Gli 80 anni di Paul Smith, lo stilista che ha trasformato la curiosità in moda
Classe 1946, lo stilista inglese ha capito che la creatività può assumere infinite forme e che la moda è soltanto una delle sue possibili espressioni. Così Paul Smith è diventato lo stilista dal linguaggio creativo per eccellenza
“You can find inspiration in everything. And if you can’t, look again”. È probabilmente questa la frase che meglio riassume l’universo creativo di Paul Smith. In oltre cinquant’anni di carriera, lo stilista britannico che quest’estate ha compiuto 80 anni ha costruito un’estetica riconoscibile senza mai rinunciare alla leggerezza, all’ironia e alla curiosità. Le righe multicolore, i completi impeccabili e i dettagli inaspettati sono diventati la firma di un designer che ha sempre rifiutato gli eccessi della moda per concentrarsi sul valore delle idee.

Gli esordi di Paul Smith
Nato a Nottingham il 5 luglio 1946, Paul Smith sembrava destinato a una vita molto diversa. Da ragazzo sognava di diventare un ciclista professionista e dedicava gran parte del suo tempo agli allenamenti. Un grave incidente in bicicletta, avvenuto a soli diciassette anni, mise però fine a quel progetto. Durante la lunga convalescenza iniziò a frequentare pub, scuole d’arte e ambienti creativi della sua città, entrando in contatto con artisti, architetti, fotografi e musicisti. Fu una rivelazione. In quel mondo comprese che la creatività poteva assumere infinite forme e che la moda era soltanto una delle sue possibili espressioni.
La carriera di Paul Smith
L’incontro decisivo fu quello con Pauline Denyer, studentessa di fashion design destinata a diventare sua moglie. Fu lei a incoraggiarlo a studiare sartoria e confezione, trasmettendogli le basi del mestiere e convincendolo a trasformare quella curiosità inesauribile in una professione. Poi, nel 1970 inaugurò il suo primo negozio in Byard Lane, a Nottingham. Appena tre metri quadrati, ma già concepiti come qualcosa di diverso da una semplice boutique. Accanto agli abiti trovavano spazio libri, oggetti di design e pezzi scelti personalmente da Smith, anticipando quell’idea di contaminazione tra moda, arte e cultura che sarebbe diventata uno dei tratti distintivi del marchio. Sei anni più tardi presentò la sua prima collezione uomo a Parigi, dando inizio a una delle storie più longeve e influenti del menswear britannico.

La moda di Paul Smith tra tradizione e rinnovamento
Fin dagli esordi, Paul Smith ha preferito reinterpretare la tradizione sartoriale inglese anziché rivoluzionarla. I suoi completi mantengono la precisione del tailoring classico, ma vengono alleggeriti da dettagli ironici: una fodera colorata, una stampa inaspettata, un bottone a contrasto o le iconiche righe multicolore, diventate la firma della maison. Un modo di intendere l’eleganza che dimostra come anche la sartoria più rigorosa possa lasciare spazio al gioco e all’imprevisto.
L’incredibile archivio di Paul Smith
Parallelamente, Smith ha costruito uno dei più straordinari archivi creativi del mondo della moda. Il suo ufficio di Albemarle Street, nel cuore di Londra, è diventato quasi leggendario: una moderna Wunderkammer in cui convivono migliaia di fotografie, dipinti, libri, ceramiche, sedie, biciclette, insegne, giocattoli, oggetti di design e curiosità raccolte durante decenni di viaggi. Più che una collezione privata, è un laboratorio di idee. Ogni oggetto, indipendentemente dal suo valore economico, può suggerire una palette cromatica, una stampa o il dettaglio di una futura collezione.

Un progetto espositivo dedicato allo stilista inglese
Questa filosofia è diventata il cuore della mostra itinerante Hello, My Name is Paul Smith, inaugurata nel 2013 al Design Museum di Londra e successivamente ospitata in città come Tokyo, Kyoto, Seoul, Shanghai, Taipei e Melbourne. L’esposizione non si limita a ripercorrere la carriera dello stilista, ma invita il pubblico a entrare nel suo processo creativo attraverso schizzi, prototipi, fotografie, installazioni e oggetti provenienti dal suo archivio personale, raccontando come l’ispirazione possa nascere da qualsiasi incontro o esperienza.
Il genio creativo dello stilista
Il dialogo con l’arte non si esaurisce nella sua collezione. Nel corso della carriera Paul Smith ha sostenuto fotografi, illustratori e giovani creativi, collaborando con figure come David Bailey, Martin Parr e Saul Leiter e trasformando spesso i suoi negozi in luoghi espositivi dove fotografia, design e moda convivono nello stesso spazio. Più che semplici punti vendita, i flagship del marchio sono pensati come gallerie contemporanee aperte al pubblico, riflettendo una visione della creatività libera da qualsiasi confine disciplinare. Nominato Cavaliere dell’Ordine dell’Impero Britannico nel 2000 per il suo contributo alla moda, Sir Paul Smith rappresenta ancora oggi una figura atipica nel panorama del lusso internazionale. Più che costruire un marchio, ha costruito un metodo: osservare il mondo senza pregiudizi, collezionare idee anziché oggetti e dimostrare che moda, arte, fotografia e design appartengono allo stesso universo creativo. Perché, come ama ripetere lui stesso, l’ispirazione è ovunque. Bisogna soltanto saperla riconoscere.
Giulio Solfrizzi
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