cartoline digitali ai CEO delle più grandi compagnie hi-tech del pianeta. Tutti i nuovi dati che queste attività generano si trasformano in una moneta elettronica, il BitSoil, e i proventi vengono ridistribuiti tra tutti i partecipanti.

https://bitsoil.tax/campaign

 

3. COMPUTER ANIMATION: MATHILDE LAVENNE

Mathilde Lavenne, Tropics

L’artista francese Mathilde Lavenne vince il premio per la migliore animazione computerizzata con il film Tropics. Il video, girato in Messico, nella provincia di Veracruz, utilizzando uno scanner tridimensionale, è un viaggio in bianco e nero attraverso il tempo e la memoria del luogo. Nella città di Jicaltepec, sulle rive del fiume Filobobos, i colonizzatori francesi che hanno costruito le proprie fattorie hanno infatti cancellato ogni traccia della cultura precolombiana originaria di queste zone, ma le acque del fiume portano a galla ogni anno, durante la stagione delle piogge, frammenti di questo passato sepolto.

www.mathildelavenne.com

 

4. U19 – CREATE YOUR WORLD: LORENZ GONSA, MARTIN HATLER, SAMUEL STALLYBRASS, VINCENT THIERRY

Levers and Buttons Five Hours of Sleep

I vincitori del premio u19, che viene assegnato al miglior progetto realizzato da autori giovanissimi, va a un gruppo di studenti austriaci. Il loro Levers and Buttons è un videogame realizzato con la tecnologia VR (realtà virtuale) pensato per due giocatori: il primo controlla un personaggio che si muove in uno spazio 2D, mentre l’altro agisce all’interno di un ambiente tridimensionale; insieme, sono impegnati a prevenire la catastrofe che incombe sull’astronave.

https://youtu.be/fqGSJMXG4So

 

5. 2018 NETIDEE SPECIAL PRIZE: SAMUEL DAURER, ÄMILIAN MAYRHOFER

Samuel Daurer e Ämilian Mayrhofer, Out of Tune

Il premio speciale Netidee va a un progetto a tema musicale. Gli studenti austriaci Samuel Daurer e Ämilian Mayrhofer, che hanno realizzato Out of Tune come lavoro finale del loro percorso di studi alla Ybbs IT Technical School, hanno creato una piattaforma web che permette di esplorare il mondo della musica tramite un’interfaccia alternativa, navigando in maniera divertente e intuitiva attraverso le canzoni di oltre 180mila artisti.

http://out-of-tune.org

 

6. VISIONARY PIONEERS OF MEDIA ART: ART, SCIENCE AND TECHNOLOGY – LEONARDO!

Roger Malina for the Leonardo Community

 

Il riconoscimento alla “carriera” va a un magazine. Leonardo, fondato nel 1968 a Parigi, è un giornale che si occupa da sempre delle complesse e affascinanti relazioni tra l’arte, la scienza e la tecnologia. L’originario Journal si è poi trasformato in un’organizzazione non profit che organizza anche festival convegni, eventi e programmi didattici.

 

https://www.leonardo.info

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Generefestival
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Valentina Tanni (Roma, 1976) è critica d’arte, curatrice e docente. Si interessa principalmente di new media art e di editoria multimediale. Ha curato numerose mostre, tra cui: la sezione di Net Art di “Media Connection” (Roma e Milano, 2001), le collettive “Netizens” (Roma, 2002) e “L’oading. Videogiochi Geneticamente Modificati” (Siracusa, 2003), “Maps and Legends. When Photography Met the Web” (Roma, 2010), “Datascapes” (Roma, 2011) e “Hit the Crowd. Photography in the Age of Crowdsourcing” (Roma, 2012), “Nothing to see here” (Milano, 2013), “Eternal September. The Rise of Amateur Culture” (Lubiana, 2014), “Stop and Go. L'arte delle gif animate” (Roma, 2016). Ha collaborato con i festival di arti digitali Interferenze e Peam ed è stata curatore ospite di FotoGrafia. Festival Internazionale di Roma per la sezione “Fotografia e Nuovi Media” (edizioni 2010-2012). Ha scritto per testate nazionali e internazionali e lavorato come docente per istituzioni pubbliche e private. Attualmente insegna Digital Art al Politecnico di Milano. Dal 2011 collabora con Artribune.
  • Lessing

    E l’arte dov’é ? In buona parte sono simulazioni che assemblano pratiche e modalitá giá esistenti . Si direbbe che gli autori siano interessati piú alla riproposizione , poco differita , di funzionamenti e programmi e che non ci sia un’approccio originale al mezzo mancando la scoperta e la sorpresa che di troverebbe in un atto di sperimentazione dove tecnica e contenuti si mescolano in mido meno meccanico e prevedibile . Se oltre a giocare con le nuove applications questi creativi amassero davvero quello che é la memoria storica esthetica e culturale dell’arte forse potrebbero fare delle cose che ci coinvolgono di piú . Qui predomina inevitabillmente il giochetto e l’importanza dell’esoerienza estetica di senso e mezzo viene meno .