Altaroma chiude nel segno della moda sostenibile e gender fluid: il report

Grande successo per la piattaforma “Digital Runway”, che ha consentito di seguire i défilé sul web. Mentre capi green e fluidità di genere sono protagonisti assoluti in passerella agli Studi di Cinecittà.

Accademia Costume & Moda_credits Courtesy of Press Office
Accademia Costume & Moda_credits Courtesy of Press Office

Quattro giorni di sfilate, talk sulla sostenibilità ed esposizioni. Si spengono i riflettori sull’edizione estiva della kermesse capitolina Altaroma, che chiude raddoppiando il successo digitale nonostante il ritorno dei fashion show in presenza dagli iconici Studi di Cinecittà. Moda ecologica, video d’autore, innovativi progetti degli allievi degli istituti e delle scuole di formazione, proiettandosi nel futuro di un sistema duramente colpito dall’emergenza pandemica ma che, grazie alla determinazione e alla volontà degli addetti ai lavori, ha saputo reagire per rinascere.

I NUMERI DELL’EDIZIONE ESTIVA

Circa il 70% degli 89 brand presenti, 72 nel format espositivo “Showcase”, vantano produzioni eco-friendly. Oltre 300 giornalisti, 174 gli stilisti che hanno partecipato alle iniziative inserite nel calendario ufficiale. Poi, la 17esima edizione del concorso “Who Is On Next?”, rivolto agli emergenti e organizzato in collaborazione con Vogue Italia. E ancora 105 tra buyer, showroom e concept-store accreditati sulla piattaforma online “Digital Runway”, di cui 30 dal vivo, e 18 show per un totale di 70mila utenti che hanno seguito la manifestazione “phygital” in live streaming, compresi i défilé collettivi targati “Rome is my runway”. “Altaroma rappresenta un compagno di strada affidabile e raggiungibile per i creativi alle prime armi. Anche se non ci chiamiamo Green Fashion Week, da sempre siamo stati la culla naturale dei marchi etici e sostenibili. Con il lungo lavoro di riposizionamento, siamo finalmente riusciti a diventarne il riferimento, riconoscendo le qualità e mettendo gratuitamente a disposizione servizi e strumenti necessari a valorizzare nonché consolidare le potenzialità di ognuno. I designer che si rivolgono a noi si aspettano non solo di promuovere prodotti da vendere, ma di presentare un intero progetto. E trovano qui il modo, il tempo e lo spazio idonei”, spiega la presidente Silvia Venturini Fendi. Di rilievo “Startup Fashion Academy”, la sfida lanciata da Lazio Innova per i talenti che hanno potuto portare a termine il loro project work nella cornice degli scenografici set di Cinecittà.

Casa Preti credits Courtesy of Altaroma Press Office
Casa Preti credits Courtesy of Altaroma Press Office

I VINCITORI DI “WHO IS ON NEXT?” 2021

Piferi, Niccolò Pasqualetti, e ATXV by Antonio Tarantini hanno vinto la 17esima edizione di “Who Is On Next?” per le sezioni accessori e abbigliamento. La premiazione è stata trasmessa online, visibile da smartphone e tablet mediante un’applicazione ad hoc. Alfredo Piferi realizza eleganti calzature femminili vegane ispirandosi al surrealismo e alle architetture urbane. Acqua e pietra per Niccolò Pasqualetti, secondo il quale l’arte del gioiello si costruisce tramite un prezioso recycle materico, pensando bijoux androgini basati sul principio del biomorfismo. Fluidità no-gender per ATXV in un lessico stilistico lontano dalle regole canoniche: asimmetrie, drappeggi e tagli netti costituiscono la sua visione estetica al di là dall’ordinario. La giuria di qualità, formata da esperti del settore, ha quindi attribuito il prestigioso riconoscimento-tributo a Franca Sozzani, offrendo la possibilità a chi è salito sul podio di approdare alle fashion week milanesi nel 2022. Inoltre, i finalisti Italian Family di Gabriele Santoriello e Id.Eight  si sono aggiudicati il “Pitti Tutoring & Consulting Prize”: sei mesi di mentorship per destreggiarsi nel mercato italiano ed estero. La novità è il “Premio Manteco”, sostenuto dalla celebre azienda toscana che fornirà i tessuti al vincitore Alessandro Vigilante in vista delle sue prossime collezioni. “Abbiamo dedicato tutti i nostri sforzi per colmare i pericolosissimi vuoti che il momento eccezionale di difficoltà stava generando”, aggiunge Venturini Fendi. “E abbiamo potuto e voluto farlo, perché Altaroma è fatta di istituzioni territoriali e governative, che ne riconoscono un’utilità di sistema. Con il supporto ricevuto a partire dal 2016 dal Mise e poi dal Maeci, nell’ambito del Piano per la promozione straordinaria del made in Italy, attraverso Ice-Agenzia la kermesse ha rafforzato e incrementato, accanto al costante impegno di Camera di Commercio di Roma e Regione Lazio, tutte le attività di scouting, progettazione e comunicazione, accrescendo il network di buyer, opinion leader, head hunter in sinergia con gli altri due poli di Milano e Firenze”.

