Matisse, Klimt e Kandinsky nei Kimono in mostra al Museo del Tessuto di Prato

Linee dritte, maniche lunghe e cinture ampie contraddistinguono l’abito tradizionale del Sol Levante. Una mostra esplora i punti di contatto tra cultura giapponese e avanguardie europee e le raffinate fantasie che ne emergono

Vivaci e colorati: così si presentano i cinquanta kimono maschili e femminili risalenti alla prima metà del Novecento protagonisti assieme a xilografie, stampe, quadri e tessuti della mostra KIMONO – Riflessi d’arte tra Giappone e Occidente attesa al Museo del Tessuto di Prato a fine aprile. Il progetto intende porre l’attenzione sulle relazioni economico-culturali della metà del Cinquecento tra Europa e Giappone, che hanno poi favorito la reciprocacontaminazione dell’arte e della moda. Sia il cosiddetto “giapponismo” sia l’occidentalizzazione si esprimono con enfasi nei manufatti esposti nella prima sezione della mostra, trovando una formalità unica nelle xilografie dell’Ukiyo-e che presentano donne in kimono, fedelmente ritratte tra linearismi e sensualità dagli artisti occidentali. Nella seconda sezione, invece, il pubblico scoprirà le complesse tecniche tessili e decorative della tradizione nipponica (nishiki, yuzen, shibori e kasuri, per citarne alcune) grazie ai preziosi kimono provenienti dalla collezione privata Manavello, raggruppati per soggetti e ornamenti. Sulle vesti, simboli e linguaggi della cultura giapponese si fondono con le avanguardie artistiche europee, con evidenti riferimenti a Matisse, Klimt, ai futuristi e a Kandinsky. Chiude il percorso espositivo il nucleo di limono legati al tema delle scoperte tecnologiche dell’industria occidentale, nonché al periodo bellico della Seconda Guerra Mondiale. Ecco le immagini.

LA COLLEZIONE PRIVATA MANAVELLO IN MOSTRA A PRATO

Anche se la parola kimono vuol dire letteralmente “cosa da indossare”, dietro questa semplice traduzione si nasconde un mondo fatto di simboli e di segni che raccontano la leggendaria tradizione Giapponese. I tessuti pregiati si trasformano in “quadri”, dove ogni dettaglio impresso racconta il periodo storico, la condizione sociale e il gusto di chi lo ha indossato. Un fascino che non ha lasciato indifferente la trevigiana Lydia Manavello, che da anni colleziona kimono realizzati tra la seconda metà dell’Ottocento e la prima metà del Novecento vantando oggi una collezione cospicua di abiti e di oggetti tradizionali protagonisti di diverse mostre e/o eventi filo-orientali organizzati per il Bel Paese.

Valentina Muzi

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Valentina Muzi

Valentina Muzi

Valentina Muzi (Roma, 1991) è diplomata in lingue presso il liceo G.V. Catullo, matura esperienze all’estero e si specializza in lingua francese e spagnola con corsi di approfondimento DELF e DELE. La passione per l’arte l’ha portata a iscriversi alla…

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