La teoria del colore applicata a una sneaker

Non è per niente casuale la scelta dei colori utilizzati per creare le sneaker, accessorio “culto” del momento. Ecco come funziona.

Nike x sacai VaporWaffle
Nike x sacai VaporWaffle

Il legame tra colore ed emozioni è studiato da secoli: a partire dagli scritti di Goethe e C.G. Jung sino ad arrivare agli odierni focus group che valutano il modo in cui i colori delle caramelle possono influenzarne la percezione del sapore. Le case farmaceutiche hanno sempre valutato con attenzione il proporre colori “freddi” o viceversa “caldi” per le loro pillole: gli ipnotici sono spesso blu o verdi, gli antidepressivi gialli.
Pure le aziende che producono sneaker (oltre 20 miliardi ogni anno, cifra da far venire i brividi per l’impatto ambientale che comporta) sono da qualche tempo divenute attente a ogni possibile sviluppo della teoria del colore. Le nuove combinazioni proposte dai leder del settore come Adidas, Rebook, New Balance o Nike non nascono a caso. Blu acqua, lime acido o viola uva. Arancio elettrico intervallato da rosa fluo. Grigio cemento o stampe leopardo miste a bianco e oro: un incubo per amanti del minimal? Non esattamente. Se per la maggior parte dei marchi leader del settore alcuni modelli “storici” restano alla base dei volumi di vendita (Nike Air Force 1 è stata la sneaker più venduta del 2020 e nel suo più classico color bianco), nuovi prodotti coloratissimi alimentano il continuo ronzio delle edizioni limitate costruite apposta per lavorare sul nostro subconscio.

Nike Air Foamposite Pro Volt
Nike Air Foamposite Pro Volt

MODA E COLORE

I marchi leader si stanno dotando di vere e proprie unità di lavoro dedicate esclusivamente alla ricerca del colore il cui obbiettivo è ovviamente quello di spingere in ogni modo e maniera i consumi al di là di qualsiasi logica funzionale. Tra il 70 e il 90% del giudizio inconscio su un prodotto viene espresso in pochi secondi basandosi sul suo colore. Che può eccitare o calmare, aumentando o diminuendo la nostra pressione sanguigna.
Nel fashion il colore fa parte dell’identità di un marchio. Per Hermès è l’arancione, per Tiffany il blu acqua. Così i produttori di sneaker ora alternano i loro colori base alla sperimentazione selvaggia. New Balance affonda le sue radici nel grigio: perfetto per una scarpa da corsa urbana che si rifrange sul cemento. Per converso Nike è spesso identificata con il suo Volt neon lime, visto per la prima volta alle Olimpiadi del 2012 ai piedi da quel fenomenale velocista che è stato Usain Bolt. Per alcuni si tratta di un colore atroce, per altri di una genialata: è infatti il primo colore letto dai nostri recettori ottici, forse un’eredità evolutiva di difesa da animali velenosi, certamente un segnale che stimola una reazione emotiva di allerta.

Rick Owens Geobasket
Rick Owens Geobasket

SNEAKER E PANDEMIA

Il virus che ha bloccato le nostre vite per mesi in qualche modo ha influito anche qui. La gamification accelerata che stiamo vivendo si fa sentire. Nel caso delle sneaker alcuni riferimenti sono retrò, come accade per la serie Puma RSX Toys decorata con grafiche che ricordano il Cubo di Rubik. Altri contemporanei, come è il caso della Instapump Fury che ha una grafica in stile console a partire dal pulsante “on”.
Dopo un anno di vita quasi interamente online, la colorazione dei pixel è diventata ancora più importante. Colori che parlano di energia e positività come i pastelli e il giallo sono benvenuti: per questo l’Adidas Yeezy Boost 700 Sun, introdotta a gennaio, si presenta come un tripudio di giallo e arancione. Straordinaria la versione visionaria di Sacai delle Vaporwaffle di Nike, dove vengono sovrapposti due swoosh: arancione il primo, un colore a contrasto per il secondo. Qui di sportivo non resta più nulla, esattamente come accade per tutto il resto nell’estetica di questa straordinaria designer giapponese. Di straordinario c’è anche il prezzo, che le colloca tra le sneaker più costose del momento: oltre i 1200 euro.
Costa meno di 100 euro, invece, la Puma Mirage Tech, che pure si presenta con un mood perfettamente allineato alla sua costosissima collega, contrastando di proposito i colori in un modo da ricordare il display digitale dei DJ. Un remix che ricollega alla cultura della musica dance e prova a farti sentire ottimista.
I fan di Rick Owens possiedono certamente numerose paia nere delle sue Dunk, ma le nuove Geo Baskets rosa bubble gum presentate in perfetta sincronia con la collezione donna p/e 2021 capovolgono tutti i paradigmi precedenti utilizzati dal designer americano, un tempo seguace del nero antracite, del grigio pietra o al massimo del marrone corteccia.
Tutti abbiamo rapporti personali complessi con i colori. Ad alcuni tonalità e modelli di sneaker particolarmente aggressive possono sembrare interessanti, per altri solo disordinati: resta il fatto che in un ensemble contemporaneo proprio la sneaker risulta essere spesso il punto prospettico focale. Anche per l’abbigliamento più funzionale o volutamente minimale, nessuno può davvero prescindere da questo punto estremo della nostra figura.

Aldo Premoli

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Aldo Premoli
Milanese di nascita, vive a Noto e Cernobbio. E poi New York e Washington, dove lavorano i suoi figli. Tra il 1989 e il 2000 dirige “L’Uomo Vogue”. Nel 2001 fonda Apstudio e fornisce consulenze ad aziende e associazioni industriali italiane e straniere. In questo periodo ha tenuto conferenze in tre continenti per Ice, Anci e Aimpes e curato esposizioni che fanno da ponte tra arte e moda. Tra il 2013 e 2014 dirige “Tar magazine”, rivista di arte, scienza ed etica. Attualemnte è blogger di “Huffington Post”, columnist de “Linkiuesta”, direttore della piattaforma super local SudStyle.it. Senior curator di San Sebastiano Contemporary a Palazzolo Acreide. A Catania ha fondato l’onlus Mediterraneo Sicilia Europa, che si occupa di integrazione scolastica di minori in difficoltà. Nel 2021 ha fondato La Cernobbina Artstudio. Svolge la sua attività di visiting professor per Accademie del nord come del Sud della penisola.