LVMH e Bvlgari premiano l’alto artigianato italiano. Ecco chi sono i Maestri d’Eccellenza 2026

La quarta edizione del Premio promosso da Mestieri d’Eccellenza LVMH con Fondazione Bvlgari va in scena a Roma, alla presenza del ministro Alfonso Urso. E racconta le piccole e medie filiere italiane che supportano il mondo della moda e del lusso. Dall’alta sartoria ai telai a mano, dai gioielli in carta al ricamo a filo d’oro

C’era anche il ministro delle Imprese e del Made in Italy, Alfonso Urso, all’Hotel Bvlgari di Roma, in occasione della quarta edizione del Premio Maestri d’Eccellenza, dedicato alla valorizzazione dell’artigianato italiano. Per ricordare come “solo in Italia, un luogo di produzione sia diventato cultura produttiva”, modello da promuovere e tutelare tra i confini nazionali – e qui il Ministro cita l’importanza strategica degli ITS Academy, gli Istituti Tecnologici Superiori, istituiti a livello nazionale nel 2008 – in Europa e nel mondo (a questo proposito, nella primavera 2026, l’Italia ha recepito la normativa europea sulla creazione delle indicazioni geografiche per i prodotti artigianali e industriali).

Cos’è il Premio Maestri d’Eccellenza LVMH

Insieme al Ministero della Cultura e al Ministero degli Affari Esteri, il Ministero delle Imprese e del Made in Italy patrocina non a caso il Premio promosso da Mestieri d’Eccellenza LVMH, quest’anno per la prima volta promosso in collaborazione con Fondazione Bvlgari, e sempre in sinergia con Confartigianato Imprese e Camera Nazionale della Moda Italiana. Nata in seno a LVMH, dal 2014, Mestieri d’Eccellenza si propone infatti di sensibilizzare e formare le nuove generazioni e le persone in fase di riqualificazione professionale ai mestieri del savoir-faire, sia all’interno che all’esterno della Maison. E con il Premio Maestri d’Eccellenza riconosce all’alto artigianato italiano l’unicità che gli compete, valorizzando artigiani appartenenti a tre diverse categorie: artigiani esperti che si sono contraddistinti per la qualità del loro lavoro durante l’intero percorso professionale; talenti emergenti con un progetto promettente; professionisti che si sono distinti per la loro capacità di innovazione, preservando conoscenze e competenze storiche e reinterpretandole in chiave moderna.

Mirei Monticelli, tra i maestri d'eccellenza lvmh
Mirei Monticelli, vincitrice del Premio Maestro Innovazione d’Eccellenza. Photo Juan Padilla

L’alto artigianato italiano che guarda all’innovazione

Per l’edizione 2026 sono pervenute oltre mille candidature, da tutta Italia, e rappresentative di piccole filiere molto diversificate tra loro. A individuare i vincitori ci ha pensato una giuria di esperti presieduta dall’artista Quayola (Roma, 1982): “Riconoscere un premio all’alto artigianato non è un processo nostalgico, questi maestri non sono custodi passivi, ma diventano veicolo per continuare a trasformare la tradizione e portarla verso una nuova contemporaneità”. In linea con questa riflessione è l’approccio del Premio: “Quando si parla di proteggere e tramandare le tradizioni artigiane si corre il rischio di cristallizzarne” sottolinea Laura Burdese, Ceo di Bvlgari “Dobbiamo invece creare le condizioni utili affinché le nuove generazioni portino al settore le loro sensibilità e il loro senso dell’innovazione”.

Lorenzo Seghezzi, tra i maestri d'eccellenza LVMH
Lorenzo Seghezzi, vincitore del Premio Maestro Artigiano Emergente 2026

I vincitori del Premio Maestri d’Eccellenza 2026

Così, per la categoria Maestro Emergente, sale sul palco Lorenzo Seghezzi, che si aggiudica il premio grazie al suo originale punto di vista sulla sartoria contemporanea. Il suo brand milanese, fondato nel 2021, si concentra sulla corsetteria, a partire da una profonda ricerca tecnica e attraverso una rigorosa manifattura manuale.
Il Premio Maestro Artigiano d’Eccellenza, categoria principale del concorso, accende invece i riflettori sull’arte tessile (che in questa edizione ha portato diversi candidati in finale), premiando Carlo Colombo, della Tessitura La Colombina di Badoere (Treviso). Con suo fratello Mario, Carlo è oggi co-titolare di un’azienda tramandata da quattro generazioni, avviata nel 1895 come filanda di seta, poi evolutasi nel tempo fino ad arrivare nel 1948 al telaio a mano, agli accessori e alla maglieria. Nella stessa categoria, una Menzione speciale spetta al siciliano Daniel Mauceri, che è invece rappresentante dell’arte pupara siracusana (Arte Pupara dal 1978). Nel suo laboratorio, che è anche museo, teatro e bottega formativa, crea e restaura Pupi, statue sacre in cartapesta e gioielli ispirati alle decorazioni delle armature, padroneggiando le tecniche dello sbalzo e del cesello, la modellazione e la sartoria.
Infine, il Premio Maestro Innovazione d’Eccellenza spetta a Mirei Monticelli, designer arrivata in Italia dalle Filippine, con base a Milano, dove realizza sculture luminose e installazioni in banaca, una fibra naturale derivata dall’abaca. Il suo lavoro è quindi alimentato da una doppia filiera: la banaca arriva dalle Filippine, dove sua madre stilista collabora con una comunità di tessitrici, mentre gli oggetti, unici e scolpiti a mano, e trova compimento nel suo studio atelier in Italia.

A ciascun vincitore spetta un premio di 10mila euro corrisposto da Mestieri d’Eccellenza LVMH da reinvestire nella propria attività, ma anche un anno di mentoring curato da Bvlgari, che sosterrà anche eventuali collaborazioni con la Maison.
Perché tutti possano conoscere meglio gli artigiani protagonisti e le loro creazioni, invece, è disponibile su Spotify un podcast che racconta ciascuno dei 9 finalisti, esplorando il processo creativo e artigianale che dà vita alle loro opere.

Artribune è anche su Whatsapp. È sufficiente cliccare qui per iscriversi al canale ed essere sempre aggiornati

Redazione

Redazione

Artribune è una piattaforma di contenuti e servizi dedicata all’arte e alla cultura contemporanea, nata nel 2011 grazie all’esperienza decennale nel campo dell’editoria, del giornalismo e delle nuove tecnologie.

Scopri di più