I pirati sbarcano a Londra

È una galleria ma anche un laboratorio, un luogo d’incontro, uno spazio per residenze. Stiamo parlando di Furtherfield, associazione inglese dedita alla ricerca, alla discussione e all’esposizione di New Media Art.

Piratbyrån and Friends at Furtherfield Gallery - Foto Paul Ros
Piratbyrån and Friends at Furtherfield Gallery - Foto Paul Ros

I fondatori di Furtherfield, gli artisti Ruth Catlow e Marc Garrett, hanno iniziato la loro avventura nel lontano 1997, agli albori del web, e da oltre diciassette anni portano avanti un’attività instancabile fatta di mostre, conferenze, incontri e pubblicazioni.
Nel 2004 l’associazione ha aperto uno spazio chiamato HTTP nella zona nord di Londra, uno dei primissimi dedicati interamente all’arte digitale, mentre da due anni la sede fisica di Furtherfield si trova avvolta nel verde di Finsbury Park, nel padiglione McKenzie, un luogo molto particolare, lontano dai classici circuiti delle gallerie londinesi, dove prendono vita esposizioni di grande interesse. Ultima, in ordine di tempo, quella dedicata alla storia di Pirate Bay. Piratbyrån and Friends racconta la storia del gruppo di artisti-attivisti svedese, noto per la sua decennale battaglia contro le leggi del copyright internazionale. Un po’ collettivo artistico, un po’ movimento politico, il gruppo ha prodotto negli anni una gran quantità di materiale: filmati, poster, gadget, pubblicazioni e persino vere e proprie installazioni, esposte anche nel contesto di mostre e musei d’arte contemporanea (ricordiamo il caso di Manifesta 7, svoltasi in Trentino Alto Adige nel 2008).

Piratbyrån and Friends at Furtherfield Gallery - Foto Paul Ros
Piratbyrån and Friends at Furtherfield Gallery – Foto Paul Ros

Interrogata sugli obiettivi del programma espositivo di Furtherfield, Ruth Catlow risponde: “Le nostre mostre in galleria vengono scelte per la loro capacità di connettersi con tanti tipi di pubblico differenti, e a diversi livelli. Vogliamo offrire un’esperienza dell’opera d’arte all’interno della quale le persone possano sentirsi coinvolte. Le opere che esponiamo affrontano temi fondamentali che riguardano l’essere umano, come l’identità, la fiducia, la privacy e la libertà. E questi sono argomenti che riguardano le vite delle persone, anche di quelle che non hanno mai fatto esperienze artistiche prima”.

 

Valentina Tanni

 

www.furtherfield.org

 

Articolo pubblicato su Artribune Magazine #19

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Valentina Tanni è storica dell’arte, curatrice e docente; la sua ricerca è incentrata sul rapporto tra arte e tecnologia, con particolare attenzione alle culture del web. Insegna Digital Art al Politecnico di Milano e Culture Digitali alla Naba – Nuova Accademia di Belle Arti di Roma e Milano. Ha pubblicato “Random. Navigando contro mano, alla scoperta dell’arte in rete” (Link editions, 2011) e “Memestetica. Il settembre eterno dell’arte” (Nero, 2020).