LA MODA DEL FUTURO TRA ISTITUTI E ACCADEMIE

 “Explosion è la forza magnetica che ci trascina al di fuori, innescando reazioni a catena. In questi tempi, chi lavora con la creatività e la moda ha l’occasione di trasformare le dissonanze in connessioni inattese, mettendo in luce le particelle di una rinnovata, fluida energia che si libera in passerella”, spiega Paola Pattacini, coordinatrice IED Moda nella Capitale. Sulla catwalk le capsule di 12 diplomati : i look sono il frutto di anni di studio e ricerca, passando dal prêt-à-porter all’ Haute Couture, fino alla lingerie. Un percorso visivo che è il risultato di un approccio avanguardista in un puzzle di colori, voci, suoni e melodie. Modella d’eccezione della sfilata Miss Italia 2020, Martina Sambucini. Otto abiti di lino e tweed, che evocano le tute degli operai dei primi del ‘900, sono il trend “transgender” dell’Accademia Maiani. Toni black and white, sfumature dal grigio al marrone ravvivate dalle righe multicolor delle texture africane che si tramutano in stole, burqa o mantelle. Bluse e pantaloni intarsiati abbracciando il concetto di identità di genere. Etno-chic il “Faso Danfani”, variopinto cotone grezzo rigato dalla grossa tramatura sgargiante e cromie vivaci, dall’arancio al verde pistacchio, lavorato a mano su piccoli telai in legno dalle donne della Tribù Mossi nella regione centrale del Burkina Faso. Bustier sulle camicie si abbinano agli shorts, vestiti floreali si susseguono tra semi e cavi elettrici. Corpetti a punta su gonne sovrapposte dagli effetti geometrici guardano alla tecnica nipponica “Kintsugi”, che ripara le ceramiche rotte con la colatura d’oro. L’Accademia Costume & Moda, presieduta da Lupo Lanzara, ha presentato i final work dei 15 Talents 2021, che hanno collaborato con 39 aziende dello Stivale per la realizzazione di altrettante mini-collection composte da 6 outfit ciascuna. Competenza e progettualità degli studenti, coordinati da Santo Costanzo e Luigi Mulas Debois, unite al know-how e ai raffinati processi industriali. Vince il contest Filippo Alimonti con la sua linea menswear “Gacho”. Al Teatro 10 degli Studios, l’Accademia Koefia porta in scena le sue “Crea-Tu-Res”. La fiaba è il leitmotiv di un pianeta fantasioso, intimista, in cui è i ragazzi, seguiti da Simone Giovanni, hanno disegnato la propria personalità sui bozzetti fra volumi e forme fluttuanti. Filippo Francia, invece, trionfa al 31esimo “Concorso nazionale professione giovani stilisti” di Ricerca Moda Innovazione (RMI) dell’Unione Cna Federmoda presso la Limonaia di Villa Torlonia, con soddisfazione del presidente Marco Landi affiancato dal responsabile Antonio Franceschini e dal direttore artistico Roberto Corbelli.

Accademia Koefia_credits Courtesy of Press Office
Accademia Koefia_credits Courtesy of Press Office

TALENTI DA TENERE D’OCCHIO

La primavera-estate 2022 di Dalpaos è un connubio di lettere e numeri, leggibili da sinistra verso destra e viceversa. L’idea è quella di osservare in due direzioni, proprio come si fa nelle parole “palindrome”, viaggiando dentro epoche diverse dove tutto si muove ed evolve per ritornare, in seguito, al qui ed ora. Il domani nostalgico e curioso, la rivisitazione del classico che si sfoga giocando con tocchi futuristici e inusuali, la coesistenza degli opposti all’insegna del riciclo: il check fresco lana sartoriale, ottenendo un blazer dalla doppia coulisse regolabile sulla schiena e un maxi cappotto dai dettagli interni nascosti, stampe di frasi sulla martingala e loghi sulle tasche con fodere a contrasto. Spalmature su cotoni e viscose lisce diventano trench, camicie in similpelle e comodissimi patch-pants raffigurano la stella veneziana a otto punte, come sulla basilica di San Marco, che volge gli occhi alla dea della bellezza Venere. Pvc fumé trasparente ricamato, così la variante tabacco. Borselli e scritte si palesano su felpe o t-shirt: frasi quali “Eran i Modi di Dominare”, “Ossesso” o “Too Hot To Hoot” si alternano in un continuo equilibrio. Il gemello da polso fa il suo ingresso su una camicia in cotone upcycled con catena dorata alla quale è appesa una roccia vulcanica resinata. Per l’autunno-inverno 2021/22 Annagiulia Firenze si lascia catturare dal tatuaggio, pittorica decorazione già ritrovata sulle mummie del 500 a.C. e praticata da numerose popolazioni a scopo sacro, magico o di puro ornamento. La maison inventa una stampa ottenuta dal segno della tintura del pizzo, suo must have, sul tessuto con materiali naturali. Stilisticamente sposa le tendenze British style anni Venti, evidenti nella serie televisiva “Peaky Blinders” ambientata nella Birmingham devastata dal primo dopoguerra. Panna, rosa cipria, cammello, lampone scuro, celeste nube,  polvere, cioccolato, blu navy e nero nella palette. Le chemise leggere ricche di merletti, rouches di organza e gilet doppiati esaltano la femminilità. Cravatte, cappelli e orologi da taschino rendono lo styling interessante. In attesa della stagione fredda, il team ha scelto per il titolo la canzone “Ink” dei Coldplay, che ricorda i tattoo. “Estasi Mediterranea” è il viaggio estivo in barca a vela di Edoardo Gallorini da Venezia alle Isole Eolie, precisamente a Stromboli: la sciara del fuoco, il sublime kantiano, lo “Sturm und Drang” tedesco su caftani glam che sanno di mare e salsedine. Riportando alla memoria le attrici e dive del cinema Mariangela Melato, Tilda Swinton, Catherine Deneuve. Dress all-over printed riproducono capesante e ferri di prua delle gondole. Smagliature e fenditure indelebili sulla “Pelle” per il siciliano Mattia Piazza, alla guida di Casa Preti, il cui nome deriva da Mattia Preti, pittore del Caravaggismo napoletano. Lini pregiati, alchimie viniliche in un’ottica di inclusività e aggregazione sociale contro i pregiudizi della contemporaneità. Atmosfere caraibiche e motivi tropicali nell’ironico sportswear di Roi du Lac, che con “Cuba Libre” mixa nello shaker gli ingredienti di un drink gioioso che conduce alle macchine d’epoca de L’Avana, sino alle palme e ai pappagalli. Brio, senza dimenticare l’importanza di vivere la vita in maniera coscienziosa. Blazer in chevron di seta, ampie skirt, maglieria in jersey. “Aware” è il debutto di Vescovo: sincerità e consapevolezza per Antonio Pondini, fondatore nel 2019 della community di streetwear che ricorre al background multidisciplinare dell’ideatore con capi dalle nuance pastello, fibre organiche, tasche a soffietto e un approccio customizzabile. Il desiderio di evadere dalla città e partire per la campagna insieme agli amici, incontrandosi dopo l’isolamento dettato dalla pandemia e dialogando con il cavallo bianco Charly, simbolo di libertà. “Pancratium Maritimum di Caterina Moro si ispira ad un murale dello street artist romano Lucamaleonte, che illustra il giglio di mare. Il fiore, che cresce sui litorali sabbiosi, è l’emblema della resistenza alle ostilità. La candida pianta sboccia sulle stoffe stampate, impalpabili e delicate. Plissettature sul denim intarsiato ad aerografo e su georgette di poliestere riciclato, rispettando l’ambiente. “Come un’estate a Kyoto” è l’itinerario spirituale nelle suggestioni orientali del Giappone di Gretel Z., che accompagna lo spettatore in una promenade nelle foreste di bambù del Sol Levante e boudoir. Sensazioni introspettive, kimono, mise gentili e aggraziate, ricami in cristalli Swarovski e virtuosismi couture. Per sognare sullo sfondo di luoghi onirici che non hanno una dimensione definita.

Gustavo M.Cipolla

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Gustavo Marco P. Cipolla
Classe 1984, calabrese di origini, romano di adozione, Gustavo Marco P. Cipolla è un cittadino del mondo. Ama viaggiare, quando gli è possibile, e confrontarsi con realtà e culture sempre differenti. Le sue esperienze formative e professionali sono diverse: dalla Laurea in Relazioni Internazionali ai Master in Marketing e Comunicazione degli Eventi artistici, culturali e dello spettacolo e in Comunicazione e Giornalismo di Moda. Collabora con alcune testate dove scrive, senza la pretesa di essere un critico, di moda, arte e cultura. È stato stagiaire nelle Organizzazioni Internazionali e ha svolto, e svolge, l’attività di press officer nel mondo della musica, nell’universo della moda e ha anche curato l’ufficio stampa di alcune compagnie teatrali indipendenti. Crede fermamente nel talento (degli altri) e sostiene che i giovani di oggi, grazie alle giuste opportunità, diventeranno gli adulti di domani.